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martedì 6 novembre 2012

La mogliettina perfetta

( Mia riscrittura di una barzelletta di mio suocero...)
 C'era una coppia di sposini in cui il marito lavorava e la donna badava alla casa. Erano i tempi in cui con uno stipendio si riusciva a mantenere una famiglia, comprare una casa, crescere dei figli mandandoli a scuola e addirittura dargli un’educazione insegnandogli le buone maniere ed il rispetto dei genitori!
Così, appena sposati vivevano in una casetta che ogni tanto aveva bisogno di riparazioni... ma i soldi per andare avanti erano contati... perciò la moglie disse un giorno al marito:
-Tesoro e amoruccio mio... so che sei sempre molto stanco e per questo appena torni da lavoro ti adagi di volata sulla poltrona a vedere la tivù mentre io infilo amorevolmente le ciabatte ai tuoi piedi e chiedo cosa posso prepararti da mangiare... Ma ci sarebbe il rubinetto della lavatrice che gocciola già da due settimane... non potresti vedere di ripararlo uno di questi giorni?-
E lui rispose:
-Amore dolcissimo, luce dei miei occhi... vorrei tanto credimi, ma proprio non ne sono capace... non sono un idraulico!-

Qualche tempo dopo sempre molto gentilmente, una sera a letto prima di adempiere ai propri doveri di buona moglie nei confronti del buon marito la donna ci riprovò:
-Marituccio mio caro, oltre al rubinetto che gocciola da tre settimane, c'è la luce della cantina che si è fulminata, e quando scendo a prenderti il vino che ti piace tanto bere di sera, ci vedo a malapena e rischio di ruzzolare dalle scale... Non potresti sostituirla, amore mio?-
E lui:
-Moglie mia, fonte della mia felicità... vorrei tanto credimi, ma proprio non ne sono capace... non sono un elettricista!-

Tempo dopo, ahimè, la povera moglie dovette ancora disturbare il marito che tanto amava, mentre gli lavava i piedi come tutte le sere prima di andare a letto:
-Maritino dolcissimo... ieri la maniglia della porta della camera da letto mi è rimasta in mano, e così quando tra un po' verrà tua madre, come ogni mese a stare una settimana a lodare le mie doti culinarie senza muovere un dito nell'aiutarmi, non potremo neanche chiudere a chiave la camera, e tua madre che dorme nel soggiorno russa molto forte... Non potresti riparare almeno la porta?-
E lui ancora:
-Mogliettina mia amorevole e servizievole... credimi, lo vorrei tanto, ma io non sono un falegname!-

Sicchè qualche giorno dopo il marito, mentre era in bagno a radersi, notò che il rubinetto della lavatrice non gocciolava; andando in cantina a prendere la cera per lucidare l'auto, si accorse che la luce si accendeva, ed infine entrando in camera vide che la maniglia era al suo posto e la porta si poteva chiudere.

Quindi la sera, mentre la mogliettina si accingeva a compiere il suo dovere coniugale le chiese:
-Cara, ho visto che tutte le riparazioni di cui avevi bisogno sono state fatte. Non pensavo che fossi così brava come moglie, sono proprio orgoglioso di te, sei una mogliettina perfetta, più unica che rara... come sono lieto di poterti onorare con la mia presenza ogni giorno...-
-Veramente non sono stata io... sai, facendo due chiacchiere con il postino, quel bel ragazzo biondo e prestante che vedi ogni tanto al mattino quando vai via, ho scoperto che è bravissimo come riparatutto. Così molto gentilmente, quando ha finito il suo giro di consegne, si è fermato qui a riparare la porta, il rubinetto e la luce.-
-Incredibile, veramente una gran brava persona a fare tutto ciò senza chiedere nulla in cambio!-
-Veramente non è proprio così... alla fine gli ho chiesto cosa potevo fare per ricambiare il favore... e lui mi ha detto che potevo fargli una torta o un pompino.-
-Ah, però...  Che irriverente! Da non credere... Ma domani quando passerà a prendere la torta gli farò vedere io!-
-Oh caro, non ce ne sarà bisogno. Sai, amore mio dolcissimo, luce dei miei occhi... credimi, avrei tanto voluto fargli una torta...

ma io non sono una pasticciera!-

mercoledì 4 gennaio 2012

La dominazione nell'amore


http://it.wikipedia.org/wiki/Riane_Eisler#Modello_Mutuale_e_Modello_Dominatore
http://ita.anarchopedia.org/Riane_Eisler#Teoria_della_Trasformazione_Culturale:_gilania_e_androcrazia

Oggi si è spezzata una delle tante catene che tiene me, noi, prigionieri in una gabbia per la nostra mente ed il nostro cuore.
Nella Società Mutuale dei Moso, una delle poche che ha resistito al Modello Dominatore, i cui tratti caratteristici sono stati scopertio e divulgati da Gimbutas ed Eisler, la gelosia è vista con derisione, condannata socialmente. Qualcosa di incomprensibile per noi. Come era incomprensibile per i colonizzatori europei lo sconcerto dei nativi americani, che non capivano come i bianchi potessero pensare di possedere, pagandola, recintandola, tramite dei pezzi di carta... la Terra! E' chiaro che gli indiani d'America erano, e i Moso sono (non sappiamo per quanto ancora) popoli molto più in sintonia con la Natura e con l'essere naturali nei loro rapporti, rispetto al nostro presunto superiore livello di Civiltà e sviluppo sociale.
Infatti, anche se so di andare incontro a forti polemiche e radicati pregiudizi parlandone, io penso che la gelosia sia l'ennesima attuazione del Modello Dominatore. Cos'altro è la pretesa e l'obbligo di fedeltà? Certo, spesso accade spontaneamente, autenticamente. Ma quanto incide il condizionamento sociale? Se non ci fosse? Quanto si sarebbe fedeli o liberi se non fosse condannata e punita ogni ulteriore relazione o atto di amore o sessualità con altri partner?
Una volta anche noi consideravamo normale che una moglie fosse proprietà del marito, normale picchiarla, richiuderla... penso che un domani arriveremo a smetterla di pretendere l'esclusività di chi amiamo. Potremmo permetterci di amare più persone e di sesso uguale, e ciò ci arricchirà e non impedirà la nascita di relazioni profonde e durature.
Che cos'è infatti il possesso sessuale e l'uso esclusivo di un corpo umano, il pretenderne la proprietà in nome e come prova di Amore Vero, se non una forma di dominazione? Perchè l'amore deve essere limitato ad una sola persona, altrimenti non è sincero?
E' come se ogni genitore dovesse imporsi di ridere e giocare e aver cura solo del proprio figlio, guai a ridere, giocare, mostrare tenerezza e amore ad altri bambini! Suo figlio avrebbe diritto ad abbandonare i genitori e cercarsene altri!
Che differenza c'è tra questo tipo di possesso e quello della moglie/marito da parte del marito/moglie, del padrone sul suo schiavo, dei bianchi sui neri, delle gerarchie religiose sui fedeli, dei re e dittatori sui loro sudditi, e quello di chi si arroga il diritto di dominare sugli animali non umani per compagnia, divertimento, lavoro, caccia e macellazione, e del'uomo sulla Natura e tutte le sue risorse?
Non è sempre una forma di dominazione? Perchè il piacere deve essere dato e ricevuto con il contagocce???
Una volta il piacere era sacro... non è un caso se adesso è possibile e permesso vedere scene di estrema violenza ovunque, mentre nel rispetto della morale, del pudore, è poco tollerato o vietato mostrare tenerezza, amore, nudità...
L'amore DEVE essere limitato, affinchè cresciamo menomati, denutriti, affamati e facili vittime delle tante devianze che derivano quando un bisogno innato e potente, come il respiro, la sete, la fame, L'AMORE, ci viene negato o soddisfatto quanto basta per non morire...
Quanto sarebbe più ricca la nostra vita se ci fosse permesso mostrare, dare, ricevere l'amore che sentiamo senza limiti?
Quanto durerebbe in un mondo così l'impero del Modello Dominatore? Il capitalismo? Il consumismo? Le religioni???Quanti abbraccerebbero le armi per guerre fraticide? Se l'amore fosse onnipresente nella vita di ognuno... a quanta gente interesserebbe il potere, sceglierebbe la violenza, inseguirebbe la ricchezza???
La gelosia è un'altra emanazione del Modello Dominatore su di noi, uno dei tanti condizionamenti, pregiudizi, limiti di un modello e paradigma culturale che da ormai troppi millenni blocca l'evoluzione dell'intera umanità, portandoci verso la distruzione di tutto il pianeta e delle sue forme di vita. Mi auguro che il 2012 sia la fine, simbolica, del Modello Dominatore, l'inizio della Nuova Era...

giovedì 18 agosto 2011

Donne e uomini, insieme


In ogni uomo c'è una parte femminile, in ogni donna c'è una parte maschile; non può essere altrimenti, siamo frutto dell'unione di un uomo ed una donna.

La sfida offerta dal doversi relazionare l'uno con l'altro consiste nel riconoscere e far venir fuori questa parte nascosta; smettere di recitare il ruolo imposto dal Modello Dominante (Riane Eisler).

Per le donne smettere di essere inferiori e deboli (sono esattamente il contrario!) e risvegliare e riappropriarsi della loro forza e potere, creativo come distruttivo;

Per gli uomini smetterla di recitare il ruolo di esseri superiori e forti (sono esattamente il contrario!) e riappropriarsi della loro capacità di amare ed aver cura della vita, di mostrare e accettare la loro debolezza.

Nella mia mente c'è uno spazio in cui ripongo gli uomini che affermano cose del tipo "Tutte le donne sono..."; gli fanno compagnia le donne che dicono: "Tutti gli uomini sono....".
Non c'è differenza tra i due...

lunedì 30 maggio 2011

Le due ali dell'umanità

di Boutros Boutros-Ghali

Per ogni donna forte stanca di essere considerata fragile,
c’è un uomo debole stanco di dover sembrare forte.

Per ogni donna stanca di dover agire come se fosse una sciocca,
c’è un uomo stanco di dover far finta di sapere tutto.

Per ogni donna stanca di essere qualificata come “emotiva”,
vi è un uomo a cui è stato negato il diritto di piangere e di essere “delicato”.
Per ogni donna catalogata come poco femminile quando compete,
vi è un uomo obbligato a competere perché non si dubiti della sua mascolinità.

Per ogni donna stanca di essere un oggetto sessuale,
vi è un uomo preoccupato della sua potenza sessuale.

Per ogni donna che non ha avuto accesso ad un lavoro o a un salario soddisfacente, vi è un uomo che deve assumere la responsabilità economica del proprio partner.

Per ogni donna che non capisce nulla di meccanica,
c’è un uomo che non ha appreso niente dei segreti dell’arte culinaria.

Per ogni donna che fa un passo verso la sua liberazione,
c’e un uomo che riscopre il cammino verso la libertà.

L’umanità ha due ali: una è la donna, l’altra è l’uomo. Finché le due ali non saranno ugualmente ben sviluppate l’umanità non potrà volare!

ABBIAMO BISOGNO DI UNA NUOVA UMANITA’, ABBIAMO BISOGNO DI VOLARE.

Ora più che mai la causa della donna è la causa di tutta l’umanità.

lunedì 18 ottobre 2010

Le madri sole

Oggi ho incontrato ancora un'altra giovane madre, sola, con scarso aiuto e mille difficoltà. In parte inaspettatamente, in parte no, perchè un pò l'ho cercata io, anche se non mi aspettavo di rimanerne così colpito quando mi ha raccontato alcuni particolari della sua storia.

Sono ancora a pensarci... che persone che noi incrociamo quotidianamente lungo la strada o che magari lavorano al nostro fianco, vivano situazioni così difficili, a volte drammatiche, senza che noi possiamo minimamente intuirlo, senza che lo diano a vedere. Lo so che c'è gente che soffre e muore nel mondo, vicino e lontano, lo sappiamo tutti, ma constatarlo di persona è ben diverso.

E mi viene in mente chi ha tutt'altri problemi, vissuti malissimo, come riuscire a comprare l'ultimo prodotto tecnologico in offerta prima che finisca, andare in vacanza senza spendere molto, trovare abiti alla moda ma originali...

Altro che rassegnarsi ad una casa fredda perchè scaldarla costa. O avere una camera senza luce, guasta, perchè non conosci chi ne capisce qualcosa, figurarsi chiamare un elettricista... E abituarsi a vivere nel disordine, nella trascuratezza, perchè il tempo non basta davvero, ogni secondo viene assorbito dal lavoro, dal figlio/a, dal dover correre per prenderlo o lasciarlo da qualcuno, e far la spesa, cucinare, lavare, stirare... e ogni sera si arriva così stanchi che basta chiudere gli occhi un momento per risvegliarsi il mattino dopo.

Ci sono donne che dormono abbracciate al figlio/a da anni, perchè tanto non c'è qualcuno per il quale dovrebbero dormire in un altra stanza. Ma anche perchè i figli sono il loro unico e vero amore, talvolta il frutto di un errore che dona loro forza per andare avanti, da sole, contro tutti e tutto, senza nessuno al loro fianco.
Donne che stanno sacrificando la loro vita, la loro giovinezza, ogni piacere, libertà, svago... al punto che andare al cinema diventa un sogno, e che ritrovarsi un uomo in casa che fa piccoli lavoretti in sospeso da mesi o anche solo che gli taglia la pizza, provoca commozione per quanto è ormai così lontano nel tempo un banale gesto di gentilezza o amore...

Naturalmente c'è chi dice che se la sono cercata, che potevano stare attente, o abortire. Siccome fidarsi di chi si ama è peccato. Come dire che la colpa è sempre donna, anziché dell'uomo che in questi casi non c'è. E spesso è meglio, perchè quando c'è sono più i problemi che crea di quelli che risolve. Questi uomini che sembrano qualcosa di etereo, evanescente, non hanno mai colpa, responsabilità, peccato. Ne escono sempre immacolati o addirittura vittime.

Queste donne non mi sono capitate per caso, lo so. Quel che provo quando le osservo giocare con i figli, dedicargli così tanto tempo, pazienza, e sacrificio... quel senso di famiglia, l'amore che dimostrano queste madri... mi attrae.

Forse rappresentano il ricordo di ciò che ad un certo punto ho perso nella mia famiglia, secoli fa... l'amore, che riempiva la mia vita, di cui ho bisogno. E mi ricordano la mia paternità, prematura e gioiosa... ma ferita.

venerdì 2 ottobre 2009



Democrazia della Terra, Decrescita, Economia Solidale e Gilania: o tutto o niente

Nella mia limitata esperienza di associazionismo le donne sono molto presenti e attive. In associazioni animaliste quasi la prevalenza. Nel Gruppo di Acquisto Solidale poco meno.

Però penso che gli uomini, tutti ed in qualunque contesto, più che applicare le forzate quote rosa, dovrebbero smettere di ripararsi dietro il fatto che le donne rifuggono la politica e di farsi protagoniste, e tirarle dentro a forza. Gli uomini dovrebbero chiedere loro di più e ascoltarle con attenzione, imparare dal loro modo di vedere e agire, perchè siamo due mondi diversi, ma complementari, che si integrano: senza l'uno non esisterebbe l'altro, e viceversa.

Come ha ricordato Vandana Shiva in uno dei suoi tanti interventi a Bologna, la cultura dominante opprime la Natura e gli animali come opprime la donna, c'è una grande affinità tra le donne e la Natura, la Madre Terra: entrambe sono portatrici di Vita.

Non a caso per milioni di anni l'umanità in ogni dove ha venerato la Terra come la donna perchè fertile e feconda, donatrice di vita. Statuine della Dea, di donne gravide, di ogni forma e dimensione, sono state ritrovate in tutto il mondo, e sono state venerate fino a quando la società mutuale non è stata sopraffatta da quella dominatrice, quella che adesso sta portando ovunque morte e distruzione: l'attuale paradigma culturale dominante. Questo infatti ha contaminato le società in tutte le sue componenti: ideologie politiche, religioni, modelli economici e sociali; tutti con gli stessi valori di fondo e "modus operandi" gerarchico, maschilista, autoritario. Da allora il senso di Unità con la Natura e l'Universo è stato sostituito dal messaggio di separazione e dualità divino/terreno, l'amore ed il rispetto della Vita sono stati sostituiti dall'esaltazione della forza e dall'adorazione della morte; il piacere sacro sostituito dal piacere peccaminoso, la mutualità dalla competizione, la pace dalla lotta permanente verso tutto e tutti, e così via... Lo spiega bene Riane Eisler nel libro "Il calice e la spada".

Certo, non esiste solo la donna, l'uomo ottiene successi in altri settori dove le donne non sono portate e il seme maschile feconda l'ovulo femminile... ma chi ha designato la Natura nel difficile compito di conservare la vita concepita per nove mesi, fino alla nascita?

Non sarà per questo che le donne, avendo il mestruo fin da bambine, constatando il loro potenziale creativo, sono più pacifiste e remissive? In quanto sanno più degli uomini cosa è la vita, portandola in grembo e sentendola parte di sè?

Non sarà per questo che le donne si sentono unite alla Natura mentre gli uomini sentono una separazione?

Non sarà per invidia che la metà maschile dell'umanità ha cominciato a sottomettere quella femminile e a considerarla inferiore?

Come per reazione ad un complesso d'inferiorità?

Non sarà per questo che la Chiesa ha bruciato vive e torturato milioni di donne e bambine con l'inquisizione, usurpandone gli uomini il millenario sapere di erboriste, levatrici, astrologhe? E che fino a solo quattro secoli fa considerava donne ed animali sullo stesso piano: senza anima e senza diritti?
Lo sanno tutto ciò coloro che si vantano perchè il cattolicesimo è una religione superiore all'islamismo?

Di questo olocausto di genere poco si parla, lo si nega o minimizza, come lo sterminio di ogni diverso: i nativi d'America, gli zingari e omosessuali nelle guerra mondiale, gli aborigeni in Australia e i Palestinesi ancora adesso, per dirne alcuni.

Solo che quella delle donne non è una minoranza, e questo rende la svista ancora più grave, quasi fosse una inevitabilità la discriminazione del sesso femminile. Non è così...

Natura, animali, donne sono i soggetti più sfruttati e oppressi da millenni. E se da un lato l'aggressività maschile e la sua opposizione e sfida alle forze della Natura sono necessarie per ottenere sviluppo di scienza e tecnologia, d'altro canto è necessario un bilanciamento, un equilibrio, attualmente inesistente, che le donne possono e devono apportare.

La Decrescita e l'Economia Solidale lasciano intravedere un futuro migliore per ognuno di noi, operano per un rispettoso e più equilibrato rapporto, con la Natura e gli animali. Pretendono un'economia a misura d'essere umano, rifiutando un indicatore esclusivamente monetario come il PIL, per misurare il benessere delle nazioni, sapendo che ci sono altri fattori infinitamente più importanti che producono felicità. Invocano la garanzia dei diritti essenziali, praticano già diverse forme di Democrazia Partecipata e dal basso, di Comunicazione Ecologica e gestione dei conflitti.

Ma se non sapremo, noi attori di questo staordinario cambiamento, introdurre tra i suoi valori anche il superamento della divisione di genere e nei suoi obiettivi la realizzazione di una società gilanica, allora il risultato che otterremo sarà parziale, miglioreremo si qualcosa, ma non costruiremo di un futuro davvero egualitario come protremmo invece fare.

Vi esorto a cominciare ad informarvi, autonomamente, su cosa voglia dire Gilania e cosa sono le società mutuali e matriarcali, come avete fatto per il Consumo Critico.

A capire qual'è realmente lo stato attuale delle donne, senza la passiva rassegnazione alla loro discriminazione; quale la loro importanza (censurata e falsata) nella storia e nella evoluzione dell'umanità: http://www.women.it/armonie/index_file/Page2335.htm

Ne scoprirete delle belle. Come Ippazia, scorticata viva per invidia della sua intelligenza. E come per i vestiti, le scarpe e i palloni prodotti da bambini nei paesi dove stiamo esportando il nostro modello di ""Sviluppo", il "Progresso" e la "Civiltà", vi chiederete come avete potuto fino ad ora ignorare tutto ciò, sull'altra metà dell'umanità.

Perchè non si potrà mai e poi mai creare una società giusta, equa, pacifica, se non saranno rappresentate nella giusta misura tutte le parti in causa: produttori e consumatori, cittadini e istituzioni, natura ed animali, donne e uomini (e perchè no, bambini e bambine, come insegna Alexander Neil, ne "I ragazzi felici di Summerhill").

PS: Autrici consigliate: Riane Eisler (http://www.partnershipway.org/partnership-system/foundational-concepts/what-is-partnership) e Marja Gimbutas innanzitutto. Bibliografia: http://liste.retelilliput.org/wws/arc/res/2009-09/msg00041.html

Germano Caputo Licastro
www.nododecrescitamodena.it



lunedì 26 gennaio 2009

Società gilaniche

Tratto da: http://ita.anarchopedia.org/societ%C3%A0_gilaniche

Società gilaniche
La storica e archeologa Riane Eisler ha indicato con il neologismo gilania - dalle parole greche gynè, "donna" e andros, "uomo" (la lettera l tra i due ha il duplice significato di unione, dal verbo inglese to link, "unire" e dal verbo greco lyein o lyo che significa "sciogliere" o "liberare") - quella fase storica plurimillenaria (8.000-2500 a.c in rapporto soltanto al neolitico) fondata sull’eguaglianza dei sessi e sulla sostanziale assenza di gerarchia e autorità, di cui si conservano tracce tanto nelle comunità umane del Paleolitico superiore quanto in quelle agricole del Neolitico.
La Eisler quindi contesta duramente l'opinione dominante, particolarmente diffusa nella società occidentale, « grazie » soprattutto all'opera di propaganda svolta dalla storiografia ufficiale, secondo cui gli esseri umani sarebbero sempre stati violenti proprio a causa di una loro intrinseca natura. Questo « assioma » si è sviluppato perché storici e antropologi hanno arbitrariamente collocato l’inizio della civilizzazione umana in un periodo dove la nascita e lo sviluppo del linguaggio scritto sono andati di pari passo alla diffusione della violenza e delle guerre[1].
Gli studi di alcuni archeologi e storici (Marija Gimbutas, Riane Eisler ecc.) dimostrano che, per buona parte della loro storia, gli esseri umani hanno vissuto in comunità sostanzialmente pacifiche ed egualitarie all'incirca sino al 3000 e il 4000 a.c, come ampiamente dimostrato dai reperti ritrovati dagli archeologi [2], allorché una serie di grandi migrazioni[3] Indo-Europee dal sud della Russia e dall'Eurasia (Europa orientale, Asia centrale e Siberia) verso l’Europa, avrebbero completamente distrutto le popolazioni locali . La Eisler, che ha dedicato gran parte dei suoi lavori proprio allo studio di queste antiche comunità, definisce come androcrazia - termine derivato dalle parole greche andros, "uomo" e kratos, "governato"- il sistema dominatore maschile importato dagli Indo-Europei (i Kurgan) che impose alcune forme di dominio come il patriarcato, la gerarchia, le classi sociali e l'autorità.

Modello Mutuale e Modello Dominatore (Riane Eisler)

Tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Riane_Eisler vedi anche: http://isd.olografix.org/faq/faq_uomo-donna.htm

Modello Mutuale e Modello Dominatore
Secondo Riane Eisler esistono e sono esistiti nella storia e nella protostoria (neolitico ed epipaleolitico) due modelli base di società: quello Dominatore e quello Mutuale. Quello Mutuale si basa sul "potere di attuazione" creativo, crea la vita che si rigenera, si ispira al concetto di unione, è equilibrato. Quello Dominatore è basato sul potere distruttivo (guerra, imposizione violenta, sfruttamento, gerarchia), toglie la vita, sviluppa in modo prioritario le tecnologie del dominio quali la guerra e la schiavitù, è squilibrato.

In definitiva la società Dominatore descritta da Riane Eisler è una società gerarchizzata basata in ultima istanza sulla paura o sulla forza. Elemento chiave di questo tipo di società è la posizione subordinata e discriminata delle donne, sia nella famiglia che nello stato. Si tratti della società nazista o di quella khomeinista o in culture precedenti dove la violenza cronica e la regola autoritaria erano la norma.

Questa discriminante (la posizione della donna nella società e nella sua cultura) è un principio di analisi che Riane Eisler propone per superare e rendere superflue schematizzazioni secondo lei obsolete quali: religiosità versus laicismo, destra versus sinistra, capitalismo versus comunismo, Occidentale versus Orientale, industriale versus pre-industriale o post-industriale.

Riane Eisler analizza le "androcrazie" (società a dominio maschile) dei popoli indoeuropei (i popoli Kurgan di Marija Gimbutas) e di altre società. A queste società contrappone il modello Mutuale (o "collaborativo") delle società pre-indoeuropee dell'antica Europa del neolitico come prospettato dalla M. Gimbutas.

Un altro importante esempio di società mutuale secondo Riane Eisler è la società minoica dell'antica Creta prima dell'inizio del predominio degli Achei indoeuropei provenienti da Micene. Un punto fondamentale in questa teorizzazione è che non si "contrappone" un modello "patriarcale" (società indoeuropee) ad un modello "matriarcale". Ma un modello in cui un elemento domina sull'altro (che sia il maschio sulla femmina o la femmina sul maschio non fa differenza), ad un modello "equilibrato" che Riane Eisler propone di chiamare "gilanico" dall'unione dei termini greci di maschile e femminile ("gil" ed "an").

Questo è in linea con la sua proposta di un pensiero "non-duale", di una logica e di una psicologia in cui la categoria mentale della contrapposizione viene sostituita da quella della trasformazione.

A supporto che è esistita una società "gilanica" senza predominio di un sesso sull'altro, Riane Eisler utilizza le ricerche archeologiche di Marija Gimbutas, James Mellaart, Nicolas Platon, Vere Gordon Childe. Altre fonti utilizzate sono i Vangeli gnostici ed il poeta dell'antica Grecia Esiodo. L'uso dello schema mutuale/dominatore (patnership/domination in inglese) viene esteso alle società contemporanee analizzando campi che vanno dalla politica alla religione, all'economia, al mondo degli affari, all'educazione.

La trasformazione culturale
Dall'osservazione della protostoria e della storia consegue che l'evoluzione non sembrerebbe seguire uno schema lineare. Ma periodi di regresso possono seguire a fasi di notevole progresso. I passaggi da un periodo all'altro sembrerebbero in genere di tipo "caotico", quali il periodo che attualmente vivono le varie società contemporanee.

Riane Eisler collega l'evoluzione culturale da lei descritta anche ai lavori di Ilya Prigogine e di Stephen Jay Gould sulla auto-organizzazione e sull'evoluzione degli organismi viventi rispettivamente.

Opere ed attività
Il best-seller internazionale The Chalice and The Blade: Our History, Our Future, stampato in italiano come "Il Calice e la Spada" dalle edizioni Saggi Frassinelli, è stato tradotto in 22 lingue tra cui cinese, russo, coreano, ebraico, giapponese, arabo. È stato definito dall'antropologo Ashley Montagu come il libro più importante da l' Origine delle specie di Charles Darwin.

Questo libro ha ispirato il Professor Min Jiayin dell'Istituto of Filosofia della Accademia Cinese di Scienze Sociali che ha pubblicato nel 1995, per conto della Casa Editrice Cinese di Scienze Sociali, il libro "Il Calice e la Spada nella cultura cinese". In questo lavoro viene provata la teoria della trasformazione culturale di Riane Eisler con la importante scoperta che anche nella preistoria in Asia era avvenuto il passaggio da una cultura di collaborazione (o mutuale) ad una cultura di dominio (o cultura Dominatore). Il suo nuovo libro The Real Wealth of Nations: Creating a Caring Economics è stato salutato dall'Arcivescovo Desmond Tutu come "un modello per il mondo migliore che stiamo con tanta urgenza cercando" e propone un nuovo approccio all'economia che dia priorità alla più importante attività umana: l'attività di prendersi cura delle persone, dell'ambiente, del pianeta.