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sabato 23 dicembre 2023

VEGANISMO VS ONNIVORISMO?


Penso che la scelta su cosa mangiare sia molto personale, come per le scelte terapeutiche. D'altronde sappiamo tutti ormai che il cibo può essere nutrimento, veleno o medicina.

Personalmente ho provato per tanti anni il vegetarianesimo, il veganismo, la macrobiotica e l'igienismo. E a volte sono stato anche integralista. Finché, tra scelte per rispettare ora gli animali, ora l'ambiente, ora la salute, ora lo sfruttamento del lavoro... a un certo punto non sapevo più che mangiare! 

Quindi sono scoppiato e ho abbandonato tutto.

Dopo un lungo periodo di tempo, negli ultimi anni, ricominciando a interessarmi della questione, ho capito che molte mie prese di posizione passate erano ideologiche, soprattutto quelle etiche. E in realtà gli studi più recenti non confermano per nulla la mia passata scelta filo veg.

Ho quindi imparato che il problema del veganismo (che idealmente mi piacerebbe poter seguire se fosse salutare), di macrobiotica e vegetarianesimo, è che qualunque carboidrato, che sia frutta, verdura, pane o cereali (sia bianchi che integrali, sia grezzi che lavorati), ma anche i legumi (erroneamente considerati proteici), diventa zucchero nello stomaco, e innalza

 la glicemia, producono picchi glicemici, che comportano nel tempo resistenza insulinica, ipertensione, fegato grasso, sovrappeso, e altri scompensi, conseguenti malattie cardiache, e tutta una serie di malattie che sono proprio le più diffuse.

Noi non siamo geneticamente costruiti per mangiare tutto questi carboidrati e zuccheri, perché l'agricoltura che ci offre tutti questi vegetali è recente, ha più o meno 10.000 anni, i prodotti caseari, anche questi dannosi, sono ancora più recenti.

Per tutto il resto del tempo, prima di questi 10.000 anni, prima della agricoltura, la nostra fonte di alimentazione principale era carnea, cacciagione e pesca, con frutta e semi, occasionalmente verdure, cereali assenti o scarsi.

Come mangiavano i nativi americani, come mangiavano in generale tutte le popolazioni indigene, australiane o africane, caucasiche.

Chiunque può comprendere che il vegetarianesimo, ancor più il veganismo, non è stata la nostra alimentazione nelle decine e decine di migliaia di anni nella nostra evoluzione.

Il veganismo è qualcosa che ci possiamo permettere solo da qualche decennio, grazie alla rivoluzione verde che ha permesso la produzione di grandi quantità di cereali, frutta, e verdura, oltre alla chimica che ha permesso lo sviluppo di processi di trasformazione inimmaginabili, compresa la creazione di cibi completamente innaturali come le bistecche di soia, ma anche produzioni tradizionali come tofu e tempeh, non è roba che esiste in natura.

Il veganismo è uno stile alimentare recente e artificioso, la conseguenza di un falso progresso che è andato a discapito dell'ambiente e della salute.

Non che chi sceglie di mangiare da onnivoro o carnivoro, non si ritrovi con il grosso problema della qualità e varietà della carne o del pesce. Sì cerca di mangiare meno adulterato possibile, ma sicuramente i danni che arreca l'onnivorismo, se non si eccede, come in ogni cosa, sono minori di quelli delle scelte filo vegetariane.

Finisco con il ribadire che comunque qualunque scelta è da rispettare, invito chiunque a verificare quanto sia corretto quel che dico.

Volevo avvisare chi, come me una volta, pensa che la scelta veg sia la migliore o più salutare.

lunedì 11 dicembre 2023

Le democrazie più evolute

 ...Siamo cresciuti con l'idea di essere, in Europa e Occidente, le democrazie più evolute, portatrici di etiche e principi morali come nessun altro paese nella storia umana e nel mondo...

Ma negli ultimi anni, e in particolare dal 7 ottobre, abbiamo scoperto e compreso, dalla dittatura sanitaria al genocidio di Gaza, di essere invece vittime impotenti, e complici obbligati di governi perfino peggiori di quello nazista.

Che la nostra ricchezza e benessere sono dovuti alla colonizzazione e al dominio per secoli di quasi mezzo mondo.

Già per questo più di metà del mondo ci temeva e odiava. Ma con la complicità nel genocidio di Gaza siamo diventati i nazisti del Terzo Millennio...




venerdì 8 dicembre 2023

Discussione sulla dannosità della mammografia, e non solo

Germanus:
STUDIO SHOCK. MAMMOGRAFIE CORRELATE A UN AUMENTO DELL'84% DELLE MORTI PER CANCRO AL SENO.
Una ricerca ufficiale dimostra che le mammografie sono responsabili di un aumento dell'84% delle morti per cancro al seno rispetto a chi non ha mai partecipato a questa pratica.

Rossella:
Qualche tempo fa ho visto questo video di Roy de Vita ....sono un po' confusa...https://www.facebook.com/watch/?v=1546038559469851

Purtroppo devo ammettere che anche io da un pò di tempo sono confuso, e amareggiato, perchè mi sto rendendo conto che oramai ci sono fattori generali che rendono complesso capire cosa davvero fa bene e male.

In primo luogo perchè ci sono forti interessi in gioco sia nella medicina istituzionale, ma oramai anche nella medicina cosiddetta alternativa, e anche perchè esistono una marea di studi, alcuni pochissimo scientifici, altri scientifici ma con validità minore, altri scientifici con maggiore validità (dipende dalle metodologie), per cui è davvero difficile prendere delle decisioni, indipendentemente da chi ne parla.

Devo dire che è più facile capire dove sta la verità osservando cosa dice la medicina ufficiale, istituzionale, le campagne di promozioni e terrorismo governative: quel che dicono di solito è sempre falso e serve a farci ammalare, sappiamo bene che sono megafoni di Big Pharma.

Ma anche così...ho scoperto da poco che l'integrazione di vitamina D potrebbe (uso il condizionale) non solo essere inutile ma dannosa, e temo di averne subito in prima persona il danno. Una dottoressa autorevole, seguita, preparatissima, che seguo e che la consigliava ha avuto il coraggio di intervistare l'autore di un libro sui pericoli della vitamina D, che è anche un ormone, e quindi mi sono reso conto che anche con gli integratori ci si può far male come con i farmaci. Poi scopro che la vitamina C può alterare la glicemia, chi lo avrebbe mai pensato?

Riguardo la mammografia anche lì è un problema capire... però ritorniamo al discorso: se lo dice il ministero, che sappiamo essere più ministero della malattia che della salute, è molto più probabile che sia meglio fare il contrario, e dico sul serio... Parliamo di istituzioni che intendono vaccinarci obbligatoriamente dalla culla alla RSA, che hanno fatto ricorso contro le cure domiciliari precoci annullando sentenze del TAR, ma sappiamo tutti di cosa parlo. Il video di Roy De Vita non mi convince, sia perchè appoggia le indicazioni ministeriali, sia perché a pelle non mi ispira fiducia, e infine perchè nel primo commento c'è una bella risposta di Plinio Chiesa: Veramente l’unica metanalisi condotta dalla cochrane sull’argomento non esprime affatto il parere che il rapporto rischio/beneficio sia a favore del beneficio: https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD001877.pub5/full?highlightAbstract=mammography%7Cmammographi È vero che è di 10 anni fa e nel frattempo ci può essere stato un miglioramento diagnostico, ma sarei curioso di leggere qualche evidenza scientifica che lo confermi…

Come abbiamo imparato sulla nostra pelle negli ultimi anni la verità non è mai certa, l’impensabile potrebbe essere realtà (istituzioni assassine dei propri cittadini e popolazione di pecore sadiche), e dobbiamo andare a tentativi e usare la nostra intelligenza, capacità di discernimento e (ampiamente sottovalutato) ascoltare il nostro istinto, soprattutto nel dubbio.

Da uomo non posso capirlo, ma sento che è praticamente come una tortura medievale, e viene da pensare che se ci fosse qualcosa di innocuo o benigno, con il trauma dell'esame potrebbe trasformarsi in maligno. O a quelle notizie di autopsie che rivelano tumori che non hanno mai dato problemi in vita.

Ci sono articoli e studi riguardo diverse patologie che svelano che la cosiddetta prevenzione sia più dannosa che benefica. Oltre alla mammografia si pratica con la colonscopia, la biopsia prostatica, alla fibromialgia, al test per l'HIV, tale e quale alla storiella del C19, lo si scopre in asintomatici e a quel punto sei un malato terminale e untore criminale. https://www.macrolibrarsi.it/libri/__aids-il-virus-inventato.php
Un conto è fare esami in caso di sintomi o sospetti per qualche rischio fondato, un conto è, come di prassi nella medicina, la ricerca a tappeto indiscriminata di fattori indicanti una malattia asintomatica, dando per certi che si sarebbe sviluppata in futuro.

In tutti questi screening il meccanismo è analogo. Fino a prima dell'esame si viveva serenamente. Dopo si diventa malati, quindi si inizia un percorso di "cura" che, se non aveva motivo di essere intrapreso, nel migliore dei casi peggiora la vita del malcapitato di turno, innescando altri problemi di salute per gli effetti collaterali, nel peggiore dei casi porta al decesso. Si pensi alla chemio, alla cura dell'AIDS, alla mastectomia, alla chirurgia nel colon, all'utero, alla prostata (devastante e inutile nella maggior parte dei casi), e così via.

Quindi alla fine conviene usare l’unica libertà che abbiamo veramente, capire le cose da soli, e decidere con la propria testa.
E per concludere vi dico che se fossero i medici a dover fare un esame analogo, dove fosse compresso il loro pene invece della mammella, vedreste che loro per primi non lo eseguirebbero!
 


venerdì 28 luglio 2023

La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.

La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite.

È la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più.

Ci domandiamo: " Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?"

In realtà chi sei tu per Non esserlo?

Nelson Mandela - Meditazione

sabato 23 ottobre 2021

Riflessioni sulla libertà

In questi giorni mentre Puzzer viene elevato a eroe da quasi tutti noi difensori della Costituzione, ci sono alcune voci critiche nei confronti del suo operato. Come quella di Ugo Rossi, neo eletto consigliere a Trieste, di M3V.

E così vedo persone a me vicine, o sconosciute, che stanno difendendo a spada tratta Puzzer, portuale, così come io avrei difeso Grillo, comico, quando cominciava le sue battaglie politiche contro il Sistema.

Ascoltando un'intervista di Ugo Rossi da Mazzucco Live, devo dire che qualche dubbio lo fa venire. Però... non importa se abbia ragione o torto. Ripeto: non importa se Rossi ha ragione o torto su Puzzer.

Il punto è un altro.

Quel che voglio dire, avendo ancora nelle spalle la ferita sanguinante del Mo-Vi-Mento 5 Stalle (accanto ad altre ferite storiche, comunisti, Sinistra, Verdi, sindacati, eccetera) è che per questi motivi, pur partecipando ad alcune iniziative, pur essendo spesso un attivista e rare volte anche un trascinatore, agisco comunque relativamente, evitando di fare ciò che non sento realmente mio, controllando le mie emozioni, a differenza di ciò che ho fatto in passato.

O almeno ci provo, il 18 ottobre, quando hanno represso con violenza i manifestanti a Trieste, ho passato una intera giornata a star male per quello che vedevo e provavo, attaccato ai social in maniera ossessiva in attesa di chissà che cosa...

Dopo qualche giorno, servito a riprendermi, ho deciso che devo salvaguardare prima di tutto me stesso, ed il mio equilibrio in ogni ambito, partecipando solo a quello che scelgo, non a quello che gli altri fanno.

Per questo posso sembrare poco affidabile o incoerente, non mi importa. Al momento non esiste nessun motivo per cui modificherei la mia vita più di tanto. L’ho già stravolta e mi sono fatto male da solo molte volte, anche coinvolgendo altre persone, per cui non ho proprio bisogno di aiuto esterno.

Altresì non giudico o condanno nessuno se fa qualcosa o non lo fa, che sia il vaccino, una manifestazione, uno sciopero, eccetera. Sarebbe come obbligare altri a pensarla come me o a fare ciò che voglio io, cioè quel che fa il Sistema.

La mia indole libertaria, che dovrebbe accomunarci, pretende di decidere sul mio corpo e sulla mia vita, pretende che io mi senta libero di fare ciò che sento in ogni ambito, e allo stesso modo di lasciare altrettanto liberi gli altri.

Perchè abbiamo visto che nella vita, e nella storia, individuale e collettiva, tutto è relativo…

A tal proposito mi è venuta in mente una frase in risposta della abusata e insensata risposta degli autoritari in tema di libertà, quando dicono:

La tua libertà finisce quando inizia quella degli altri.

La mia risposta è:

La libertà di ognuno FINISCE quando cerca di imporre la sua volontà ad altri.

Mi pare più sensato...

In memoria di Pau Dones (1966 - 2020):  Dipende

martedì 6 novembre 2012

La mogliettina perfetta

( Mia riscrittura di una barzelletta di mio suocero...)
 C'era una coppia di sposini in cui il marito lavorava e la donna badava alla casa. Erano i tempi in cui con uno stipendio si riusciva a mantenere una famiglia, comprare una casa, crescere dei figli mandandoli a scuola e addirittura dargli un’educazione insegnandogli le buone maniere ed il rispetto dei genitori!
Così, appena sposati vivevano in una casetta che ogni tanto aveva bisogno di riparazioni... ma i soldi per andare avanti erano contati... perciò la moglie disse un giorno al marito:
-Tesoro e amoruccio mio... so che sei sempre molto stanco e per questo appena torni da lavoro ti adagi di volata sulla poltrona a vedere la tivù mentre io infilo amorevolmente le ciabatte ai tuoi piedi e chiedo cosa posso prepararti da mangiare... Ma ci sarebbe il rubinetto della lavatrice che gocciola già da due settimane... non potresti vedere di ripararlo uno di questi giorni?-
E lui rispose:
-Amore dolcissimo, luce dei miei occhi... vorrei tanto credimi, ma proprio non ne sono capace... non sono un idraulico!-

Qualche tempo dopo sempre molto gentilmente, una sera a letto prima di adempiere ai propri doveri di buona moglie nei confronti del buon marito la donna ci riprovò:
-Marituccio mio caro, oltre al rubinetto che gocciola da tre settimane, c'è la luce della cantina che si è fulminata, e quando scendo a prenderti il vino che ti piace tanto bere di sera, ci vedo a malapena e rischio di ruzzolare dalle scale... Non potresti sostituirla, amore mio?-
E lui:
-Moglie mia, fonte della mia felicità... vorrei tanto credimi, ma proprio non ne sono capace... non sono un elettricista!-

Tempo dopo, ahimè, la povera moglie dovette ancora disturbare il marito che tanto amava, mentre gli lavava i piedi come tutte le sere prima di andare a letto:
-Maritino dolcissimo... ieri la maniglia della porta della camera da letto mi è rimasta in mano, e così quando tra un po' verrà tua madre, come ogni mese a stare una settimana a lodare le mie doti culinarie senza muovere un dito nell'aiutarmi, non potremo neanche chiudere a chiave la camera, e tua madre che dorme nel soggiorno russa molto forte... Non potresti riparare almeno la porta?-
E lui ancora:
-Mogliettina mia amorevole e servizievole... credimi, lo vorrei tanto, ma io non sono un falegname!-

Sicchè qualche giorno dopo il marito, mentre era in bagno a radersi, notò che il rubinetto della lavatrice non gocciolava; andando in cantina a prendere la cera per lucidare l'auto, si accorse che la luce si accendeva, ed infine entrando in camera vide che la maniglia era al suo posto e la porta si poteva chiudere.

Quindi la sera, mentre la mogliettina si accingeva a compiere il suo dovere coniugale le chiese:
-Cara, ho visto che tutte le riparazioni di cui avevi bisogno sono state fatte. Non pensavo che fossi così brava come moglie, sono proprio orgoglioso di te, sei una mogliettina perfetta, più unica che rara... come sono lieto di poterti onorare con la mia presenza ogni giorno...-
-Veramente non sono stata io... sai, facendo due chiacchiere con il postino, quel bel ragazzo biondo e prestante che vedi ogni tanto al mattino quando vai via, ho scoperto che è bravissimo come riparatutto. Così molto gentilmente, quando ha finito il suo giro di consegne, si è fermato qui a riparare la porta, il rubinetto e la luce.-
-Incredibile, veramente una gran brava persona a fare tutto ciò senza chiedere nulla in cambio!-
-Veramente non è proprio così... alla fine gli ho chiesto cosa potevo fare per ricambiare il favore... e lui mi ha detto che potevo fargli una torta o un pompino.-
-Ah, però...  Che irriverente! Da non credere... Ma domani quando passerà a prendere la torta gli farò vedere io!-
-Oh caro, non ce ne sarà bisogno. Sai, amore mio dolcissimo, luce dei miei occhi... credimi, avrei tanto voluto fargli una torta...

ma io non sono una pasticciera!-

mercoledì 13 giugno 2012

Odiare il terremoto


Noi esseri umani, odiamo il terremoto.

Non c'è evento più insopportabile e devastante psicologicamente che sentire la terra tremare e muoversi violentemente sotto i nostri piedi, ancora peggio mentre dormiamo, e diventare all'improvviso qualcosa di precario, senza punti fermi, sentirsi come cadere nel vuoto.

Lo odiamo molto di più di uragani, tempeste, piogge torrenziali, estati torride e gelidi inverni.
Ma non è solamente perché ci manca la terra sotto i piedi... c'è una ragione inconscia che smuove la nostra anima quanto il nostro corpo.

Perché il terremoto ci mette bruscamente di fronte alla nostra stupidità, alla nostra idiozia come specie animale che si crede superiore. Ci fa cadere dal piedistallo su cui ci siamo elevati.

Perché finché scaviamo montagne, cementifichiamo campagne, inquiniamo fiumi e mari, distruggiamo foreste, estinguiamo specie animali e vegetali, sterminiamo cuccioli o alleviamo crudelmente animali, insomma, mentre pratichiamo tutte quelle attività che tanto ci piacciono perché servono a schiavizzare la maggior parte dell’umanità rendendo più ricca una minima parte di essa, mentre facciamo tutto ciò, chiamandolo progresso, nessuno si accorge di niente.

Tutto tace, nulla ci svela quanto stiamo andando contro la Vita, quanto stiamo violando le regole della Natura e offendiamo chi ci ha donato la vita.

Ma il terremoto appare come un fulmine a ciel sereno...
Il terremoto mostra, con la sua immane potenza, la nostra impensabile vulnerabilità.
Il nostro essere insetti senza intelligenza, capaci di costruire tombe di mattoni e cemento che chiamiamo case e fabbriche, senza tener conto della realtà che un banale respiro o movimento della Terra possa distruggere le opere di cui siamo così orgogliosi, il castello di sabbia della nostra presunta “Civiltà”.

Perché la Terra non è una massa di roccia inerme che ruota intorno al sole, ma un pianeta vivo, che trattiamo come fosse nostro e come fossimo Dei, mentre siamo solo stupidi animali che si agitano tanto, che corrono ciecamente verso il baratro del progresso, della crescita infinita, travolgendo tutto quanto ci circonda…

Ecco perché odiamo il terremoto…

Perché non possiamo farla franca come al solito.
Perché ci mette di fronte alle nostre responsabilità, ci sveglia dal nostro quotidiano dormire, rompe le nostre dolci illusioni di grandezza, ci fa vedere quanto siamo ancora in basso nella scala evolutiva, ci riporta la nostro posto, ad una scomoda realtà…

La realtà che abbiamo ancora tanto da imparare su di noi, sulla Terra, e dagli animali che consideriamo inferiori… a cominciare dall'essere umili verso la Natura e dal capire che tutto quel che ci accade non è opera di una Natura matrigna, ma di figli sciocchi e ingrati.
Tutto quanto ci accade di male, per opera di eventi naturali più o meno straordinari, dipende solo da noi. E' colpa nostra.

La colpa di chi muore, sotto una pioggia che spazza via paesi interi e case sui letti di fiumi, o che seppellisce chi dorme nel proprio letto di casa… è solo nostra.
E' una colpa. Ed è nostra.

Ecco perché odiamo il terremoto

mercoledì 4 gennaio 2012

La dominazione nell'amore


http://it.wikipedia.org/wiki/Riane_Eisler#Modello_Mutuale_e_Modello_Dominatore
http://ita.anarchopedia.org/Riane_Eisler#Teoria_della_Trasformazione_Culturale:_gilania_e_androcrazia

Oggi si è spezzata una delle tante catene che tiene me, noi, prigionieri in una gabbia per la nostra mente ed il nostro cuore.
Nella Società Mutuale dei Moso, una delle poche che ha resistito al Modello Dominatore, i cui tratti caratteristici sono stati scopertio e divulgati da Gimbutas ed Eisler, la gelosia è vista con derisione, condannata socialmente. Qualcosa di incomprensibile per noi. Come era incomprensibile per i colonizzatori europei lo sconcerto dei nativi americani, che non capivano come i bianchi potessero pensare di possedere, pagandola, recintandola, tramite dei pezzi di carta... la Terra! E' chiaro che gli indiani d'America erano, e i Moso sono (non sappiamo per quanto ancora) popoli molto più in sintonia con la Natura e con l'essere naturali nei loro rapporti, rispetto al nostro presunto superiore livello di Civiltà e sviluppo sociale.
Infatti, anche se so di andare incontro a forti polemiche e radicati pregiudizi parlandone, io penso che la gelosia sia l'ennesima attuazione del Modello Dominatore. Cos'altro è la pretesa e l'obbligo di fedeltà? Certo, spesso accade spontaneamente, autenticamente. Ma quanto incide il condizionamento sociale? Se non ci fosse? Quanto si sarebbe fedeli o liberi se non fosse condannata e punita ogni ulteriore relazione o atto di amore o sessualità con altri partner?
Una volta anche noi consideravamo normale che una moglie fosse proprietà del marito, normale picchiarla, richiuderla... penso che un domani arriveremo a smetterla di pretendere l'esclusività di chi amiamo. Potremmo permetterci di amare più persone e di sesso uguale, e ciò ci arricchirà e non impedirà la nascita di relazioni profonde e durature.
Che cos'è infatti il possesso sessuale e l'uso esclusivo di un corpo umano, il pretenderne la proprietà in nome e come prova di Amore Vero, se non una forma di dominazione? Perchè l'amore deve essere limitato ad una sola persona, altrimenti non è sincero?
E' come se ogni genitore dovesse imporsi di ridere e giocare e aver cura solo del proprio figlio, guai a ridere, giocare, mostrare tenerezza e amore ad altri bambini! Suo figlio avrebbe diritto ad abbandonare i genitori e cercarsene altri!
Che differenza c'è tra questo tipo di possesso e quello della moglie/marito da parte del marito/moglie, del padrone sul suo schiavo, dei bianchi sui neri, delle gerarchie religiose sui fedeli, dei re e dittatori sui loro sudditi, e quello di chi si arroga il diritto di dominare sugli animali non umani per compagnia, divertimento, lavoro, caccia e macellazione, e del'uomo sulla Natura e tutte le sue risorse?
Non è sempre una forma di dominazione? Perchè il piacere deve essere dato e ricevuto con il contagocce???
Una volta il piacere era sacro... non è un caso se adesso è possibile e permesso vedere scene di estrema violenza ovunque, mentre nel rispetto della morale, del pudore, è poco tollerato o vietato mostrare tenerezza, amore, nudità...
L'amore DEVE essere limitato, affinchè cresciamo menomati, denutriti, affamati e facili vittime delle tante devianze che derivano quando un bisogno innato e potente, come il respiro, la sete, la fame, L'AMORE, ci viene negato o soddisfatto quanto basta per non morire...
Quanto sarebbe più ricca la nostra vita se ci fosse permesso mostrare, dare, ricevere l'amore che sentiamo senza limiti?
Quanto durerebbe in un mondo così l'impero del Modello Dominatore? Il capitalismo? Il consumismo? Le religioni???Quanti abbraccerebbero le armi per guerre fraticide? Se l'amore fosse onnipresente nella vita di ognuno... a quanta gente interesserebbe il potere, sceglierebbe la violenza, inseguirebbe la ricchezza???
La gelosia è un'altra emanazione del Modello Dominatore su di noi, uno dei tanti condizionamenti, pregiudizi, limiti di un modello e paradigma culturale che da ormai troppi millenni blocca l'evoluzione dell'intera umanità, portandoci verso la distruzione di tutto il pianeta e delle sue forme di vita. Mi auguro che il 2012 sia la fine, simbolica, del Modello Dominatore, l'inizio della Nuova Era...

giovedì 18 agosto 2011

Donne e uomini, insieme


In ogni uomo c'è una parte femminile, in ogni donna c'è una parte maschile; non può essere altrimenti, siamo frutto dell'unione di un uomo ed una donna.

La sfida offerta dal doversi relazionare l'uno con l'altro consiste nel riconoscere e far venir fuori questa parte nascosta; smettere di recitare il ruolo imposto dal Modello Dominante (Riane Eisler).

Per le donne smettere di essere inferiori e deboli (sono esattamente il contrario!) e risvegliare e riappropriarsi della loro forza e potere, creativo come distruttivo;

Per gli uomini smetterla di recitare il ruolo di esseri superiori e forti (sono esattamente il contrario!) e riappropriarsi della loro capacità di amare ed aver cura della vita, di mostrare e accettare la loro debolezza.

Nella mia mente c'è uno spazio in cui ripongo gli uomini che affermano cose del tipo "Tutte le donne sono..."; gli fanno compagnia le donne che dicono: "Tutti gli uomini sono....".
Non c'è differenza tra i due...

venerdì 1 luglio 2011

Risvegliare il cuore bambino

Da quando ho scoperto che le ultime, poco diffuse, ricerche sulla materia, sul cervello e sul cuore,* dimostrano che siamo tutti connessi in modi che non abbiamo ancora compreso bene, si spiegano tantissimi fenomeni.

Ascoltando il cuore... mi succede che alle cinque di mattina non riesco a riprendere sonno, e mi viene in mente mia figlia, a come si sia trasformata da una bambina felice che ci voleva bene e rispettava ad un'estranea che ci mentiva e faceva cose incomprensibili.

Come abbandonare la scuola per attaccarsi morbosamente ad un ragazzo con cui viveva un rapporto estremamente complicato che la faceva soffrire parecchio, e alterne vicende, che ovviamente sconvolsero la già precaria quotidianità di noi genitori divorziati, fino a quando non rimase incinta, legandosi così a lui praticamente a vita, nel bene e nel male.

Ovviamente noi genitori abbiamo delle responsabilità, nulla accade senza motivo. Ma io ancora non riesco
ad aiutarla come vorrei e tanto meno a dimostrarle quanto le voglio bene e ci tenga alla sua felicità. Al contrario, i nostri rapporti sono stati spesso conflittuali.

Così penso alla mia cara amica che ha da poco problemi analoghi con sua figlia quattordicenne, e le mando un sms, confidandole sinteticamente queste riflessioni. Mentre scrivevo la mente suggeriva che era da stupidi e maleducati inviare sms a quell'ora del mattino e mi incitava a smetterla. Ma già da tempo ho imparato a non dar retta alle sue sciocche considerazioni, e ad ascoltare il cuore...

Qualunque cosa dica di fare, anche se va contro il buonsenso e la razionalità, lo ascolto.
Infatti dopo pochi minuti lei mi risponde, incredula e meravigliata perchè mi stava pensando. Tramite sms riusciamo a scambiarci qualche notizia, visto che vorremmo vederci per parlare un pò ma gli impegni lavorativi e familiari ce lo impediscono.

Questo è solo uno dei tanti casi che mi accadono da quando sto imparando a fare ciò che io e noi tutti facevamo da bambini... ascoltare il cuore.

Sono una persona qualunque, come tanti altri, e ho mille problemi come tutti, ancora lontani dal essere risolti. Ma li vivo più serenamente adesso, so di essere sulla strada giusta per ritrovare quell'armonia interiore e quella gioia di vivere che ci è stata donata e vivevamo senza averne coscienza, appena nati, che abbiamo perso e ci è stata tolta crescendo, e dobbiamo impegnarci per recuperarla. Vivendola, stavolta, con consapevolezza.

Quel che sia chiama maturità. E ho la sensazione che a livello planetario sia lo stesso.

Noi esseri umani siamo Dei. Abbiamo infinite potenzialità e poteri, che abbiamo perso cadendo in quel che siamo oggi, una umanità divisa, in lotta contro se stessa, che sta distruggendo la Madre che le ha dato la vita e ci nutre. Una umanità cieca ed ignara della propria identità e del suo ruolo nella evoluzione della Vita nell'Universo.

Siamo ancora adolescenti, e dobbiamo diventare adulti. Risvegliando il cuore bambino...

* Risvegliare il cuore bambino è un libro: http://www.aamterranuova.it/article5665.htm

martedì 28 giugno 2011

Come un pagano

“Voglio che tu abbia fiducia nell’esistenza… come un pagano: fidati degli alberi, degli oceani, delle montagne, delle stelle, delle persone, di te stesso – questa è la realtà. Non c’è bisogno di alcuna fede, non c’è bisogno di credere: basta capire che cosa è reale e che cosa è irreale – basta appena questa piccola distinzione. Fidati del reale, dell’autentico e nessuno potrà impedire la tua crescita. E solo in questa crescita scoprirai tesori sempre più grandi: i tesori della consapevolezza, dell’essenza, del divino. Non troverai mai un dio, troverai solo il divino. È una qualità. È un altro nome dell’amore.”
Osho, The Messiah, Vol 2 #19

venerdì 24 giugno 2011

Il dualismo delle religioni

«La risolutezza dei cristiani nel trovare il mondo brutto e cattivo ha reso il mondo brutto e cattivo.» - Friedrich Nietzsche

Ogni religione che inventa un dualismo (divino extra-terreno e profano terreno) crea una spaccatura tra ciò che ha valore (il divino, di cui non si ha prova ne tangibilità) e ciò che valore non ha: gli esseri umani (soprattutto quando sono considerate, come nel cristianesimo, peccatori alla nascita), gli animali, le piante e tutto ciò che è terreno e materiale.

Con una visione dualista di questo tipo le conseguenze sono ovvie: uccidere animali o persone, distruggere la natura non è peccato, non ha importanza, perchè il divino è altrove.

Gli effetti di una visione monista (paganesimo e buddismo) invece che dualista sono che noi facciamo parte di tutto l'esistente, e tutto è sacro, la vita in ogni forma e manifestazione: noi stessi siamo divini. E le uccisioni animali avvengono per necessità ringraziando e chiedendo scusa, come avviene in Avatar o in molte popolazioni indigene.

Ecco perchè il cristianesimo, se si guarda oggettivamente ai suoi frutti invece che ciecamente alle sue prediche, è una delle concause più grandi del degrado ambientale. Questo nonostante Gesù era persino vegetariano, come ogni illuminato, solo che i vangeli apocrifi in cui questo ( e molto altro di lui a noi tenuto nascosto) viene citato sono ovviamente considerati falsi dalla Chiesa.

La quale, non dimentichiamolo, è una istituzione di potere millenaria, composta da persone psicologicamente disturbate, come risulta evidente a chiunque analizzi obiettivamente il loro comportamento di limitatezza mentale, autoritario, maschilista, violento e i loro vaneggiamenti omofobici, sessofobici e la pretesa di decidere sulla vita di altri: aborto, eutanasia, ecc.


Entrati nel Terzo Millennio sarebbe ora di guardare chiaramente come stanno le cose e chiamarle con il loro vero nome, se vogliamo un futuro diverso dai duemila anni appena trascorsi in cui, cambiata la forma della società, la sostanza non è ancora molto invariata...

martedì 7 giugno 2011

Le cose sono molto semplici

La quasi totalità delle attività che svolgiamo vengono svolte mediante transazioni monetarie così come il godimento di quanto la Natura ci dona in abbondanza e senza chiedere nulla in cambio.

Chi crea il denaro dal nulla e lo mette in circolo, con la complicità dei governi e della Chiesa, decide anche le regole per il suo utilizzo, le quali fanno in modo che per ogni moneta messa in circolazione con gli interessi ne ritornino di più, ma questo è impossibile: se in una cesta metto dieci sassi, non ne posso chiedere dodici con gli interessi. Il risultato è che per vivere dobbiamo lavorare e sottometterci alle regole del mercato, diventando schiavi di fatto.

All'impossibilità dei cittadini, delle imprese, dei governi di restituire il denaro che non esiste seguono debito pubblico, crisi economica, tagli ai servizi pubblici e sociali, tasse, espropri, pignoramenti. In pratica tutto ciò che esiste al mondo ( che appena qualche migliaio di anni fa era di uso pubblico, di chi risiedeva nel luogo di nascita e se ne prendeva cura, pena la sua estinzione) finisce per diventare proprietà di chi detta le regole del gioco.

Siamo nati e abbiamo vissuto per milioni di anni nella libertà e avendo da Madre Terra tutto ciò che ci occorre per star bene e prosperare, e in pochi millenni, negli ultimi decenni in particolare, il Sistema Dominante è riuscito a creare miseria dall'abbondanza, morte dalla vita, guerra dalla pace, odio dall'amore, solitudine dalla compagnia.

A breve tutto diventerà privato: da dieci sassi non è possibile restituirne dodici. E le persone che decidono della nostra vita, nei governi e nella finanza non sono cattive: sono malate, ma pericolose, hanno personalità psicopatiche.

Dalle loro torri dorate i potenti godranno i risultati del loro lavoro: osserveranno una moltitudine di poveri in lotta tra loro, e i più deboli schiacciati dai più forti: anziani, madri, donne, bambini prima di tutto; sta già accadendo intorno a noi, basta guardarsi intorno nella quotidianità.

L'unica via di uscita è la nostra comprensione di tutto ciò, e la decisione di unirci per cambiare radicalmente le cose, costruendo una società basata sull'amore, la solidarietà, il rispetto, la diversità, l'equità, la località.

Il denaro non si moltiplica, la Vita si; le relazioni e i rapporti umani arricchiscono, non il potere e gli oggetti tecnologici che ci invogliano a comprare...

Invece di cementificare ed inseguire il mito dello sviluppo, della crescita, del benessere tramite la ricchezza, dobbiamo seminare piante, alberi, fiori, invece di lavorare per guadagnare di più e trasformarci in automi che seguono le mode, la tivù, le piacevoli distrazioni e illusioni che ci offre il mercato dobbiamo riunirci per costruire un mondo diverso, ispirandoci, obbedendo, rispettando chi ci ha donato la vita e ha fatto di questo ammasso di materia che gira intorno al sole un pianeta brulicante di Vita, Amore, Libertà e Bellezza, i nostri genitori planetari, coloro cui si riferisce Gesù nel Vangelo Esseno, quando dice: "Onora il Padre Celeste e la Madre Terra".

lunedì 30 maggio 2011

Le due ali dell'umanità

di Boutros Boutros-Ghali

Per ogni donna forte stanca di essere considerata fragile,
c’è un uomo debole stanco di dover sembrare forte.

Per ogni donna stanca di dover agire come se fosse una sciocca,
c’è un uomo stanco di dover far finta di sapere tutto.

Per ogni donna stanca di essere qualificata come “emotiva”,
vi è un uomo a cui è stato negato il diritto di piangere e di essere “delicato”.
Per ogni donna catalogata come poco femminile quando compete,
vi è un uomo obbligato a competere perché non si dubiti della sua mascolinità.

Per ogni donna stanca di essere un oggetto sessuale,
vi è un uomo preoccupato della sua potenza sessuale.

Per ogni donna che non ha avuto accesso ad un lavoro o a un salario soddisfacente, vi è un uomo che deve assumere la responsabilità economica del proprio partner.

Per ogni donna che non capisce nulla di meccanica,
c’è un uomo che non ha appreso niente dei segreti dell’arte culinaria.

Per ogni donna che fa un passo verso la sua liberazione,
c’e un uomo che riscopre il cammino verso la libertà.

L’umanità ha due ali: una è la donna, l’altra è l’uomo. Finché le due ali non saranno ugualmente ben sviluppate l’umanità non potrà volare!

ABBIAMO BISOGNO DI UNA NUOVA UMANITA’, ABBIAMO BISOGNO DI VOLARE.

Ora più che mai la causa della donna è la causa di tutta l’umanità.

giovedì 19 maggio 2011

Riguardo me, voi, e l’amore…

Non so quanto possa interessare quel che scrivo sull'amore e su di me… ma questo è quanto sento e voglio dirvi.


Devo chiarire che il tempo vola, mi sembra ieri che avevo vent’anni, venticinque, trenta… ed invece ho superato i quaranta, anche se non riesco a capacitarmene, visto che mi sento molto, ma molto più giovane.

Per questo sono un po’ disorientato… i miei coetanei sono per lo più sposati e la maggioranza si comporta come fosse in prigione riguardo il proprio matrimonio. Io sono divorziato, e di sicuro se capitasse non mi sposerò mai più in chiesa, tutt’al più con rito pagano, circondati dalla Natura.

Io quindi non ho questo problema dei miei coetanei, non l’ho mai avuto. Quando realizzai che il mio matrimonio, come le storie successive, non portava più felicità nella mia vita ed in quella della mia compagna, ho sempre deciso di chiudere, soffrendone io per primo perché ogni volta mi era sembrato portasse ad un legame speciale e duraturo.

Ma ho compreso che ogni storia d’amore è un tentativo, un’opportunità, che non ha alcuna garanzia di successo, ma a cui non si può rinunciare perché l’amore è linfa vitale per chi intende vivere e non vegetare. E poi ho anche capito che alcune relazioni amorose, soprattutto quelle vissute in giovane età, hanno come scopo il percorrere insieme una parte di vita, per potere crescere entrambi, risolvere alcune questioni familiari inconsce, evolverci.
Ovviamente ci sono eccezioni, alcune al contrario finiscono per diventare un purgatorio o un labirinto infernale dove si ripetono dinamiche relazionali dolorose o addirittura nocive, senza via di uscita.

La maturità, la saggezza comunque arrivano proprio con le esperienze negative, più che con quelle positive. Queste invece sono la ricompensa per le persone che sono abbastanza mature da accettare quel che ci accade intorno mentre siamo impegnati in altri progetti. Per coloro che imparano a perdonare se stessi e gli altri. Per quanti, nonostante tutte le scottature continuano ad osare, non con incoscienza o superficialità, ma ascoltando il cuore. E sperano, vivono nuove storie, avventure, esperienze, accettano il nuovo ed il mistero.

Perciò, a dispetto dei miei quarant’anni passati, sorprendendomi io per primo, incredibilmente continuo a sognare di incontrare la persona giusta, con cui vivere momenti magici, inaspettati, di serendipità. Mi meraviglio di non sentirmi affatto un fallito, anzi, so di essere una persona forte, audace, temeraria, coraggiosa, che non si è mai tirata indietro nell’osare, nell’andare controcorrente. Una persona che si è sempre assunta la responsabilità delle proprie azioni, pagandone le conseguenze, anche sopportando il dolore per aver fatto male a chi invece si amava, senza volerlo assolutamente e attraversando, superandoli, periodi difficili e momenti di sconforto, solitudine, disperazione.

Nonostante ciò ho ancora moltissimo da dare, desideri da realizzare, sogni da condividere.
E spero che tanti di voi, che sono stati piegati da tristi eventi, si sono arresi, o rassegnati, che vivono senza entusiasmo leggendo questo messaggio riprendano a sperare, a sognare, a desiderare…

Abbiamo una vita sola, con certezza, e quando volgerà al termine sarà meglio avere ricordi, per buoni o cattivi che siano, piuttosto che rimpianti...
Amatevi e amate…
Vivete!

venerdì 13 maggio 2011

Lei e l'amore

Non posso definire ciò che si può solo provare, vivere, sentire.
Ma posso tentare qualche spiegazione con l’imperfezione delle parole.
Sul vero amore, cui aspirano in tanti…

L’amore non si può trovare e prendere, è lui che possiede te.

La persona amata diventa uno strumento come lo diventiamo noi, affinché l’amore scorra in noi, ci attraversi, suoni la sua musica divina.

Non importa che porti ad un matrimonio, che può essere solo una dichiarazione di intenti, un tentativo di esorcismo per garantire l'impossibile, molto spesso è solamente un contratto commerciale, un insulto all'amore.

Non significa che non si possa vivere una unione duratura, ma non dipende dall'amore quanto dalle persone che lo vivono.

L’amore sa che non ci sono garanzie o certezze, non è possibile ipotecare il futuro dei sentimenti. L’amore vive il presente.

Perciò non ha importanza che duri poco o molto, che sia una fiamma di pochi giorni o un fuoco quasi eterna. Ciò che conta è che arda, perché il calore dei nostri cuori è il suo scopo… senza quel calore possiamo vivere cent’anni, tiepidamente, o al freddo della solitudine… ma che vita sarebbe?

Per me, l’ultima volta (forse la prima volta, per quanto è stato potente, forse il tempo offusca le volte precedenti, o forse era un assaggio di quando sarà quella decisiva) è stato circa un anno fa.

Di quel che fu affiorano ormai sbiadite immagini, brevi ricordi, deboli emozioni, fiumi di parole scritte, molte mai dette...

Capisco che la mia non è nostalgia di lei. Se è finita è perché non era destino, oppure lei, io, non eravamo pronti per qualcosa di così travolgente. Per me quindi è stato solo un assaggio, un toccare, un esplorare.

Io ho nostalgia dell'amore. Del suo nettare. Del suo nutrimento. Della sua forza. Del suo riempire così tanto l'esistenza... eppure renderla così lieve... di vivere "L'insostenibile leggerezza dell'essere"*...

Nostalgia del potere che mi donava, di superare ogni ostacolo, senza sforzo alcuno. Di creare dal nulla. Di immaginare, sognare, costruire.

Della sensazione di aver trovato la propria metà, di sentirsi completi, integri, perfetti con le proprie imperfezioni in un percorso di crescita ed evoluzione.

Dell'aver realizzato l'Unione delle due polarità, maschile e femminile, e chiudere in Terra così come in Cielo, il Ciclo della Creazione dell'Universo, quell'atto originario che fu il dividere l'Uno, il Tutto, nelle due polarità, perchè ne scaturisse l'energia, le dinamiche, i fenomeni che regolano il gioco dell'Universo.

E la stessa forza di allora, onnipresente, permanente, che ci guida verso nuove creazioni: i figli, attraverso la sessualità, fondamento dell'intera esistenza; così violentemente negata o strumentalizzata da quelle religioni e persone che vogliono solo il potere e la nostra e loro morte spirituale.

Lo sento come uno spettro, quell'amore, che si aggira intorno a me. E’ nell’aria. Ne posso percepire il profumo, l'eco dei suoi passi, è inafferrabile, ma reale. E’ nei dintorni…

Si diverte ad apparire e svanire in un istante. Quando incontro alcune persone, ci parlo, le guardo negli occhi. E percepisco il loro cuore, la scintilla della vita che le anima; i dispiaceri, le sofferenze, le gioie, le speranze, i desideri...

Amore... non nasconderti più...
Ti ho visto, lo so che ci sei ancora.
Prendimi nuovamente.

Sono qui che ti aspetto... Amore.


Germanus Caput


* Milan Kundera

mercoledì 19 gennaio 2011

Quando tutto sembra crollare

Quando intorno a te tutto sembra crollare...
...il caos imperversa, il male sembra aver vinto e hai perso ogni speranza...
Trova un posto sicuro, tranquillo, e rinchiuditi in te stesso.

Fai quiete nella tua mente, ferma ogni pensiero, lascia andare ogni emozione, ascolta il tuo corpo, rilassa ogni atomo del tuo essere.

Il battito del tuo cuore procede regolare, il tuo respiro continua...
Nessuno te lo ha mai fatto notare, ma quel battito non è tuo, è un riflesso, è una sintonia, è l'eco di un battito più potente, più profondo, primordiale: quello della Vita, dell'Universo...

Un giorno cesserà, si fermerà il cuore, il sangue non nutrirà più le tue cellule, il corpo morirà, però sarà sempre parte dell'Universo: "Nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma".
La materia di cui sei fatto rimarrà sulla Terra, finchè ci sarà la Terra, ritornerà a farne parte, e quando la Terra non ci sarà più rimmarrà parte dell'Universo.

Ma l'impulso che faceva battere il tuo cuore, che prendeva forma nei tuoi pensieri, che animava quella materia... esisterà ancora: in altre forme, in altre vite, altri luoghi, altri tempi.
Forse tornerà alla sorgente per un pò, per poi ricominciare altrove ulteriori percorsi di crescita ed evoluzione.

Ora non sono queste mie parole che possono convincertene, ma l'ascolto del tuo cuore... oltre il rumore, oltre le emozioni.
Se riesci a sentirlo realmente, riuscirai anche a riconnetterti al battito primordiale dell'Universo e della Vita.
In tal caso non potrai essere più lo stesso.

Adesso sai. Sei consapevole, e tutto cambierà.
Puoi tornare alla vita quotidiana che, per quanto questa sia reale, dura, a volte straordinariamente meravigliosa e altre straordinariamente crudele... sai essere transitoria, illusione, Maya.

Sarà più facile vivere ora: tu sai di essere nel mondo, ma di non farne parte.
Adesso puoi aprirti ad esso... puoi subire il caos; provare l'amore e l'odio; accogliere la lotta, che sia destinata alla sconfitta come alla vittoria.
Accettare la vita come la morte...


...osservati intorno, usa la mente ed ascolta il cuore, reagisci costruttivamente ai cambiamenti, coltiva con cura ogni relazione, comprendendo che siamo tutti uguali nella diversità...
Ma
sopra ogni altra cosa... VIVI!!!

sabato 15 gennaio 2011

FIAT

Fiat.... chi continuerà a guadagnarci, con o senza investimenti?

Cogliamo l'occasione del referendum, mettendo da parte i suoi effetti e ragioni, per guardare le cose da un punto di vista più distante e complessivo.

Dove sono andati a finire gli astronomici profitti della vendite della Fiat dell'ultimo secolo?Gli operai e impiegati ci hanno potuto campare e tirare avanti, magari anche comprando casa ma dovendo lavorare in due per mandare avanti famiglia, a differenza di 40 anni fa, bastava lavorasse il marito.

E gli Agnelli e gli azionisti? Il suo patrimonio alla morte può essere valutato da un minimo di 3 ad uno molto possibile di quasi 20 miliardi di euro ben occultati, basta che giriate in rete per accertarvene. E poi bisogna aggiungere i vari manager e amministratori delegati i cui profitti potete facilmente trovare: milioni di euro.

Riassumendo... da un business e come quello dell'auto in questi anni migliaia di famiglie, poche generazioni, hanno solo potuto avere un reddito decente mentre pochi eletti hanno accumulato fortune immense che noi comuni mortali non accumuleremo in centinaia di vite, e ci stanno anche litigando sopra, dopo la morte del Patriarca!

Eppure sono soldi nostri: da consumatori e clienti, da investimenti pubblici prelevati dalle nostre tasse, per di più impiegati male, perché in Cina sono presenti da anni tutti i marchi più importanti esclusa la Fiat, per la quale innovazione significa sempre la stessa cosa: ridurre il costo dei lavoratori. Senza contare i danni ambientali che il mercato e il mezzo procura che ricadono sulla collettività e che dovrebbero essere sottratti da chi ha accumulato patrimoni immensi esternalizzandoli.

Ma vi sembra un sistema economico tollerabile?
Quanto ancora vogliamo subirlo, come ingiustizia sociale?
Quanto ancora possiamo subirlo come degrado ambientale?
Che differenza c'è tra gli antichi e moderni imperi basati sulla monarchia, un dittatore e la schiavitù, e questo modello di economia malata?

Quando vogliamo pensare e costruire una società che sia fondata non sul lavoro (unica pecca della Costituzione) ma sulla solidarietà, sulla mutualità, sul rispetto della Vita e sulla Natura, senza la quale non possiamo vivere?

giovedì 13 gennaio 2011

I semi della sofferenza e della felicità

Guardandomi attorno noto che ci sono persone che cercano e vivono costantemente nell'infelicità, nel dolore, nella disperazione. La loro visione della vita è quella cattolica, del mondo come “valle di lacrime”, un posto dove la gioia appare raramente, fugacemente, in poche occasioni, lasciando per la totalità della loro esistenza lo svolgimento di doveri, incarichi gravosi, il peso di piccole e grandi tragedie. E questa visione quasi sempre la trasmettono ai figli, a chi gli sta intorno: parenti, amici, colleghi, vicini...

Eppure, a guardare bene, è proprio per quella visione che di fatto vivono una vita così sofferta, in ogni cosa si aspettano il peggio, lo intravedono e gli corrono incontro a braccia aperte; e se casualmente gli capitano occasioni di piacere, divertimento, persone giuste che potrebbero regalargli felicità ne approfittano poco quando non le scansano come fosse fumo negli occhi.

Le questioni umane sono certamente complesse perchè complesso è l'essere umano... ma con un minimo di oggettività, guardando gli altri, e perfino noi stessi come se assistessimo ad una commedia, riusciremmo subito ad individuare questo modello di comportamento, e per contrasto quello opposto, quello di persone che, nonostante tutte le avversità che il destino gli pone contro, riescono ad uscirne vittoriosi, a restarne indenni, a confermare quel detto che recita “Ciò che non uccide ti rende più forte”, ma non solo.

Queste persone infondono allegria, spensieratezza, voglia di vivere; dove i primi vedono problemi essi vedono opportunità; mentre gli altri trovano scuse essi cercano e percorrono nuove strade fino ad ottenere ciò che desiderano e goderne.

Queste due modalità comportamentali, atteggiamenti verso se stessi e la vita riflettono le due polarità che interagendo muovono il mondo, animano la vita: positivo e negativo, vita e morte, luce e buio. E nulla vieta che l'una si diffonda fino quasi a prevalere sull'altra: accade nei momenti storici di regressione sociale, come in quelli di rinascita e progresso. Questo perchè, alla pari di un'altra fondamentale legge della fisica, tutto è in continua trasformazione.

Perciò, chiunque viva nella sofferenza sappia che ha una scelta, una possibilità: smetterla di coltivare le piante del dolore, volgere lo sguardo dall'altra parte, nel Giardino della Vita, cominciare a piantare i semi della felicità, ad averne cura, a proteggere i loro germogli affinchè diventino piante robuste, con radici che andranno in profondità nella terra così che la felicità si radicherà nel nostro essere, nella nostra anima, e potremo anche far gioire chi ci circonda e amiamo.

Non si può dare ciò che non si possiede: amatevi e siate felici e potrete amare e rendere felici gli altri...

giovedì 2 dicembre 2010

La morte in diretta

E' successo... mentre ero sulla banchina della stazione di Modena, esattamente di fronte a me, sul binario opposto, mentre arrivava un Eurostar, ho visto un uomo che si buttava volontariamente davanti al treno in arrivo. Dalla mia posizione ho potuto vedere chiaramente non solo il corpo che veniva centrato in pieno dalla motrice, ma anche la sua caduta ed il rotolamento sulle rotaie sotto il treno.

Non era la prima volta che assistevo a scene drammatiche. Pochi mesi fa vidi l’investimento di una bambina che attraversava la strada sulle strisce pedonali, per raggiungere il fratello che l’aspettava tendendole la mano, da parte di uno scooterista che disse poi di non averla vista.
Fu travolta così in pieno che pensai sarebbe morta, ma fortunatamente pur dolorante e piangente, zoppicando ha corso fino a casa sua, seguita dal fratello sotto shock e dai passanti increduli ed esitanti perché non voleva essere toccata da nessuno.

Qualche mese addietro invece mi toccò di assistere all’investimento di una ragazza in bici che attraversava sulle strisce, sempre da parte di un altro scooterista che, invece di fermarsi in coda all’auto che aveva dato la possibilità alla ragazza di attraversare, senza minimamente rallentare aveva superato l’auto investendo la bici quasi in pieno, facendo rovinosamente volare la ragazza per terra, dove ci restò fino all’arrivo dei soccorsi. Allora pensai che se invece della bici ci fosse stato un passeggino con un neonato la moto l’avrebbe ucciso ed ero furioso con il centauro spericolato anche perchè nei millisecondi che precedettero l’impatto avevo già intuito quanto sarebbe accaduto, ma non ho potuto fare nulla.

Molti anni fa invece, mentre ero in una sala d’attesa uno dei presenti ebbe un infarto. Non so se si sia salvato, pur ricevendo l’immediato soccorso di qualcuno che, evidentemente preparato, gli tirò fuori la lingua per impedirgli di soffocare finchè non arrivò l’ambulanza.

Altre due volte ho visto persone svenire, cascare per terra improvvisamente, ma ancora semi coscienti, in attesa di soccorsi.

Infine ancora più indietro mentre per lavoro camminavo su di un traliccio orizzontale, ad una quindicina di metri dal suolo, vidi un mio collega sparire improvvisamente. Ebbe i riflessi pronti e riuscì ad aggrapparsi in tempo per non cadere giù.

A parte poi l’aver sentito la pelle di mio padre fredda come il marmo alla fine di una lunga malattia, esperienza che fa riflettere davvero su cosa c'è dopo la vita, direi di non aver più avuto contatti con la morte o il suo rischio.

La scena del suicida è stata surreale. Infatti, abituati ai film, scene simili sono già state viste centinaia di volte. Ma viverle nella realtà lascia una strana sensazione di dissonanza. Da una parte quasi normalità, dall’altra la consapevolezza di aver assistito, per la prima volta nel mio caso, ad una morte violenta. Più forte dello shock poi era la voglia di capire se era scivolato o era stato spinto o si fosse gettato intenzionalmente.

Nella nostra relativamente tranquilla società, raramente capita di vedere la morte dal vivo. E quel che più mi ha colpito, ancora una volta, è la constatazione, come per alcuni miei colleghi vittime di malattie o infarti, che la morte è un processo irreversibile. Sembra scontato, ma una cosa è dirlo, un'altra viverlo.

Colpisce che una persona, che pochi minuti o giorni prima era viva, respirava, parlava, aveva emozioni, ricordi, con cui potevi discutere… all’improvviso non c’è più. Come nel caso del suicida, diventa un corpo inerte, immobile, a parte gli spasmi muscolari che facevano pensare fosse solo ferito e incosciente.

La morte è irreversibile, questo rende più consapevoli di quanto abbia valore la vita, gli affetti, le relazioni… e nel caso di quel pover’uomo, che chissà per quale motivo ha deciso di porre fine alla sua vita, rimane un’amara certezza: che se questa società fosse giusta come dovrebbe, se desse alle persone, alla solidarietà, all’amore l’importanza che invece attribuisce al denaro, al potere, all’apparire... tante morti, tanto dolore e sofferenza si potrebbero evitare.

In questo siamo tutti responsabili, ed una cosa ho “sentito” e capito ieri: ogni volta che muore un essere umano, vicino o lontano che sia, conosciuto o meno, muore una parte di noi. Non lo possiamo comprendere, ma in qualche modo noi siamo tutti connessi e ciò che accade nel mondo, nel bene e nel male anche se in maniera sottile ed incomprensibile, influisce in ognuno di noi...