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venerdì 1 luglio 2011

Risvegliare il cuore bambino

Da quando ho scoperto che le ultime, poco diffuse, ricerche sulla materia, sul cervello e sul cuore,* dimostrano che siamo tutti connessi in modi che non abbiamo ancora compreso bene, si spiegano tantissimi fenomeni.

Ascoltando il cuore... mi succede che alle cinque di mattina non riesco a riprendere sonno, e mi viene in mente mia figlia, a come si sia trasformata da una bambina felice che ci voleva bene e rispettava ad un'estranea che ci mentiva e faceva cose incomprensibili.

Come abbandonare la scuola per attaccarsi morbosamente ad un ragazzo con cui viveva un rapporto estremamente complicato che la faceva soffrire parecchio, e alterne vicende, che ovviamente sconvolsero la già precaria quotidianità di noi genitori divorziati, fino a quando non rimase incinta, legandosi così a lui praticamente a vita, nel bene e nel male.

Ovviamente noi genitori abbiamo delle responsabilità, nulla accade senza motivo. Ma io ancora non riesco
ad aiutarla come vorrei e tanto meno a dimostrarle quanto le voglio bene e ci tenga alla sua felicità. Al contrario, i nostri rapporti sono stati spesso conflittuali.

Così penso alla mia cara amica che ha da poco problemi analoghi con sua figlia quattordicenne, e le mando un sms, confidandole sinteticamente queste riflessioni. Mentre scrivevo la mente suggeriva che era da stupidi e maleducati inviare sms a quell'ora del mattino e mi incitava a smetterla. Ma già da tempo ho imparato a non dar retta alle sue sciocche considerazioni, e ad ascoltare il cuore...

Qualunque cosa dica di fare, anche se va contro il buonsenso e la razionalità, lo ascolto.
Infatti dopo pochi minuti lei mi risponde, incredula e meravigliata perchè mi stava pensando. Tramite sms riusciamo a scambiarci qualche notizia, visto che vorremmo vederci per parlare un pò ma gli impegni lavorativi e familiari ce lo impediscono.

Questo è solo uno dei tanti casi che mi accadono da quando sto imparando a fare ciò che io e noi tutti facevamo da bambini... ascoltare il cuore.

Sono una persona qualunque, come tanti altri, e ho mille problemi come tutti, ancora lontani dal essere risolti. Ma li vivo più serenamente adesso, so di essere sulla strada giusta per ritrovare quell'armonia interiore e quella gioia di vivere che ci è stata donata e vivevamo senza averne coscienza, appena nati, che abbiamo perso e ci è stata tolta crescendo, e dobbiamo impegnarci per recuperarla. Vivendola, stavolta, con consapevolezza.

Quel che sia chiama maturità. E ho la sensazione che a livello planetario sia lo stesso.

Noi esseri umani siamo Dei. Abbiamo infinite potenzialità e poteri, che abbiamo perso cadendo in quel che siamo oggi, una umanità divisa, in lotta contro se stessa, che sta distruggendo la Madre che le ha dato la vita e ci nutre. Una umanità cieca ed ignara della propria identità e del suo ruolo nella evoluzione della Vita nell'Universo.

Siamo ancora adolescenti, e dobbiamo diventare adulti. Risvegliando il cuore bambino...

* Risvegliare il cuore bambino è un libro: http://www.aamterranuova.it/article5665.htm

mercoledì 10 novembre 2010

Rivoluzioni pacifiche e trasformazioni vincenti

Mi è capitato di leggere un articolo: “Manipolazione mediatica, le dieci regole”(*vedi in fondo) , elenco stilato da Avram Noam Chomsky, uno dei massimi intellettuali americani impegnati contro l’egemonia Statunitense negli USA e nel mondo. E’ un documento quasi shoccante, per dettagli e veridicità, a conferma di quanto molti di noi hanno compreso, di come siamo schiavi di un Sistema di dominazione e condizionamento mentale oltre che fisico in altri modi.

A mio avviso la migliore fotografia delle forze che agiscono a livello macro rimane quanto Riane Eisler espone del suo libro “Il Calice e la Spada” individuando storicamente, indipendentemente dalle forme esteriori, la sostanza di due schemi agenti in ogni società, emanati, riflessi e assorbiti da ogni individuo e che si sviluppano collettivamente: il modello pacifico, cooperativo, che unisce, chiamato Mutuale, e quello violento, competitivo, che divide, chiamato Dominante. Ovviamente quest’ultimo, violento e spietato, ha la meglio su quello Mutuale, pur inglobandolo e usandolo per i suoi fini.

Una volta compreso ciò le reazioni possono essere diverse. Ci si può rassegnare all’accettazione del Sistema, con tristezza, sconforto o persino positivamente, godendo il più possibile di quel che ci viene lasciato godere. Oppure si può reagire violentemente, cosa che non risolverà nulla, perché già previsto e inutile, data la forza di repressione disponibile del Sistema.
Altrimenti, si può quindi accettare la nuda e cruda realtà, senza abbandonarsi alla disperazione e reagire con intelligenza, come fa Chomsky e migliaia di altre persone impegnate in ogni ambito, conosciute e non; come Vandana Shiva o Roberto Saviano, solo per fare due nomi, e tante altre a noi vicine o lontane, più o meno famose.

Perché sebbene tutto ciò sia drammaticamente vero è altrettanto vero che il futuro non è scritto da nessuna parte, e per quanto il Sistema sia forte e onnipresente non è infallibile, lascia margini di manovra, ha dei punti deboli, ma soprattutto rappresenta la sfida, la spinta a reazioni innovative, impreviste, creative, che possono portarci verso la sua sconfitta. Non siamo soli in ciò, siamo milioni che agiscono in maniera indipendente in ogni luogo della Terra, spesso ottenendo piccole vittorie che fanno ben sperare. La perdita della speranza è un altro degli strumenti del Sistema, il farci credere che sia imbattibile, mentre è molto, molto più vulnerabile di quanto ci appare. Casomai il problema più interessante secondo me è con cosa sostituirlo, perché evidentemente sfrutta con abilità le nostre debolezze e bisogni per alimentarsi e sostenersi.

Una di queste possibilità consiste nel lavorare sia individualmente che insieme in modo esattamente contrario a quello che ci tiene imprigionati, oltre ad usare con saggezza la mente ed il cuore, la forza e l’arrendevolezza. Personalmente faccio nel mio piccolo ciò che posso, qualcosa di nuovo e lavorare diversamente, impiegando le mie mie energie prioritariamente nel costruire oltre che nel contrastare, perché questa è una delle strade vincenti da percorrere.


* Manipolazione mediatica, le dieci regoleNel tentativo di strappare la maschera gioiosa del mostro tentacolare che ci ruba l'anima, Avram Noam Chomsky ha individuato i dieci comandamenti che drogano le menti, ammaliandole, confondendo in loro ogni percezione, rimescolando realtà e fantasia, evidenza e costruzione illusoria.
29 settembre 2010 - Avram Noam Chomsky - Fonte: byoblu.com


1- La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. “Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).


2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.


3- La strategia della gradualità
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.


4- La strategia del differire
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.


5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).


6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione
Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti….


7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".


8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti...


9- Rafforzare l’auto-colpevolezza
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!


10- Conoscere agli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

lunedì 18 ottobre 2010

Le madri sole

Oggi ho incontrato ancora un'altra giovane madre, sola, con scarso aiuto e mille difficoltà. In parte inaspettatamente, in parte no, perchè un pò l'ho cercata io, anche se non mi aspettavo di rimanerne così colpito quando mi ha raccontato alcuni particolari della sua storia.

Sono ancora a pensarci... che persone che noi incrociamo quotidianamente lungo la strada o che magari lavorano al nostro fianco, vivano situazioni così difficili, a volte drammatiche, senza che noi possiamo minimamente intuirlo, senza che lo diano a vedere. Lo so che c'è gente che soffre e muore nel mondo, vicino e lontano, lo sappiamo tutti, ma constatarlo di persona è ben diverso.

E mi viene in mente chi ha tutt'altri problemi, vissuti malissimo, come riuscire a comprare l'ultimo prodotto tecnologico in offerta prima che finisca, andare in vacanza senza spendere molto, trovare abiti alla moda ma originali...

Altro che rassegnarsi ad una casa fredda perchè scaldarla costa. O avere una camera senza luce, guasta, perchè non conosci chi ne capisce qualcosa, figurarsi chiamare un elettricista... E abituarsi a vivere nel disordine, nella trascuratezza, perchè il tempo non basta davvero, ogni secondo viene assorbito dal lavoro, dal figlio/a, dal dover correre per prenderlo o lasciarlo da qualcuno, e far la spesa, cucinare, lavare, stirare... e ogni sera si arriva così stanchi che basta chiudere gli occhi un momento per risvegliarsi il mattino dopo.

Ci sono donne che dormono abbracciate al figlio/a da anni, perchè tanto non c'è qualcuno per il quale dovrebbero dormire in un altra stanza. Ma anche perchè i figli sono il loro unico e vero amore, talvolta il frutto di un errore che dona loro forza per andare avanti, da sole, contro tutti e tutto, senza nessuno al loro fianco.
Donne che stanno sacrificando la loro vita, la loro giovinezza, ogni piacere, libertà, svago... al punto che andare al cinema diventa un sogno, e che ritrovarsi un uomo in casa che fa piccoli lavoretti in sospeso da mesi o anche solo che gli taglia la pizza, provoca commozione per quanto è ormai così lontano nel tempo un banale gesto di gentilezza o amore...

Naturalmente c'è chi dice che se la sono cercata, che potevano stare attente, o abortire. Siccome fidarsi di chi si ama è peccato. Come dire che la colpa è sempre donna, anziché dell'uomo che in questi casi non c'è. E spesso è meglio, perchè quando c'è sono più i problemi che crea di quelli che risolve. Questi uomini che sembrano qualcosa di etereo, evanescente, non hanno mai colpa, responsabilità, peccato. Ne escono sempre immacolati o addirittura vittime.

Queste donne non mi sono capitate per caso, lo so. Quel che provo quando le osservo giocare con i figli, dedicargli così tanto tempo, pazienza, e sacrificio... quel senso di famiglia, l'amore che dimostrano queste madri... mi attrae.

Forse rappresentano il ricordo di ciò che ad un certo punto ho perso nella mia famiglia, secoli fa... l'amore, che riempiva la mia vita, di cui ho bisogno. E mi ricordano la mia paternità, prematura e gioiosa... ma ferita.

venerdì 13 marzo 2009

Riflessioni sui problemi

Riflessioni su problemi, soluzioni e colpe

Detto giapponese: “Guarda il problema, non la colpa.”

Alla base di quasi tutti i problemi che ci troviamo ad affrontare durante la nostra vita, ha assoluta importanza, mentre viene del tutto sottovalutato, l’atteggiamento che adottiamo.
Infatti ogni volta che ci troviamo di fronte ad un fenomeno che ci procura dolore o sofferenza di qualsiasi tipo, o che va contro la morale comune o che viola le regole della società possiamo reagire in diversi modi. Alcuni aiutano nel risolvere il problema, altri nel complicarlo.

Ad esempio quando viene commesso un reato le forse dell’ordine cercano di individuarne il colpevole, per punirlo con la reclusione in carcere dopo un processo che dovrebbe accertare le sue responsabilità. Ma questo modo di agire quanto è efficace nel realizzare giustizia ed una società dove vivere serenamente?

In Giappone hanno un detto: “Guarda il problema, non la colpa.” Ma l’unica nostra preoccupazione è di cercare il colpevole, affinchè venga messo in condizioni di non nuocere per un tempo limitato, proporzionato alla gravità del crimine commesso. Va bene, abbiamo trovato il colpevole, l'abbiamo giustamente reso inoffensivo parcheggiandolo in un istituto (anche se in Italia accade raramente e non per tutti)… ma abbiamo risolto il problema? Come possiamo risolverlo se non l’abbiamo neanche visto??? E come possiamo vederlo se neanche lo cerchiamo!!!???

Se all’individuo in questione durante la sua permanenza in carcere non viene offerto il modo di comprendere quanto il suo comportamento sia antisociale, o se, pur essendone consapevole, non si tenta di trasformarlo in un cittadino onesto, a cosa serve il periodo di reclusione? Semplicemente ad impedirgli di nuocere per un pò, senza alcuna garanzia che il giorno in cui verrà rimesso in libertà non tornerà a delinquere. Altresì oltre ad intervenire sul criminale bisogna anche interrogarsi sui perché del suo comportamento e di cosa porti le persone a comportarsi in maniera socialmente pericolosa. Questo perché se non individuiamo le cause di ciò, pur avendo reso inoffensivo e punito il colpevole, nulla vieta ad altri individui di agire allo stesso modo, visto che esistono sempre delle cause che originano effetti.

Per cui, anche quando troviamo il colpevole e lo puniamo in questo modo… che abbiamo ottenuto?
Certo, il criminale è stato processato e condannato… ma qualcuno ha subito dei danni, delle violenze, sofferenza… e l’aver recluso l’uno ha sanato l’altro?Quante donne e altre vittime di reati vivono nel terrore perchè chi gli ha fatto del male è ancora in giro?

Se una delle cause è una società che non educa al rispetto della Vita e delle persone, o viviamo in un sistema sociale iniquo, che distribuisce troppo a pochi e a chi ha già tanto e lascia le briciole ad altri, non sarà logico aspettarsi continuamente crimini di ogni tipo?
Se un’altra causa è un sistema scolastico che emargina, che non insegna… l’aver condannato e privato della libertà qualcuno impedisce ad altri di cadere vittime dello stesso comportamento? Se non ci viene insegnato, e ancor più vissuto nei fatti, che ciò che facciamo alla Terra è come se lo facessimo a noi, come aspettarsi rispetto dell'ambiente?

In definitiva, se la questione è culturale, di una società che pensa e agisce superficialmente, irrazionalmente, emotivamente, non è meglio perciò provare a cambiare il paradigma culturale oltre che a reprimere inutilmente?

Infatti queste osservazioni si possono applicare in ogni altro settore della società: la scuola, il mercato; la medicina per esempio. Non avete mai pensato che, così come in natura ogni fenomeno ha una sua spiegazione e dei motivi, che la scienza indaga, anche nel nostro corpo ciò che accade è naturale, ha una spiegazione, un suo motivo di esistere?

Prendiamo un raffreddore… il naso che ci cola, il muco… perché produce muco? Perché si alza la temperatura e ti viene la febbre? Ci sarà un motivo… dopotutto il nostro corpo è infinitamente più intelligente di noi; ci fa respirare senza che ciò dipenda dalla nostra volontà, il sangue circola da solo, migliaia di funzioni vitali avvengono senza che noi ne siamo consapevoli, quindi anche fenomeni straordinari, misteriosi come la febbre o un mal di testa avranno un motivo di accadere.

Forse sono un messaggio, un segnale, un campanello di allarme o addirittura una reazione di difesa per proteggere la nostra salute. Chi non si è mai graffiato, ferito? E il nostro corpo come ha reagito? Ha subito provveduto a riparare il danno. Ma cosa ci offre la medicina moderna? Quasi sempre metodi per eliminare i sintomi, come se, suonando un allarme in una banca, la polizia appena arrivata spegne la sirena e va via perché non suona più. E’ un modo intelligente di agire? Perché investire miliardi e miliardi in denaro da più di mezzo secolo nel tentare ostinatamente di contrastare malattie gravi quando basterebbe molto meno per evitare che si arrivi a soffrirne?

Certo, gli interessi dominano la ricerca e le malattie sono un business. Cosa farebbero tutti quei ricercatori, quelle case farmaceutiche se veramente si scoprissero cure efficaci per le malattie? Ma non hanno tutte le responsabilità, anche noi con la nostra superficialità contribuiamo nel diventare complici di un sistema che esiste principalmente per alimentarsi e perpetuarsi, anziché per svolgere il suo compito.

E quante cose funzionano così? Alcune ONG, le istituzioni, i partiti, le religioni, le strutture finanziarie... ma quanto può durare qualcosa di così tanto innaturale? Dopotutto questo sistema esiste solo da pochi secoli, e nella storia della terra e dell'umanità è un battito di ciglia...

mercoledì 28 gennaio 2009

Insieme possiamo tutto

E l'invito, sostegno a continuare in ciò che facciamo avendo fiducia e a rifiutare la paura che ci viene versata addosso, in ogni contesto.
Come suggerisce la "Guida galattica per autostoppisti": Don't panic!!!
Umore: ispirato :)


Questa crisi è la fine di un'era di travolgente e incontrollata crescita materiale a cui non ha corrisposto un eguale sviluppo sociale: abbiamo tecnologie da Star Trek ma siamo ingabbiati in una sorta di medioevo culturale.


Il progresso scientifico e cognitivo dell'umanità è infatti ormai arrivato a fornire una chiara comprensione di come le cose funzionano e la tecnologia che ne deriva permette di poter realizzare qualunque nostra idea. I risultati della ricerca sui meccanismi di funzionamento della psiche e della fisica confermano quanto tramandato da millenni dai ricercatori spirituali, portano alle stesse conclusioni:
siamo fatti di energia, di vibrazioni che danno illusione di realtà, in cui la mente ed il pensiero hanno il potere di incidere.
Le cause reali dei problemi che affliggono l'umanità adesso non sono più di ordine materiale o dipendenti dal caso o dalla Natura, ma politiche, morali, umane.

La domanda da farsi non è più: - Come possiamo risolvere i grandi problemi dell'umanità? - Ma: - Perché ancora non lo stiamo facendo?

Una risposta è che non ci amiamo abbastanza, che non abbiamo ancora compreso di non essere individui isolati, ma vite che dipendono da altre vite, e soprattutto che la Terra non è un oggetto inanimato, come sanno bene i nativi d'America rinchiusi nelle riserve e tutte le popolazioni tribali che vogliamo ardentemente "educare alla democrazia".
La Terra è
un'entità vivente e noi siamo una delle sue infinite anime, una delle sue manifestazioni più evolute e per questo più potenti e instabili.

I principi che regolano adesso la società: gerarchia di potere, competizione, uso della forza; il considerarsi individui separati dal resto e trattare esseri viventi, natura e ambiente alla stregua di oggetti sono frutto di una visione dominatrice, autoritaria, androcentrica, che ci sta portando verso la distruzione della vita, alla morte del pianeta.

La ricerca della stabilità e della pace come specie garantirà l'evoluzione dell'umanità e del pianeta nell'Universo. E la pace della famiglia umana dipende dalla pace interiore di ognuno di noi. Ecco perché la priorità in questo momento storico diventa lo sviluppo delle potenzialità umane e la crescita interiore di ogni individuo, secondo principi di amore, libertà, rispetto, cooperazione, solidarietà; queste basi garantiranno la Vita.
- Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo - ... ma non basta...

Il cambiamento deve essere condiviso e diffuso, portare all'unione.
Da soli possiamo poco, insieme possiamo tutto.

lunedì 26 gennaio 2009

Società gilaniche

Tratto da: http://ita.anarchopedia.org/societ%C3%A0_gilaniche

Società gilaniche
La storica e archeologa Riane Eisler ha indicato con il neologismo gilania - dalle parole greche gynè, "donna" e andros, "uomo" (la lettera l tra i due ha il duplice significato di unione, dal verbo inglese to link, "unire" e dal verbo greco lyein o lyo che significa "sciogliere" o "liberare") - quella fase storica plurimillenaria (8.000-2500 a.c in rapporto soltanto al neolitico) fondata sull’eguaglianza dei sessi e sulla sostanziale assenza di gerarchia e autorità, di cui si conservano tracce tanto nelle comunità umane del Paleolitico superiore quanto in quelle agricole del Neolitico.
La Eisler quindi contesta duramente l'opinione dominante, particolarmente diffusa nella società occidentale, « grazie » soprattutto all'opera di propaganda svolta dalla storiografia ufficiale, secondo cui gli esseri umani sarebbero sempre stati violenti proprio a causa di una loro intrinseca natura. Questo « assioma » si è sviluppato perché storici e antropologi hanno arbitrariamente collocato l’inizio della civilizzazione umana in un periodo dove la nascita e lo sviluppo del linguaggio scritto sono andati di pari passo alla diffusione della violenza e delle guerre[1].
Gli studi di alcuni archeologi e storici (Marija Gimbutas, Riane Eisler ecc.) dimostrano che, per buona parte della loro storia, gli esseri umani hanno vissuto in comunità sostanzialmente pacifiche ed egualitarie all'incirca sino al 3000 e il 4000 a.c, come ampiamente dimostrato dai reperti ritrovati dagli archeologi [2], allorché una serie di grandi migrazioni[3] Indo-Europee dal sud della Russia e dall'Eurasia (Europa orientale, Asia centrale e Siberia) verso l’Europa, avrebbero completamente distrutto le popolazioni locali . La Eisler, che ha dedicato gran parte dei suoi lavori proprio allo studio di queste antiche comunità, definisce come androcrazia - termine derivato dalle parole greche andros, "uomo" e kratos, "governato"- il sistema dominatore maschile importato dagli Indo-Europei (i Kurgan) che impose alcune forme di dominio come il patriarcato, la gerarchia, le classi sociali e l'autorità.

Modello Mutuale e Modello Dominatore (Riane Eisler)

Tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Riane_Eisler vedi anche: http://isd.olografix.org/faq/faq_uomo-donna.htm

Modello Mutuale e Modello Dominatore
Secondo Riane Eisler esistono e sono esistiti nella storia e nella protostoria (neolitico ed epipaleolitico) due modelli base di società: quello Dominatore e quello Mutuale. Quello Mutuale si basa sul "potere di attuazione" creativo, crea la vita che si rigenera, si ispira al concetto di unione, è equilibrato. Quello Dominatore è basato sul potere distruttivo (guerra, imposizione violenta, sfruttamento, gerarchia), toglie la vita, sviluppa in modo prioritario le tecnologie del dominio quali la guerra e la schiavitù, è squilibrato.

In definitiva la società Dominatore descritta da Riane Eisler è una società gerarchizzata basata in ultima istanza sulla paura o sulla forza. Elemento chiave di questo tipo di società è la posizione subordinata e discriminata delle donne, sia nella famiglia che nello stato. Si tratti della società nazista o di quella khomeinista o in culture precedenti dove la violenza cronica e la regola autoritaria erano la norma.

Questa discriminante (la posizione della donna nella società e nella sua cultura) è un principio di analisi che Riane Eisler propone per superare e rendere superflue schematizzazioni secondo lei obsolete quali: religiosità versus laicismo, destra versus sinistra, capitalismo versus comunismo, Occidentale versus Orientale, industriale versus pre-industriale o post-industriale.

Riane Eisler analizza le "androcrazie" (società a dominio maschile) dei popoli indoeuropei (i popoli Kurgan di Marija Gimbutas) e di altre società. A queste società contrappone il modello Mutuale (o "collaborativo") delle società pre-indoeuropee dell'antica Europa del neolitico come prospettato dalla M. Gimbutas.

Un altro importante esempio di società mutuale secondo Riane Eisler è la società minoica dell'antica Creta prima dell'inizio del predominio degli Achei indoeuropei provenienti da Micene. Un punto fondamentale in questa teorizzazione è che non si "contrappone" un modello "patriarcale" (società indoeuropee) ad un modello "matriarcale". Ma un modello in cui un elemento domina sull'altro (che sia il maschio sulla femmina o la femmina sul maschio non fa differenza), ad un modello "equilibrato" che Riane Eisler propone di chiamare "gilanico" dall'unione dei termini greci di maschile e femminile ("gil" ed "an").

Questo è in linea con la sua proposta di un pensiero "non-duale", di una logica e di una psicologia in cui la categoria mentale della contrapposizione viene sostituita da quella della trasformazione.

A supporto che è esistita una società "gilanica" senza predominio di un sesso sull'altro, Riane Eisler utilizza le ricerche archeologiche di Marija Gimbutas, James Mellaart, Nicolas Platon, Vere Gordon Childe. Altre fonti utilizzate sono i Vangeli gnostici ed il poeta dell'antica Grecia Esiodo. L'uso dello schema mutuale/dominatore (patnership/domination in inglese) viene esteso alle società contemporanee analizzando campi che vanno dalla politica alla religione, all'economia, al mondo degli affari, all'educazione.

La trasformazione culturale
Dall'osservazione della protostoria e della storia consegue che l'evoluzione non sembrerebbe seguire uno schema lineare. Ma periodi di regresso possono seguire a fasi di notevole progresso. I passaggi da un periodo all'altro sembrerebbero in genere di tipo "caotico", quali il periodo che attualmente vivono le varie società contemporanee.

Riane Eisler collega l'evoluzione culturale da lei descritta anche ai lavori di Ilya Prigogine e di Stephen Jay Gould sulla auto-organizzazione e sull'evoluzione degli organismi viventi rispettivamente.

Opere ed attività
Il best-seller internazionale The Chalice and The Blade: Our History, Our Future, stampato in italiano come "Il Calice e la Spada" dalle edizioni Saggi Frassinelli, è stato tradotto in 22 lingue tra cui cinese, russo, coreano, ebraico, giapponese, arabo. È stato definito dall'antropologo Ashley Montagu come il libro più importante da l' Origine delle specie di Charles Darwin.

Questo libro ha ispirato il Professor Min Jiayin dell'Istituto of Filosofia della Accademia Cinese di Scienze Sociali che ha pubblicato nel 1995, per conto della Casa Editrice Cinese di Scienze Sociali, il libro "Il Calice e la Spada nella cultura cinese". In questo lavoro viene provata la teoria della trasformazione culturale di Riane Eisler con la importante scoperta che anche nella preistoria in Asia era avvenuto il passaggio da una cultura di collaborazione (o mutuale) ad una cultura di dominio (o cultura Dominatore). Il suo nuovo libro The Real Wealth of Nations: Creating a Caring Economics è stato salutato dall'Arcivescovo Desmond Tutu come "un modello per il mondo migliore che stiamo con tanta urgenza cercando" e propone un nuovo approccio all'economia che dia priorità alla più importante attività umana: l'attività di prendersi cura delle persone, dell'ambiente, del pianeta.

La mia curiosità

Una delle mie caratteristiche innate fin da piccolo è stata la curiosità, unita all’osservazione di chi mi stava intorno e me stesso: emozioni, pensieri, sentimenti, atteggiamenti. Ho sviluppato empatia e compassione, nei limiti delle mie possibilità di sopportazione e quando lo ritenevo opportuno. Anche riguardo cosa mi circondava: ho sviluppato la conoscenza di macchine, funzionamenti, meccanismi.
Mi sono sempre chiesto il perché di ogni cosa, e non mi sono mai accontentato di risposte vaghe o superficiali. So che ci sono cose che non potremo mai capire con la mente, ma intuire e comprendere con il cuore si. Altre rimarranno con un punto interrogativo, ma non ci impediranno certo di essere felici e andare avanti! Ma moltissime cose se lo si desidera possono facilmente essere comprese, non è necessario essere dei geni, chi cerca trova, soprattutto nel web. Occorre anche il coraggio di guardare la realtà, per quanto brutta e scomoda possa essere, e superare i tanti momenti di sconforto, tristezza, abbattimento che per forza di cose ci colpiranno; la realtà è anche peggiore di quanto si possa immaginare, ma la sofferenza, le ingiustizie, le violenze non rappresentano tutto l’esistente, ne sono solo una parte. Esistono la felicità, la bellezza, la promessa di un futuro migliore scolpita nel nostro DNA. E se vogliamo sopravvivere e realizzare questo futuro è a quella visione che dobbiamo rivolgere il nostro sguardo e il nostro cuore. Riceveremo la forza necessaria per attuarla. Come potremo riceverla dallo stare insieme, dalla condivisione di emozioni, esperienze, speranze, paure. Maturerà una certezza: cambiare è possibile. Realizzare i sogni è possibile. Dipende da noi, ne abbiamo il potere, sta a noi comprenderlo e decidere di usarlo. Da soli possiamo poco, insieme possiamo tutto.
Ho selezionato alcune frasi di A. Einstein, che rendono bene ciò in cui credo fermamente e di cui mi piacerebbe parlare più avanti:
- Solo chi è così pazzo da credere di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero. - I problemi non possono essere risolti con lo stesso atteggiamento mentale che li ha creati.
- Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo 'universo', una parte limitata nel tempo e nello spazio.
Sperimenta se stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una sorte di prigione che ci limita ai nostri desideri personali e all'affetto per le poche persone che ci sono più vicine. Il nostro compito è quello di liberarci da questa prigione, allargando in centri concentrici la nostra compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza.
Quest’ultima riflessione oltre ad essere stata formulata da un geniale scienziato è la stessa a cui è giunta la fisica quantistica di recente, e corrisponde alla visione di Unità delle tradizioni orientali e dei nativi d’America. E' stupefacente constatare come due metodi diametralmente opposti, quello teorico, razionale e scientifico, e quello pratico, intuitivo e spirituale giungano alle stesse conclusioni. Non è abbastanza per capire che quella indicata è la strada giusta? Che con questa visione possiamo colmare lo spaventoso vuoto lasciato dal fallimento di tutte le ideologie finora conosciute, da quelle religiose, al capitalismo/consumismo e al comunismo? E nel contempo scoprire come sia possibile rimediare ai catastrofici danni da loro arrecati? Osho, come Goleman, il Dalai Lama e tantissimi altri ricercatori su di un diverso uso della nostra mente e del nostro cuore, indicano nella sintesi tra oriente ed occidente, nel corretto uso dei due diversi approcci e in un nuovo paradigma culturale la strada per sviluppare pienamente le nostre potenzialità, finora usate solo sporadicamente. Ed è questa sintesi che vorrei usare per ipotizzare un futuro possibile, ben diverso da quello finora conosciuto e indicato dal “Sistema”, dalla pubblicità o dai romanzi di fantascienza. Tutti cambiano forme e dettagli, ma disegnano sempre la stessa umanità, come quella attuale o di migliaia di anni fa, vittima dei suoi difetti e delle sue debolezze, sempre ordinata in gerarchie, in ricchi e poveri, in dominanti e dominati, ancora divisa nel genere maschile/femminile, che pretende di portare pace con la guerra, di ispirare nei cittadini di ogni nazione rispetto degli altri con la violenza e le punizioni, anziché con l’esempio e la disponibilità, come se fosse possibile ispirare amore in qualcuno investendolo di odio. E' l'esempio, il comportamento, il metodo che conta, che viene appreso, non il messaggio; se il metodo è violenza, come può trasmettere pace?

sabato 17 gennaio 2009

Goethe

Un uomo, fin tanto che non prende posizione, può tornare sui suoi passi; e così facendo non combinerà mai nulla.
Dietro la capacità di agire (e di creare) c'è un'unica verità, la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi progetti:
<Aiutati che il ciel t'aiuta>.
Tutto viene in aiuto di chi altrimenti non sarebbe mai stato aiutato.
Dalla decisione scaturisce una catena di eventi, e in soccorso di chi decide intervengono accadimenti inaspettati, incontri e sostegni materiali tali che nessuno ha mai sperato di trovare sul proprio cammino. Qualunque cosa tu possa fare o sognare cominciala.
L'audacia porta con sé il genio, la magia e la forza.
Comincia subito.


- Johann Wolfgang Goethe -

sabato 27 dicembre 2008

Desideri...

Io desidero
che ogni essere umano di questo pianeta
nasca e viva nell'Amore
che gli sia garantito il nutrimento
con cibo sano, prodotto localmente
che possa dissetarsi e lavarsi
con acqua pulita
che abbia vestiti con cui proteggersi
e una casa che gli dia riparo e caldo o fresco
a seconda delle stagioni
dove vivere serenamente e in pace
da solo, con la sua famiglia
o con chi gli è caro
in comunione e armonia con altra gente
del suo popolo o straniera
lavorando quanto serve e secondo le sue attitudini
per se stesso e per donare agli altri

Desidero che ad ogni individuo siano garantito l'accesso all'informazione
il diritto ad una libera istruzione
all'educazione del suo corpo, della sua mente, della sua anima
a poter viaggiare nel mondo, per trovare i suoi fratelli, le sue sorelle
per scoprire come ovunque c'è amore, bontà e bellezza
e capire che la diversità fa parte della vita
che siamo tutti figli di una Madre Terra e di un Padre Celeste

Desidero che ad ognuno sia garantito di esprimersi liberamente
affinché si sviluppi tutto il suo potenziale
e sbocci il fiore che è destinato a diventare
e che ognuno di noi sia difeso
da quelle persone che per mancanza di amore e per paura
vedono il mondo diviso in bianco e nero
in giusto e sbagliato
capaci per questo di far del male per far del bene
di seguire tradizioni, religioni, comportamenti limitanti
che dividono se stessi, e gli altri
che giudicano, escludono, separano la gente
io desidero che si risveglino dalla loro cecità
che aprano il loro cuore all'amore e all'accettazione
perché solo allora saranno liberi
dai muri che hanno costruito
che imprigionano se stessi e gli altri

E desidero
che quelle persone che vivono attaccate ai soldi, al potere, agli oggetti
che adesso fanno del male, distruggono, rubano e uccidono
inconsapevoli di essere immersi nell'Amore
di avere dei legami con tutto e con tutti,
siano rese inoffensive e amate, protette da se stesse
affinché capiscano quanto sia facile essere felici

Io so che questi desideri sono gli stessi di tutta quella gente
che sa cos'è l'Amore, la Libertà, la Vita
e so che non sarà facile realizzarli
che sarà necessario talvolta
usare la forza, difendersi e aggredire
ma i conflitti fanno parte del gioco della vita
della trasformazione e dell'evoluzione

So che ignorando i problemi questi aumenteranno
e accettando la lotta, cogliendo le opportunità, rinunciando alle certezze
faremo e otterremo molto di più che in qualunque altro modo
e non avremo vissuto invano
ma pienamente, con coraggio
in sintonia con l'Universo
il cui significato per me è "una sola strada"*
quella della Creazione
verso la Vita, l'Amore, la Libertà

Ma ci si può opporre, andando contro la corrente
o restare indifferenti e vivere, senza accettare la sfida
e così morire prima del tempo,
pur respirando per tutta la vita...

* Il termine romano "universum" significa "volto in una sola direzione"

Germano Caputo