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martedì 7 giugno 2011

Le cose sono molto semplici

La quasi totalità delle attività che svolgiamo vengono svolte mediante transazioni monetarie così come il godimento di quanto la Natura ci dona in abbondanza e senza chiedere nulla in cambio.

Chi crea il denaro dal nulla e lo mette in circolo, con la complicità dei governi e della Chiesa, decide anche le regole per il suo utilizzo, le quali fanno in modo che per ogni moneta messa in circolazione con gli interessi ne ritornino di più, ma questo è impossibile: se in una cesta metto dieci sassi, non ne posso chiedere dodici con gli interessi. Il risultato è che per vivere dobbiamo lavorare e sottometterci alle regole del mercato, diventando schiavi di fatto.

All'impossibilità dei cittadini, delle imprese, dei governi di restituire il denaro che non esiste seguono debito pubblico, crisi economica, tagli ai servizi pubblici e sociali, tasse, espropri, pignoramenti. In pratica tutto ciò che esiste al mondo ( che appena qualche migliaio di anni fa era di uso pubblico, di chi risiedeva nel luogo di nascita e se ne prendeva cura, pena la sua estinzione) finisce per diventare proprietà di chi detta le regole del gioco.

Siamo nati e abbiamo vissuto per milioni di anni nella libertà e avendo da Madre Terra tutto ciò che ci occorre per star bene e prosperare, e in pochi millenni, negli ultimi decenni in particolare, il Sistema Dominante è riuscito a creare miseria dall'abbondanza, morte dalla vita, guerra dalla pace, odio dall'amore, solitudine dalla compagnia.

A breve tutto diventerà privato: da dieci sassi non è possibile restituirne dodici. E le persone che decidono della nostra vita, nei governi e nella finanza non sono cattive: sono malate, ma pericolose, hanno personalità psicopatiche.

Dalle loro torri dorate i potenti godranno i risultati del loro lavoro: osserveranno una moltitudine di poveri in lotta tra loro, e i più deboli schiacciati dai più forti: anziani, madri, donne, bambini prima di tutto; sta già accadendo intorno a noi, basta guardarsi intorno nella quotidianità.

L'unica via di uscita è la nostra comprensione di tutto ciò, e la decisione di unirci per cambiare radicalmente le cose, costruendo una società basata sull'amore, la solidarietà, il rispetto, la diversità, l'equità, la località.

Il denaro non si moltiplica, la Vita si; le relazioni e i rapporti umani arricchiscono, non il potere e gli oggetti tecnologici che ci invogliano a comprare...

Invece di cementificare ed inseguire il mito dello sviluppo, della crescita, del benessere tramite la ricchezza, dobbiamo seminare piante, alberi, fiori, invece di lavorare per guadagnare di più e trasformarci in automi che seguono le mode, la tivù, le piacevoli distrazioni e illusioni che ci offre il mercato dobbiamo riunirci per costruire un mondo diverso, ispirandoci, obbedendo, rispettando chi ci ha donato la vita e ha fatto di questo ammasso di materia che gira intorno al sole un pianeta brulicante di Vita, Amore, Libertà e Bellezza, i nostri genitori planetari, coloro cui si riferisce Gesù nel Vangelo Esseno, quando dice: "Onora il Padre Celeste e la Madre Terra".

sabato 15 gennaio 2011

FIAT

Fiat.... chi continuerà a guadagnarci, con o senza investimenti?

Cogliamo l'occasione del referendum, mettendo da parte i suoi effetti e ragioni, per guardare le cose da un punto di vista più distante e complessivo.

Dove sono andati a finire gli astronomici profitti della vendite della Fiat dell'ultimo secolo?Gli operai e impiegati ci hanno potuto campare e tirare avanti, magari anche comprando casa ma dovendo lavorare in due per mandare avanti famiglia, a differenza di 40 anni fa, bastava lavorasse il marito.

E gli Agnelli e gli azionisti? Il suo patrimonio alla morte può essere valutato da un minimo di 3 ad uno molto possibile di quasi 20 miliardi di euro ben occultati, basta che giriate in rete per accertarvene. E poi bisogna aggiungere i vari manager e amministratori delegati i cui profitti potete facilmente trovare: milioni di euro.

Riassumendo... da un business e come quello dell'auto in questi anni migliaia di famiglie, poche generazioni, hanno solo potuto avere un reddito decente mentre pochi eletti hanno accumulato fortune immense che noi comuni mortali non accumuleremo in centinaia di vite, e ci stanno anche litigando sopra, dopo la morte del Patriarca!

Eppure sono soldi nostri: da consumatori e clienti, da investimenti pubblici prelevati dalle nostre tasse, per di più impiegati male, perché in Cina sono presenti da anni tutti i marchi più importanti esclusa la Fiat, per la quale innovazione significa sempre la stessa cosa: ridurre il costo dei lavoratori. Senza contare i danni ambientali che il mercato e il mezzo procura che ricadono sulla collettività e che dovrebbero essere sottratti da chi ha accumulato patrimoni immensi esternalizzandoli.

Ma vi sembra un sistema economico tollerabile?
Quanto ancora vogliamo subirlo, come ingiustizia sociale?
Quanto ancora possiamo subirlo come degrado ambientale?
Che differenza c'è tra gli antichi e moderni imperi basati sulla monarchia, un dittatore e la schiavitù, e questo modello di economia malata?

Quando vogliamo pensare e costruire una società che sia fondata non sul lavoro (unica pecca della Costituzione) ma sulla solidarietà, sulla mutualità, sul rispetto della Vita e sulla Natura, senza la quale non possiamo vivere?

mercoledì 10 novembre 2010

Rivoluzioni pacifiche e trasformazioni vincenti

Mi è capitato di leggere un articolo: “Manipolazione mediatica, le dieci regole”(*vedi in fondo) , elenco stilato da Avram Noam Chomsky, uno dei massimi intellettuali americani impegnati contro l’egemonia Statunitense negli USA e nel mondo. E’ un documento quasi shoccante, per dettagli e veridicità, a conferma di quanto molti di noi hanno compreso, di come siamo schiavi di un Sistema di dominazione e condizionamento mentale oltre che fisico in altri modi.

A mio avviso la migliore fotografia delle forze che agiscono a livello macro rimane quanto Riane Eisler espone del suo libro “Il Calice e la Spada” individuando storicamente, indipendentemente dalle forme esteriori, la sostanza di due schemi agenti in ogni società, emanati, riflessi e assorbiti da ogni individuo e che si sviluppano collettivamente: il modello pacifico, cooperativo, che unisce, chiamato Mutuale, e quello violento, competitivo, che divide, chiamato Dominante. Ovviamente quest’ultimo, violento e spietato, ha la meglio su quello Mutuale, pur inglobandolo e usandolo per i suoi fini.

Una volta compreso ciò le reazioni possono essere diverse. Ci si può rassegnare all’accettazione del Sistema, con tristezza, sconforto o persino positivamente, godendo il più possibile di quel che ci viene lasciato godere. Oppure si può reagire violentemente, cosa che non risolverà nulla, perché già previsto e inutile, data la forza di repressione disponibile del Sistema.
Altrimenti, si può quindi accettare la nuda e cruda realtà, senza abbandonarsi alla disperazione e reagire con intelligenza, come fa Chomsky e migliaia di altre persone impegnate in ogni ambito, conosciute e non; come Vandana Shiva o Roberto Saviano, solo per fare due nomi, e tante altre a noi vicine o lontane, più o meno famose.

Perché sebbene tutto ciò sia drammaticamente vero è altrettanto vero che il futuro non è scritto da nessuna parte, e per quanto il Sistema sia forte e onnipresente non è infallibile, lascia margini di manovra, ha dei punti deboli, ma soprattutto rappresenta la sfida, la spinta a reazioni innovative, impreviste, creative, che possono portarci verso la sua sconfitta. Non siamo soli in ciò, siamo milioni che agiscono in maniera indipendente in ogni luogo della Terra, spesso ottenendo piccole vittorie che fanno ben sperare. La perdita della speranza è un altro degli strumenti del Sistema, il farci credere che sia imbattibile, mentre è molto, molto più vulnerabile di quanto ci appare. Casomai il problema più interessante secondo me è con cosa sostituirlo, perché evidentemente sfrutta con abilità le nostre debolezze e bisogni per alimentarsi e sostenersi.

Una di queste possibilità consiste nel lavorare sia individualmente che insieme in modo esattamente contrario a quello che ci tiene imprigionati, oltre ad usare con saggezza la mente ed il cuore, la forza e l’arrendevolezza. Personalmente faccio nel mio piccolo ciò che posso, qualcosa di nuovo e lavorare diversamente, impiegando le mie mie energie prioritariamente nel costruire oltre che nel contrastare, perché questa è una delle strade vincenti da percorrere.


* Manipolazione mediatica, le dieci regoleNel tentativo di strappare la maschera gioiosa del mostro tentacolare che ci ruba l'anima, Avram Noam Chomsky ha individuato i dieci comandamenti che drogano le menti, ammaliandole, confondendo in loro ogni percezione, rimescolando realtà e fantasia, evidenza e costruzione illusoria.
29 settembre 2010 - Avram Noam Chomsky - Fonte: byoblu.com


1- La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. “Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).


2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.


3- La strategia della gradualità
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.


4- La strategia del differire
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.


5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).


6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione
Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti….


7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".


8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti...


9- Rafforzare l’auto-colpevolezza
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!


10- Conoscere agli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

domenica 7 novembre 2010

La gazzella, il leone, ed altro*


Avete mai letto la storiella della gazzella e del leone?
- Ogni mattina in Africa, una gazzella si sveglia, sa che deve correre più in fretta del leone o verrà uccisa. Ogni mattina in Africa, un leone si sveglia, sa che deve correre più della gazzella, o morirà di fame. Quando il sole sorge, non importa se sei un leone o una gazzella: è meglio che cominci a correre. -
Io la scoprii per caso mentre aspettavo per un colloquio di lavoro in un'azienda veneta, ma posso immaginare che sia affissa in molti luoghi dove lavorano le cosìdette “persone di successo”, che si sono “fatte da sole”, che lavorano sacrificandosi (e sacrificando altri) al dio denaro, in ogni parte del globo.
Secondo me rivela una idea della realtà distorta che ben si sposa con quella che questo modello dominante ci inculca: che bisogna lavorare affannosamente, competere, lottare, uccidere per non essere uccisi, idea affine al concetto cattolico del mondo come “valle di lacrime”.
Certamente non è un mondo tutto pace e amore e non lo sarà mai perchè i conflitti sono un meccanismo necessario all'evoluzione, ma noi non siamo né leoni né gazzelle, che comunque non passano la loro intera esistenza in corsa, perchè la Natura è molto più intelligente ed equanime nel suo operato di quanto farebbe chi ha ideato questa storiella.
Ma soprattutto noi, a differenza degli animali, abbiamo la possibilità di scegliere. La realtà è ciò che noi crediamo che sia, ciò che noi desideriamo che sia, nel senso che nell'ottica di trovare del bene o del male noi cerchiamo e troviamo, agiamo e reagiamo di conseguenza. Perciò c'è chi nella vita ha quanto vuole di bene e altri non riescono ad averlo perchè in realtà cercano e trovano solo male, problemi e sofferenza.
Da qui il fondamento del concetto di pensiero positivo, per cui scegliendo i nostri pensieri possiamo creare e avere ciò che desideriamo.
In risposta alla parabola seriosa e del “Homo capitalisticus” propongo la mia più ludica, riflettendo sul fatto che come ci sono persone che rinunciano alla vita per il lavoro ci sono persone che rinunciano (per scelta o per forza) al piacere di “altro”.
Ogni riferimento a fatti o persone reali è puramente casuale... 

Eco-logi(c)a del corpo umano
Da qualche parte un uomo solo si sveglia al mattino e, dopo aver notato la solita durezza di una parte del proprio corpo pensa:
- Che cazzo! (letteralmente)
- Quanto ben di Dio (Priapo) inutilizzato...
In un altro posto una donna sola si sveglia al mattino e, dopo aver notato il solito liquido trasparente in una parte del proprio corpo pensa:
- Che gnocca! (letteralmente)
- Quanto bene della Dea (Sheela na Gig) inutilizzato...

Morale: Fate l'amore non fatela guerra (e non vivete per il lavoro). Il mondo sarà migliore e sarete più rilassati!!!

*Tutti i diritti (del cazzo) riservati. ;)

giovedì 14 ottobre 2010

DECRESCITA FELICE E POLITICA

I tentativi di agire politicamente dal basso degli ultimi anni, compresa la proposta al Movimento per la Decrescita Felice, mi hanno spinto a scrivere questo articolo che spero giri il più possibile in rete.

Sono un sostenitore della Decrescita fin dai suoi esordi e anche prima, come sicuramente tantissimi di voi che hanno semplicemente ritrovato in essa quanto già compreso e qualche volta messo in pratica autonomamente.

Sorvoliamo su cosa sia, lo sappiamo bene, anzi, lo sentiamo dentro di noi, una voce interiore ci dice cosa è giusto e cosa è sbagliato, una voce che, da Pagano quale sono, non è altro che quella di Madre Terra di cui noi siamo figli e manifestazione.

Ciò di cui voglio parlare riguarda la politica che può scaturire dal movimento per la Decrescita. Comincia a delinearsi chiaramente, in ognuno di noi e in un più vasto movimento globale spontaneo (la Moltitudine inarrestabile: http://www.youtube.com/watch?v=3z9uyQ6rRNw) il baratro verso cui siamo diretti e la via d'uscita rappresentata da una nuova visione della vita, interiore e di conseguenza collettiva, di una società diversa di cui siamo portatori. Una visione che ci indica la strada giusta per raggiungere livelli di benessere collettivo, prosperità, armonia, mai raggiunti prima dalle comunità umane. Purtroppo però non si vede come sia possibile riuscire a realizzarla in maniera più efficace di quanto si possa fare in un singolo progetto locale come una Comunità, un Eco - villaggio, un Gruppo di Acquisto o un Circolo della Decrescita.

Sappiamo benissimo che dal basso la spinta al cambiamento c'è, è forte, è in continua crescita, ma il problema consiste nel farla penetrare alle alte sfere, nei luoghi di potere e decisione reali, che sappiamo tutti avere altre visioni della vita e altri intenti, progetti che comprendiamo, anche se non vengono svelati o sono camuffati dietro belle parole. Capiamo cosa vuole qualcuno da ciò che fa, non da ciò che dice. E abbiamo chiara cognizione di ciò in sintesi vuole chi ha il potere: la dominazione totale e assoluta delle masse con ogni mezzo e con l'uso della forza.
Il punto critico nel trasformare la società ai miei occhi perciò diventa il seguente.

Intuiamo che le forze di questa moltitudine se fossero unite e dirette politicamente sarebbero determinanti nell'effettuare il cambiamento radicale dall'alto. Ma abbiamo anche il timore (io ne ho la certezza) che se tutto ciò avvenisse con un modello tradizionale a struttura piramidale (creazione di un partito e concentrazioni di potere nelle mani di singoli individui), una volta raggiunti determinati risultati, si verificherà la solita decadenza morale per cui chi ha la delega a guidarci tradirà i valori che rappresenta e diventerà parte del Sistema.

Non lo dico per mancanza di fiducia in un qualunque essere umano o di chi opera in questo movimento, dagli animatori e fondatori all'ultimo dei nuovi arrivati pieni di energie e speranze. Lo dico perché l'ho letto nella storia e l'ho constatato nell’esperienza, globale e locale di partiti, associazioni e movimenti. Conosco bene, ma la conoscete anche voi, la condizione di vulnerabilità dell'animo umano: ciò che ci rende migliori, la bontà e il dispiacere per la sofferenza altrui, è anche quanto ci rende più deboli e fragili rispetto a chi è senza cuore.

Chi ha il potere ha metodi di persuasione tra i più raffinati mai concepiti e messi a disposizione del genere umano nella storia. Metodi che, uniti alla spregiudicatezza nell'uso della violenza, rendono impossibile a chiunque resistervi a meno di sacrificare la propria vita. E nessuno di noi adora gli eroi morti o le persecuzioni, perché il desiderio che ci muove è la ricerca della felicità e del benessere personali, oltre che collettivi, e chiunque preferirebbe vivere una vita discreta, perfino in schiavitù o in condizioni disumane (i campi di concentramento nazisti ne sono stati una prova), piuttosto che morire da eroe e perdere la straordinaria opportunità di godere del nostro meraviglioso viaggio in un corpo umano su questo pianeta, nonostante tutto.

Perciò a questo punto in cui abbiamo sicuramente le forze per opporci al Sistema, è importantissimo e vitale non farci mal consigliare dalla fretta, com’è accaduto al Movimento 5 Stelle, che a mio avviso non otterrà grandi risultati perché è una “comunità virtuale” la cui “comune-unità” viene da fuori, dall'esterno, per reazione, e quindi comprende una eterogeneità di persone e visioni che rende impossibile un linguaggio comune profondo ed una reale unità. Ben diverso è quanto accade nella Decrescita (e nei movimenti spontanei della “Moltitudine inarrestabile”) la cui “comune-unità” viene dalla consapevolezza interiore di ogni persona, che successivamente cerca altri individui con cui unirsi per trarne, e offrire, forza.

Per cui, mai come adesso, piuttosto che sbagliare è meglio non agire, aspettare, pur soffrendo per quanto vediamo e subiamo intorno a noi. Piuttosto che bruciare la straordinaria occasione che abbiamo in questo periodo storico, è meglio continuare a lavorare culturalmente.

Meglio partire in ritardo nella giusta direzione che partire subito in quella sbagliata. Meglio usare le risorse che usa la permacultura, applicandola in politica e nella società: intelligenza, osservazione, progettazione, sperimentazione. E come ho scoperto da poco, più importante del trovare una risposta è porsi la domanda giusta, atteggiamento a cui non siamo culturalmente preparati anche perché l'emotività e la paura ci spingono a trovare soluzioni immediate per placare l'ansia.

Perciò, come per un problema matematico o un quesito scientifico, invito tutti a porvi la domanda: “Come si può strutturare un sistema di rappresentanza politica con sistemi di autoregolazione? Un sistema che abbia degli strumenti di autocontrollo che impediscano ad ogni sua cellula di degenerare o infettarsi e minare gli scopi per cui esiste?”

Intanto continuiamo a studiare, supportare e valorizzare quelle piccole realtà che simulano società in scala ridotta, per poi applicarne i risultati positivi in scala più ampia... sta già accadendo: ogni Eco - villaggio o Comunità lo sta facendo, inconsapevolmente.

Questo è quanto volevo comunicare nella speranza di essere utile nel processo che ci vede coinvolti. Non ho la presunzione di offrire soluzioni miracolose. Personalmente intendo dedicarmi alla divulgazione dei modelli culturali scoperti da Riane Eisler (Il Calice e la Spada) che individuo chiaramente agire nelle società: quello di dominazione, attualmente imperante, e quello mutuale, che desideriamo come risultato della trasformazione sociale noi della “Moltitudine”.

Se mettete da parte le apparenze esteriori e di forma (colore politico e di pelle, ricchezza e proprietà, ideologie, religioni, ecc) vedrete in ogni struttura sociale, dalla coppia alle nazioni, e in ogni azione individuale la sostanza di uno di questi due modelli, che altro non sono che manifestazioni estese della dualità e polarità dell'esistente: yin e yang, maschile e femminile, notte e giorno, vita e morte, ecc.
Altresì, oltre alla comprensione e studio dei due modelli, desidero anche offrire modalità concrete di sperimentazione del modello gilanico e mutuale in un'ottica di lavoro in rete con quanto già esiste. Chi comprende quanto descritto e si ritrova in ciò che desidero costruire può contattarmi.

Spero di avervi offerto un messaggio di speranza, affinché quel meraviglioso processo chiamato Vita possa guidarci verso la strada della evoluzione e del progresso, umano e terrestre.
Un augurio e saluto d’amore, a tutti voi: fratelli e sorelle, a Madre Terra e Padre Celeste

Germano Caputo Licastro
nodo.decrescita.modena(@)gmail.com

giovedì 22 aprile 2010

CRISI: domande per trovare soluzioni

Mentre i nostri politici litigano, tanto sono lautamente pagati e godono di privilegi e pensioni garantite dopo due anni di legislatura, l’Italia è divisa in chi ha poco o nulla, chi ha abbastanza (entrambi destinati ad avere sempre meno) e una minoranza di eletti che ha già troppo e continuerà ad arricchirsi oltre ogni misura. Vi sono poi una miriade di ulteriori divisioni: di genere, di sessualità, religione, colore, regione, partito, ecc.

Si delinea un fosco futuro per la stragrande maggioranza di noi. Arriva la guerra dei poveri, la lotta per la sopravvivenza, la legge dei più forte, come hanno fatto in modo che sia i nostri politici, tutti.

Ciò che vorrei fosse chiaro è che questa crisi, con i suoi effetti, è una fase di transizione voluta, calcolata, strutturale, ricorrente di questo modello economico e di sviluppo.

E questo modello, a sua volta, è la conseguenza sociale di un paradigma culturale che tutti noi adottiamo; in parte coscientemente, in parte indotto dai media e dal sistema, da quelle persone che realmente hanno potere nel mondo, che non sono politici o cittadini comuni, ma una ristretta cerchia di eletti che possiedono la quasi totalità del denaro, reale e virtuale, circolante nel mondo.

Grazie a questa fase di recessione il loro potere aumenterà esponenzialmente, i nostri diritti e conquiste civili diminuiranno, i beni pubblici, le terre, il pianeta stesso e persino la vita (brevettabile) e tutto ciò che è bene comune o per il bene comune, diventerà proprietà privata.
Una ristretta cerchia di persone diventerà, a breve, padrona del mondo, letteralmente e legalmente.
Questo è la nuda realtà. Per quanto sia dura, triste, scomoda, non è ignorandola che ognuno di noi può sentirsi meglio o al sicuro dal subirne le conseguenze.
Ma io non scrivo per offrire soluzioni, bensì per sollecitare a porvi delle domande, di cui potrei anche conoscere le risposte, che però non hanno valore se mostrate, ognuno deve trovarle da sè.
Chi sono le persone che davvero hanno potere nel mondo, che decidono della nostra vita e sulla nostra pelle?Qual è il loro paradigma culturale?
Come vedono il mondo e chi ci abita?E perché agiscono in questo modo, perché sono così desiderose di denaro e potere?

Queste sono domande importanti. Ma ve ne sono altre. Bisogna capire qual'è il problema, non cercare il colpevole.

Chi siamo noi, come individui, cittadini e umanità intera?
Quale la nostra vera storia recente e remota?
Intendo quella in cui non vengono censurate le donne che hanno contribuito quanto gli uomini alla scienza e ai progressi sociali, quella di quanti hanno compiuto opere straordinarie per amore e altruismo e non le solite sanguinose lotte di potere che insegnano a scuola.
Sono esistiti modelli sociali diversi, pacifici, solidali, rispettosi della vita, dell’ambiente, della Natura?
E come mai quelle persone che hanno il potere riescono, oltre a costringere con la forza, l’inganno, il bisogno, lo sfruttamento, anche a contagiare con la loro visione malata così tanta gente?
Addirittura a far credere alle stesse vittime del sistema che questo sistema economico, sociale, politico è il migliore dei sistemi possibili?
Come è possibile convivere in armonia nonostante le diversità, imparando ad coglierne le opportunità di crescita che offrono?
Come possiamo essere l’un l’altro amorevoli e solidali?
Dalla semplice ricerca di risposte a queste domande scaturiranno infinite possibili soluzioni ai nostri comuni problemi e alle molteplici ingiustizie e violenze che caratterizzano la visione imperante nel mondo adesso: quella dominatrice, gerarchica, competitiva, di separazione e divisione, di crescita senza fine.

La forza di chi adesso ci manipola infatti deriva dalla inconsapevolezza e ignoranza di chi siamo, di quale è il nostro immenso potere, dalla incapacità nel porsi queste domande e di trovare delle risposte.

Oltre alla ignoranza chi ci governa si ispira all’antico detto latino: “Divide et impera”. Per spezzare le catene che
ci tengono imprigionati da millenni è necessario quindi applicare esattamente l’opposto: anziché “Dividi e domina”, “Unisci e lascia liberi”.

E' il momento di ribaltare la situazione, di far emergere il nostro spirito combattivo e ribelle, di ritornare Liberi e ridare Potere alla Vita, all'Amore, a Madre Terra.
Vi Veri Veniversum Vivus Vici

Germanus Caput - http://germanuscaput.blogspot.com/

domenica 18 aprile 2010

Agorà, la vera natura della chiesa cattolica

Ipazia di Alessandria, SPELLATA VIVA dai parabolani, CRISTIANI
che, come ronde naziste, attaccavano pagani, ebrei e cristiani. La vera
anima della CHIESA, che spiega l'intolleranza verso chi non si adegua al
suo volere. Pretende di dirci che dio seguire, chi, come e quando fare
sesso e amare, come curarci e morire. Sono personalità malate, con il
potere di una istituzione millenaria che ha IMMANI CRIMINI sulla coscienza...

mercoledì 16 dicembre 2009

Ora più che mai...

...analizzando quanto accaduto, osservando le rezioni della gente ed il rischio concreto di una forte limitazione delle libertà, capisco che i media sono la chiave del potere più di quanto noi possiamo immaginare e che vengono usati per trasmettere messaggi di tipo subliminale ed emotivo.

Chiunque, pur tra l'informazione filtrata, con la razionalità capirebbe come stanno le cose confrontando parole ed atteggiamenti dei vari personaggi.

La comunicazione emozionale è la chiave per governare le masse sia a livello nazionale che internazionale; vale anche per la farsa di Copenaghen, il terrorismo, la crisi finanziaria strutturale, le fantomatiche epidemie, l'11 settembre, ecc.
Avete mai sentito parlare di "intelligenza emotiva" (Daniel Goleman)?

Si tratta di "marketing" avanzato usato in settori diversi dalla vendita, solo gli esperti lo sanno e persino la maggioranza di noi ignora che dietro di loro (e di mister B.) c'è una equipe di prim'ordine in questo senso.

In Italia abbiamo solo una estremizzazione di ciò che avviene a livello globale, e il problema non è un Berlusconi, ma il livello culturale e la dipendenza psicologica/emozionale di una parte consistente della società, quel 15-20% circa, che basta a tenere in scacco il restante, il quale, pur essendo maggioranza contro, è diviso.

La chiave di svolta quindi siamo noi: la forza di un regime è direttamente proporzionale alla incapacità del suo popolo nell'unirsi.

Viceversa, più cresciamo individualmente nel gestire pensieri ed emozioni, più riusciamo a relazionarci costruttivamente e più possiamo collettivamente trasformare la società.

Cambia te stesso per cambiare il mondo...

venerdì 2 ottobre 2009



Democrazia della Terra, Decrescita, Economia Solidale e Gilania: o tutto o niente

Nella mia limitata esperienza di associazionismo le donne sono molto presenti e attive. In associazioni animaliste quasi la prevalenza. Nel Gruppo di Acquisto Solidale poco meno.

Però penso che gli uomini, tutti ed in qualunque contesto, più che applicare le forzate quote rosa, dovrebbero smettere di ripararsi dietro il fatto che le donne rifuggono la politica e di farsi protagoniste, e tirarle dentro a forza. Gli uomini dovrebbero chiedere loro di più e ascoltarle con attenzione, imparare dal loro modo di vedere e agire, perchè siamo due mondi diversi, ma complementari, che si integrano: senza l'uno non esisterebbe l'altro, e viceversa.

Come ha ricordato Vandana Shiva in uno dei suoi tanti interventi a Bologna, la cultura dominante opprime la Natura e gli animali come opprime la donna, c'è una grande affinità tra le donne e la Natura, la Madre Terra: entrambe sono portatrici di Vita.

Non a caso per milioni di anni l'umanità in ogni dove ha venerato la Terra come la donna perchè fertile e feconda, donatrice di vita. Statuine della Dea, di donne gravide, di ogni forma e dimensione, sono state ritrovate in tutto il mondo, e sono state venerate fino a quando la società mutuale non è stata sopraffatta da quella dominatrice, quella che adesso sta portando ovunque morte e distruzione: l'attuale paradigma culturale dominante. Questo infatti ha contaminato le società in tutte le sue componenti: ideologie politiche, religioni, modelli economici e sociali; tutti con gli stessi valori di fondo e "modus operandi" gerarchico, maschilista, autoritario. Da allora il senso di Unità con la Natura e l'Universo è stato sostituito dal messaggio di separazione e dualità divino/terreno, l'amore ed il rispetto della Vita sono stati sostituiti dall'esaltazione della forza e dall'adorazione della morte; il piacere sacro sostituito dal piacere peccaminoso, la mutualità dalla competizione, la pace dalla lotta permanente verso tutto e tutti, e così via... Lo spiega bene Riane Eisler nel libro "Il calice e la spada".

Certo, non esiste solo la donna, l'uomo ottiene successi in altri settori dove le donne non sono portate e il seme maschile feconda l'ovulo femminile... ma chi ha designato la Natura nel difficile compito di conservare la vita concepita per nove mesi, fino alla nascita?

Non sarà per questo che le donne, avendo il mestruo fin da bambine, constatando il loro potenziale creativo, sono più pacifiste e remissive? In quanto sanno più degli uomini cosa è la vita, portandola in grembo e sentendola parte di sè?

Non sarà per questo che le donne si sentono unite alla Natura mentre gli uomini sentono una separazione?

Non sarà per invidia che la metà maschile dell'umanità ha cominciato a sottomettere quella femminile e a considerarla inferiore?

Come per reazione ad un complesso d'inferiorità?

Non sarà per questo che la Chiesa ha bruciato vive e torturato milioni di donne e bambine con l'inquisizione, usurpandone gli uomini il millenario sapere di erboriste, levatrici, astrologhe? E che fino a solo quattro secoli fa considerava donne ed animali sullo stesso piano: senza anima e senza diritti?
Lo sanno tutto ciò coloro che si vantano perchè il cattolicesimo è una religione superiore all'islamismo?

Di questo olocausto di genere poco si parla, lo si nega o minimizza, come lo sterminio di ogni diverso: i nativi d'America, gli zingari e omosessuali nelle guerra mondiale, gli aborigeni in Australia e i Palestinesi ancora adesso, per dirne alcuni.

Solo che quella delle donne non è una minoranza, e questo rende la svista ancora più grave, quasi fosse una inevitabilità la discriminazione del sesso femminile. Non è così...

Natura, animali, donne sono i soggetti più sfruttati e oppressi da millenni. E se da un lato l'aggressività maschile e la sua opposizione e sfida alle forze della Natura sono necessarie per ottenere sviluppo di scienza e tecnologia, d'altro canto è necessario un bilanciamento, un equilibrio, attualmente inesistente, che le donne possono e devono apportare.

La Decrescita e l'Economia Solidale lasciano intravedere un futuro migliore per ognuno di noi, operano per un rispettoso e più equilibrato rapporto, con la Natura e gli animali. Pretendono un'economia a misura d'essere umano, rifiutando un indicatore esclusivamente monetario come il PIL, per misurare il benessere delle nazioni, sapendo che ci sono altri fattori infinitamente più importanti che producono felicità. Invocano la garanzia dei diritti essenziali, praticano già diverse forme di Democrazia Partecipata e dal basso, di Comunicazione Ecologica e gestione dei conflitti.

Ma se non sapremo, noi attori di questo staordinario cambiamento, introdurre tra i suoi valori anche il superamento della divisione di genere e nei suoi obiettivi la realizzazione di una società gilanica, allora il risultato che otterremo sarà parziale, miglioreremo si qualcosa, ma non costruiremo di un futuro davvero egualitario come protremmo invece fare.

Vi esorto a cominciare ad informarvi, autonomamente, su cosa voglia dire Gilania e cosa sono le società mutuali e matriarcali, come avete fatto per il Consumo Critico.

A capire qual'è realmente lo stato attuale delle donne, senza la passiva rassegnazione alla loro discriminazione; quale la loro importanza (censurata e falsata) nella storia e nella evoluzione dell'umanità: http://www.women.it/armonie/index_file/Page2335.htm

Ne scoprirete delle belle. Come Ippazia, scorticata viva per invidia della sua intelligenza. E come per i vestiti, le scarpe e i palloni prodotti da bambini nei paesi dove stiamo esportando il nostro modello di ""Sviluppo", il "Progresso" e la "Civiltà", vi chiederete come avete potuto fino ad ora ignorare tutto ciò, sull'altra metà dell'umanità.

Perchè non si potrà mai e poi mai creare una società giusta, equa, pacifica, se non saranno rappresentate nella giusta misura tutte le parti in causa: produttori e consumatori, cittadini e istituzioni, natura ed animali, donne e uomini (e perchè no, bambini e bambine, come insegna Alexander Neil, ne "I ragazzi felici di Summerhill").

PS: Autrici consigliate: Riane Eisler (http://www.partnershipway.org/partnership-system/foundational-concepts/what-is-partnership) e Marja Gimbutas innanzitutto. Bibliografia: http://liste.retelilliput.org/wws/arc/res/2009-09/msg00041.html

Germano Caputo Licastro
www.nododecrescitamodena.it



lunedì 28 settembre 2009

"I Decrescentisti: gli eretici del Terzo Millennio"

La religione più diffusa e imperante oggi, a differenza di quel che ognuno può credere (cristianesimo, islamismo, buddismo, ecc) è quella dello sviluppo. Ha tutte le connotazioni di una religione: è basata sulla fede, non è supportata da alcuna base scientifica, anzi è chiaramente irrazionale (perchè in un mondo finito uno sviluppo senza limiti è impossibile), pur avendo dimostrato nei secoli e ultimamente con la sua recente caduta i devastanti effetti sugli individui, nelle famiglie e nelle società, sull'ambiente, quanto sia nociva con il suo "Modus Operandi".

Nonostante ciò continua ad essere in ascesa ovunque e sia governanti, economisti, imprenditori, sindacati, forze politiche di qualunque schieramento, da sinistra a destra, centro compreso, invocano una ripresa della Crescita per uscire dalla crisi che uno sviluppo irrazionale, la cui parola d'ordine è "Crescita ovunque e sempre", fine a se stessa, ha provocato.
E' come voler spegnere il fuoco con la benzina. C'è la possibilità di far crescere qualcosa? Che siano capannoni che rimarranno vuoti, palazzi con appartamenti invenduti, inutili opere pubbliche, autodromi al lato di aree ambientali protette e su falde acquifere, estrazione di ghiaia vicino ai fiumi, depositi sotterranei di gas in zone sismiche, grandi mega complessi ospedalieri inumani e quant'altro offre la possibilità di investire enormi quantità di denaro con la scusa che creerà occupazione e farà crescere il PIL... a prescindere dalla reale utilità sociale, dall'impatto sulla Natura (che è la vera portatrice di vita e benessere) ...tutto ciò è bene, a priori, non è da mettere in discussione, e chi osa farlo è un eretico che si oppone al progresso. Il Verbo e Dio da osannare è la "Crescita".

Coloro che si rifiutano di adeguarsi praticando diversi stili di vita che diminuiscono i consumi, che autoproducono cibo come i nostri nonni, che riparano gli oggetti rotti, che si rifiutano di comprare qualcosa solo perchè è uscito l'ultimo modello o cambia la moda... tutta questa gente è considerata eretica, perchè adora il Diavolo: la Decrescita!

A pochi viene in mente che il PIL, Prodotto Interno Lordo, non misura la felicità e il benessere, come affermato nel discorso di Robert Kennedy il 18 marzo 1968. Pochi sanno, persino tra gli addetti ai lavori, che è ormai ampiamente dimostrato che la crescita economica di una nazione aldilà di certi valori non ha alcuna relazione con l'aumento del benessere e della felicità dei suoi cittadini, e finalmente lo sta riportando all'attenzione dell'Europa il presidente francese Sarkozy commissionando una ricerca specifica per un indicatore diverso.
Ancora meno risaputo è che già da decenni che alcune persone hanno avuto il coraggio di riflettere o mettere in discussione ciò che è comunemente accettato, come si chiese Newton con la mela e osò Galilei con la Chiesa. Alcune di queste persone sono
Ernst F. Schumacher, Ivan Illich, Nicholas Georgescu-Roegen, Serge Latouche, Maurizio Pallante, ed hanno portato avanti una nuova concezione e visione della vita e della società, critica dell'esistente.

Tutto ciò ha dato l'avvio ad un movimento poco visibile ma molto diffuso, persino di individui che non sanno di farne parte, ma la praticano da sempre, un popolo che segue la Decrescita, onorando i nostri nonni e antenati perchè ne riscopre le raffinate ed ecologiche tecniche costruttive, l'artigianato, la preparazione dei cibi, i valori di semplicità, sobrietà, risparmio, buon senso, convivialità.

Questa gente, da quando ha deciso di opporsi al Dio della Crescita, ha scoperto di vivere più felicemente, ha scoperto una vita in cui la ricchezza è data da ciò che i soldi non possono assolutamente comprare: piccoli cose e gesti quotidiani, soddisfazioni semplici, ma soprattutto, relazioni umane improntate all'amore, al rispetto, alla cooperazione, alla mutualità, all'eguaglianza, alla gilania, esattamente a valori opposti invocati dai seguaci del Dio Sviluppo. Costoro non fanno altro che sublimare l'egoismo e stimolare i più bassi istinti umani, in nome della competizione, del libero mercato, adoperano l'inganno, la forza (affiancata alla manipolazione mentale e dell'informazione) per arricchire oltre ogni misura pochi eletti, e proponendo come unico modo per ottenere qualunque risultato la lotta, la guerra, la distruzione; che sia per chi è diverso, chi la pensa in altro modo, o contro lo sporco, le malattie, la povertà, la guerra...
Siamo giunti al paradosso dei paradossi: usare la violenza (perfino preventiva!) per esportare la Democrazia e costruire un mondo di pace! E proclamarci portatori di qualcosa che non pratichiamo neanche nei nostri confini, portatori di "Civiltà" nei paesi "arretrati", del "cosidetto" "Terzo Mondo" affinchè finalmente si trasformino "In via di Sviluppo"...
Quando sappiamo bene che ogni guerra (e noi occidentali siamo in guerra di fatto) e ogni "joint venture", o "investimento" serve solo ad arricchire una minoranza, e ad esportare questo malato modello di società che sta uccidendo esseri umani, animali, ambiente e il pianeta stesso, come un cancro globale.
Il Verbo della religione imperante nel Terzo Millennio è il seguente:

"Il Dio è lo Sviluppo, il Bene Assoluto è la Crescita."
Di conseguenza seguaci del Diavolo sono tutti coloro che si oppongono allo Sviluppo, il Male assoluto è la Decrescita.
Noi decrescentisti quindi, siamo gli eretici del terzo millennio...



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lunedì 24 agosto 2009

Asilo politico da italiani

I presupposti per chiedere asilo politico da italiani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

- Il diritto di asilo è un diritto umano fondamentale definito all'art. 14 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo come diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dallepersecuzioni , non invocabile, però, da chi sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai princìpi delle Nazioni Unite.

- Persecuzione. Si intende per persecuzione l'insieme delle azioni di forza e di atti ostili, diretti contro una o più persone. Di solito le persecuzioni sono rivolte a comprimere un movimento politico o religioso o a eliminare un gruppo etnico o sociale, economicamente, politicamente o tecnologicamente inferiore a un gruppo dominante che si ritiene superiore culturalmente.

In virtù di quanto sopra citato, autorevolmente e correttamente, io come cittadino italiano, ritengo di avere diritto a richiedere asilo politico negli Stati che hanno firmato specifici accordi con le Nazioni Unite, per l'accoglimento dei rifugiati politici, individuando come persecutore "il governo attuale e tutta la classe politica italiana" che promulga leggi indegne di uno stato civile che non proteggono i suoi cittadini, come nel caso del tentato omicidio di un ragazzo a Roma il 23 agosto:

“Secondo il Codice (Penale) l'arresto è consentito in flagranza di reato o in un momento immediatamente successivo a quello di una notizia di reato.”

L'accoltellatore era stato individuato e rintracciato diverse ore dopo il fatto per cui non poteva essere arrestato. Questa non è giustizia, ma i colpevoli non sono i procuratori, quanto i legislatori (i politici) che fanno leggi di questo tenore, come quelle che permettono a chiunque si ubriachi e uccida delle persone, di non fare neanche un giorno di carcere, come se l'unico colpevole fosse chi si fa investire e meritasse perciò di morire. O leggi per cui la truffa non è reato, e per le quali alcune alte cariche dello Stato sono al di sopra della legge, intoccabili.

Questo è solo un esempio tra i tanti, per cui come cittadino non vedo garantito il primo diritto di ogni Stato Civile: quello alla sicurezza, all'incolumità. Mi sento insicuro, insieme alle persone della mia famiglia, nel vivere la quotidianità, non protetto, perseguitato e sottoposto a violenza psicologica in ogni posto e in ogni momento sul territorio italiano, da una classe politica che negli ultimi decenni, indipendentemente dal suo colore, ha messo in ginocchio il potere Giudiziario tagliando i loro fondi e con leggi che non aiutano i cittadini onesti e indifesi, e che proteggono e favoriscono i cittadini disonesti e violenti. IL governo poi, con la scusa della sicurezza mira a militarizzare il territorio e ad affidarne il controllo a ronde di cittadini “virtuosi”, come avvenne in un passato ormai dimenticato.

Tutto ciò ha permesso la vittoria silenziosa della criminalità organizzata, la sua presenza nelle amministrazioni locali e nelle alte cariche dello Stato, nel sistema bancario e produttivo, e l'impunità per le decine di attentati di stampo terroristico o mafioso e stragi di Stato (il nome spiega tutto) degli ultimi quarant'anni, senza risarcire moralmente le vittime e i suoi parenti.

Questo Stato non si pone neanche il problema di rispettare la volontà espressa dai cittadini tramite un referendum di rifiuto del nucleare, tale è la sua arroganza e prepotenza, a ulteriore dimostrazione che “democrazia” per la classe politica italiana è solo una parola di facciata.

E' più corretto parlare di dittatura di una minoranza verso il popolo, di un'alleanza di caste, massonerie, lobby, multinazionali; una dittatura estesa, i cui duci si dividono il potere, si scambiano il posto o lo cedono ad amici e parenti, e fanno affari tra di loro nei Consigli Direttivi delle maggiori aziende private o pubbliche: le stesse persone ovunque o parenti o amici degli amici, compagni di merenda.

Un governo che militarizza discariche di rifiuti tossici, legalizzando l'inquinamento di Stato, in collusione con la Camorra e costruendo “cancrovalorizzatori” con i soldi delle energie rinnovabili.

La stessa classe politica ha inoltre distrutto il sistema sanitario pubblico, scolastico/educativo, l'economia, i servizi pubblici, di energia, rifiuti, trasporti e comunicazioni (rendendoli diritti a pagamento o inefficienti), e ridotto significativamente le libertà sindacali di sciopero e il diritto alla malattia. Insomma ha fatto piazza pulita di tutti i progressi sociali dal dopoguerra ad oggi per i quali tanti cittadini e lavoratori in passato hanno lottato e sono morti.

Altre sì questo Stato non garantisce alcuna libertà di ricerca, sessualità e laicità ed è invece totalmente succube alla ingerenza del Vaticano, così come non è garantita la libertà di stampa e dei media. Per sapere cosa accade in Italia bisogna leggere i blog o la stampa estera: www.italiadallestero.info

In seguito alla presa di coscienza di tutto ciò, io invocherò il diritto all'asilo politico nel paese in cui deciderò di rifugiarmi, per sfuggire ad un governo autoritario e discriminatorio, non solo nei confronti di chi è straniero, di religione o sessualità diversa, ma anche dei suoi stessi cittadini, quando non appartengono alla Casta, alla Massoneria, al Clero, ai potentati economici o alla criminalità organizzata...

Questa è persecuzione, e tutti noi, cittadini italiani, siamo perseguitati politici.

sabato 27 giugno 2009

Terra Madre: lo spreco invisibile.

L’altra sera ho visto finalmente Terra Madre, il film di Carlo Petrini e Ermanno Olmi. Come nello slogan di Slow Food, "Buono, pulito e giusto", in tre parole si concentrano le qualità essenziali di ciò che dovrebbe essere l’atto del mangiare, allo stesso modo nel discorso di Petrini vengono elencate le tre principali caratteristiche visibili della globalizzazione: "Velocità, abbondanza, spreco".
Questi modi di percepire e usare le cose hanno ormai invaso la nostra esistenza in ogni settore. Nel mondo del lavoro, della produzione come del consumo; nella nostra vita privata e pubblica: a scuola, nel tempo libero, nel mangiare, nel fare la spesa… tutto deve essere fatto velocemente, è obbligatorio trovare abbondanza e riportarla nelle nostre case. Conseguenza logica di questi due principi è lo spreco, perché merci sovrabbondanti a prezzi irrisori rendono lo spreco appetibile e fisiologico.
Ma vi è un altro spreco su cui vorrei portare la vostra attenzione. Meno visibile, inconsapevole, ma che colpisce quasi tutti, che viviamo quotidianamente: quello delle nostre esistenze, delle nostre energie, fisiche e emotive, dei nostri talenti e delle nostre potenzialità.
Milioni di persone lavorano senza motivazione, solo perché è indispensabile per sopravvivere, più o meno bene, e non essere emarginati dalla società. Milioni di persone, giovani, anziani, diversamente abili, passano il loro tempo facendo cose banali, meccaniche, studiano in scuole che sono gabbie mentali, che istruiscono e demotivano anziché insegnare ed ducare, oppure da disoccupati o da inattivi, come in pensione, cadono nella depressione più o meno manifesta.
Abbiamo piccole aziende e imprese che vorrebbero investire o avrebbero bisogno di aiuto ma non possono sostenere i costi di un dipendente (soprattutto nell'agricoltura) da una parte; milioni di disoccupati che vorrebbero tanto lavorare dall’altra.
In mezzo uno Stato che con i costi del suo non-funzionamento e la sua propensione a finanziare grandi investimenti, grandi industrie e banche non solo rende impossibile l’incontro tra i mondi dei lavoratori e dei datori di lavoro, ma li ostacola con una giungla burocratica (ambigua) e una tassazione ingiusta e pesante.
Da questo spreco sociale derivano comportamenti deviati, anormali; verso il nichilismo, verso la violenza insensata, le azioni folli o di disperazione di cui la cronaca riporta ogni giorno qualche storia.
Quanto talento, quante energie, quanta creatività sprecata e violata nelle nostri paesi democratici e civili…
Un altro spreco di cui ormai non vediamo più l’insensatezza è la perversa concentrazione di risorse naturali, materiali o finanziarie di proprietà di pochi, utilizzate per aumentare profitti già smisurati anzichè per soddisfare le necessità di tanti. L’accettazione della proprietà privata oltre i limiti del buon senso e la concentrazione della ricchezza sono tra le cause del cancro della nostra società, oltre alla identificazione del benessere con la crescita economica, che finora ha solo prodotto diseguaglianze sociali, insieme ad altre ingiustizie su diritti e libertà.
Finchè il denaro è visto e usato come strumento per facilitare scambi e transazioni libere ed eque, è uno strumento straordinario, potente, come l’energia che permette di avere caldo o freddo, movimento, macchine…
Il denaro è linfa vitale della economia, del mercato, delle società.
E finchè circola liberamente in maniera diffusa produce progresso; ma quando è nelle mani di pochi o non circola per volontà di alcuni produce regresso, stagnazione e crisi. Come adesso.
E qui vedo i collegamento con i Gas. Partecipare ad un Gas può anche farci risparmiare, soddisfare qualche ego, alleggerire le nostre coscienze macchiate dall'essere tra quei fortunati che stanno bene (sulle spalle degli altri)* , permetterci di aiutare qualche produttore, di sentirci utili, solidali, prendendo la spesa per i soci. Ma finchè non capiremo che il denaro non è tabù, è importante, e che dobbiamo dirottarlo verso una Economia Solidale in maniera più massiccia, collettiva, estesa, nulla cambierà. Io credo che il cambiamento culturale di cui noi siamo portatori deve essere seguito da cambiamenti sociali ed economici, di mercato. E questo faciliterà la strada ad un cambiamento di politica, dal basso.

*Sempre Petrini: "Quello che ancora non è chiaro è la portata della nostra complicità, della nostra responsabilità come consumatori singoli in questo mondo così detto sviluppato. In che misura noi siamo complici, di un consumo senza freni."

lunedì 27 aprile 2009

Cittadini del mondo (patria e matria)

La società è in una fase di rapido cambiamento...
...i vecchi schemi non funzionano più. La vita si sviluppa perchè è intelligente, si modifica e adatta alle nuove condizioni ambientali, questo è un modello vincente. Rimanere attaccati ai vecchi schemi in un mondo che cambia ogni istante provocherebbe l'estinzione, la morte.
Gli emigranti per forza sono le cellule di una nuova nuova umanità. Per necessità hanno dovuto abbandonare il posto in cui sono nati e spesso devono continuare a muoversi. Una volta si sarebbero chiamato apolidi, senza patria. Ma adesso le patrie non esistono più. I confini sono fittizi; le idee, i beni, le usanze, le notizie circolano senza più limiti ovunque. Chi crede di poter rimanere incontaminato da tutto ciò si illude inutilmente, ma ha ragione nel voler salvaguardare le proprie tradizioni, per trasmetterle ai figli, alle generazioni future. E questo è possibile se si comprende che il rispetto è necessario per chi è straniero come lo è per chi straniero non lo è.
Perchè come gli immigrati sono i primi cittadini del mondo e portano con sé parte della cultura che li ha visti nascere, così assimilano qualcosa del paese in cui vanno a vivere; e chi li ospita pur ricevendo qualcosa di nuovo ha, a sua volta, da offrire qualcosa di antico. Per chi è ospite quell'antico è nuovo.
Perciò c'è qualcosa di diverso che ci può unire definitivamente: l'esser tutti figli della Terra, Madre e nutrice di vita di tutti noi. La Terra ci appartiene e noi apparteniamo ad essa. Questa verità incontestabile unisce tutti noi, ovunque siamo, nel difenderla, proteggerla ed amarla. Nel far si che la Vita che ha contribuito a creare si sviluppi ancora e non regrediamo distruggendo l'ambiente, la biodiversità, noi stessi.
Quindi chi vive nel luogo in cui è nato condivide con chi in quella terra viene da straniero un valore comune, qualcosa di infinitamente più nobile e superiore: difendere il posto in cui vive, ovunque esso sia e ovunque egli andrà. Ognuno faccia ciò in qualunque patria viva e vada. E tutti vinceranno, anche chi non comprende tutto ciò e vive come se fosse separato dal resto, diffondendo morte, distruzione, sfruttamento verso i suoi simili. E' necessario fermarli, impedire che continuino a far del male agli altri, a noi, a loro stessi.
Ormai i vecchi schemi sono cambiati, fondendosi tra loro e creando una nuova appartenenza: i Cittadini del Mondo. Nel mare o in montagna, tra i boschi o nelle campagne, tra i ghiacci o nel deserto... non siamo mai soli, nostra Madre Terra è sempre con noi, diversamente moriremmo.
Ovunque siate, fratelli e sorelle, noi siamo i figli della Terra. Non siamo mai soli, non siamo più senza patria. La nostra patria adesso è la Terra! Nostra Madre, la nostra Matria...

sabato 11 aprile 2009

Appunti sulle prossime elezioni

Penso che i politici...

dovrebbero confrontarsi continuamente con i cittadini invece di decidere i programmi in sordina e mettercene al corrente a giochi fatti. Questa non è democrazia, ma dittatura con delega rinnovabile. Ogni rappresentante politico, anche se ha avuto voti e autorità per decidere rimane nostro dipendente: scelto da noi, pagato da noi, che spende i nostri soldi. Deve rendere conto del suo operato durante il mandato e non al turno successivo.

Sono convinto che governare anche un piccolo comune è un compito arduo persino per un bravissimo e competente assessore o sindaco, e nella nostra cultura chiedere consiglio ai cittadini o condividere speranze e problemi è visto come segno di debolezza. Non da me, lo considero segno di forza, maturità, saggezza, umiltà. Il leader dall’intelligenza superiore, il super politico o manager che ha sempre la risposta pronta, che non sbaglia mai (figuriamoci chiedere scusa), a cui le masse si rivolgono con occhi sognanti e bocche spalancate per l’emozione è una specie in via di estinzione, anche se non se ne rende conto. Le nuove generazioni sono più critiche e informate.

Nelle mie esperienze di nascita, gestione, coordinamento, collaborazione con diverse realtà di volontariato e nel Meetup ho capito che la strategia vincente è l’inclusione di tutti i soggetti interessati da ogni problema o decisione, altrimenti si generano soluzioni che creano incomprensione, disagio ed emarginazione. Questo modo di governare è il futuro.

Ad esempio più della metà della popolazione è di sesso femminile, tuttavia le donne in politica o nelle amministrazioni non sono rappresentate nella stessa misura, questione superata per alcuni, ma ancora irrisolta, che io vedo non più in termini di oppressione ma di cultura olistica e gilanica. Altresì considero elementi da rappresentare, pur non avendone la possibilità, gli animali e l’ambiente, la natura.
Questa non è una mia visione romantica, ma la realtà: la nostra vita, il nostro benessere, la nostra sicurezza dipendono dalla qualità dell’aria, dell’acqua, del cibo, dal valorizzare e dal comprendere nostre origini, storia, tradizioni, per capire chi siamo e dove intendiamo andare. Quando ho imparato il lavoro e la passione che necessita la produzione del vero aceto balsamico da un pensionato, sono rimasto davvero a bocca aperta. Questo sapere antico ha valore. Ogni posto e ogni Comunità ha i propri saperi, che producono ricchezza culturale, prima che economica. Un popolo senza consapevolezza del suo passato non ha futuro.

Allo stesso modo il benessere dipende anche dallo sviluppo economico, che è importantissimo supportare coinvolgendo banche, imprese, tecnici, istituzioni, associazioni di categoria, con un occhio di riguardo verso i soggetti deboli. Tenendo presente che ogni comune ha dei limiti, non si può costruire all’infinito in una superficie limitata. Si può creare ricchezza e lavoro, anche più che in passato, non solo costruendo, ma trasformando, rinnovando, usando aree abbandonate, facendo manutenzione, migliorando i sistemi di prevenzione e investendo in sicurezza, con una nuova urbanistica per diminuire il traffico e che favorisca la socialità, la convivialità, lo stare insieme, non necessariamente per comprare, vendere o lavorare.

Altrimenti inseguendo lo sviluppo fine a se stesso, continuando senza valori ed una visione globale continueremo a sacrificare cose molto più importanti del denaro oltre alla terra, all’aria, all’acqua, alla natura: la salute, la famiglia, il tempo, l’amicizia, le relazioni sociali… una città deve essere un luogo di benessere oltre che di lavoro, una buon governo deve creare Comunità, favorire la convivenza civile, non solo lo sviluppo economico.

venerdì 13 marzo 2009

Riflessioni sui problemi

Riflessioni su problemi, soluzioni e colpe

Detto giapponese: “Guarda il problema, non la colpa.”

Alla base di quasi tutti i problemi che ci troviamo ad affrontare durante la nostra vita, ha assoluta importanza, mentre viene del tutto sottovalutato, l’atteggiamento che adottiamo.
Infatti ogni volta che ci troviamo di fronte ad un fenomeno che ci procura dolore o sofferenza di qualsiasi tipo, o che va contro la morale comune o che viola le regole della società possiamo reagire in diversi modi. Alcuni aiutano nel risolvere il problema, altri nel complicarlo.

Ad esempio quando viene commesso un reato le forse dell’ordine cercano di individuarne il colpevole, per punirlo con la reclusione in carcere dopo un processo che dovrebbe accertare le sue responsabilità. Ma questo modo di agire quanto è efficace nel realizzare giustizia ed una società dove vivere serenamente?

In Giappone hanno un detto: “Guarda il problema, non la colpa.” Ma l’unica nostra preoccupazione è di cercare il colpevole, affinchè venga messo in condizioni di non nuocere per un tempo limitato, proporzionato alla gravità del crimine commesso. Va bene, abbiamo trovato il colpevole, l'abbiamo giustamente reso inoffensivo parcheggiandolo in un istituto (anche se in Italia accade raramente e non per tutti)… ma abbiamo risolto il problema? Come possiamo risolverlo se non l’abbiamo neanche visto??? E come possiamo vederlo se neanche lo cerchiamo!!!???

Se all’individuo in questione durante la sua permanenza in carcere non viene offerto il modo di comprendere quanto il suo comportamento sia antisociale, o se, pur essendone consapevole, non si tenta di trasformarlo in un cittadino onesto, a cosa serve il periodo di reclusione? Semplicemente ad impedirgli di nuocere per un pò, senza alcuna garanzia che il giorno in cui verrà rimesso in libertà non tornerà a delinquere. Altresì oltre ad intervenire sul criminale bisogna anche interrogarsi sui perché del suo comportamento e di cosa porti le persone a comportarsi in maniera socialmente pericolosa. Questo perché se non individuiamo le cause di ciò, pur avendo reso inoffensivo e punito il colpevole, nulla vieta ad altri individui di agire allo stesso modo, visto che esistono sempre delle cause che originano effetti.

Per cui, anche quando troviamo il colpevole e lo puniamo in questo modo… che abbiamo ottenuto?
Certo, il criminale è stato processato e condannato… ma qualcuno ha subito dei danni, delle violenze, sofferenza… e l’aver recluso l’uno ha sanato l’altro?Quante donne e altre vittime di reati vivono nel terrore perchè chi gli ha fatto del male è ancora in giro?

Se una delle cause è una società che non educa al rispetto della Vita e delle persone, o viviamo in un sistema sociale iniquo, che distribuisce troppo a pochi e a chi ha già tanto e lascia le briciole ad altri, non sarà logico aspettarsi continuamente crimini di ogni tipo?
Se un’altra causa è un sistema scolastico che emargina, che non insegna… l’aver condannato e privato della libertà qualcuno impedisce ad altri di cadere vittime dello stesso comportamento? Se non ci viene insegnato, e ancor più vissuto nei fatti, che ciò che facciamo alla Terra è come se lo facessimo a noi, come aspettarsi rispetto dell'ambiente?

In definitiva, se la questione è culturale, di una società che pensa e agisce superficialmente, irrazionalmente, emotivamente, non è meglio perciò provare a cambiare il paradigma culturale oltre che a reprimere inutilmente?

Infatti queste osservazioni si possono applicare in ogni altro settore della società: la scuola, il mercato; la medicina per esempio. Non avete mai pensato che, così come in natura ogni fenomeno ha una sua spiegazione e dei motivi, che la scienza indaga, anche nel nostro corpo ciò che accade è naturale, ha una spiegazione, un suo motivo di esistere?

Prendiamo un raffreddore… il naso che ci cola, il muco… perché produce muco? Perché si alza la temperatura e ti viene la febbre? Ci sarà un motivo… dopotutto il nostro corpo è infinitamente più intelligente di noi; ci fa respirare senza che ciò dipenda dalla nostra volontà, il sangue circola da solo, migliaia di funzioni vitali avvengono senza che noi ne siamo consapevoli, quindi anche fenomeni straordinari, misteriosi come la febbre o un mal di testa avranno un motivo di accadere.

Forse sono un messaggio, un segnale, un campanello di allarme o addirittura una reazione di difesa per proteggere la nostra salute. Chi non si è mai graffiato, ferito? E il nostro corpo come ha reagito? Ha subito provveduto a riparare il danno. Ma cosa ci offre la medicina moderna? Quasi sempre metodi per eliminare i sintomi, come se, suonando un allarme in una banca, la polizia appena arrivata spegne la sirena e va via perché non suona più. E’ un modo intelligente di agire? Perché investire miliardi e miliardi in denaro da più di mezzo secolo nel tentare ostinatamente di contrastare malattie gravi quando basterebbe molto meno per evitare che si arrivi a soffrirne?

Certo, gli interessi dominano la ricerca e le malattie sono un business. Cosa farebbero tutti quei ricercatori, quelle case farmaceutiche se veramente si scoprissero cure efficaci per le malattie? Ma non hanno tutte le responsabilità, anche noi con la nostra superficialità contribuiamo nel diventare complici di un sistema che esiste principalmente per alimentarsi e perpetuarsi, anziché per svolgere il suo compito.

E quante cose funzionano così? Alcune ONG, le istituzioni, i partiti, le religioni, le strutture finanziarie... ma quanto può durare qualcosa di così tanto innaturale? Dopotutto questo sistema esiste solo da pochi secoli, e nella storia della terra e dell'umanità è un battito di ciglia...

lunedì 9 febbraio 2009

Dio, Englaro e il nostro futuro

Credere in Dio non significa credere nella Chiesa.
(In questo post parlo della Chiesa come "istituzione di potere" separata dai cattolici. Rispetto Gesù e condivido molti suoi insegnamenti dei vangeli apocrifi)
La Chiesa Cattolica è una istituzione di potere millenaria, molto più potente e senza scrupoli di quel che crediamo, che sfrutta abilmente la buona fede di milioni di persone per i suoi scopi di potere.
Non è riconosciuta come Stato, è formata da soli maschi, molti dei quali hanno grossi condizionamenti, repressioni, deviazioni.
Nella storia la Chiesa ha le maggiori responsabilità nel dividere l'individuo, reprimendone gli istinti innati, nel mettere contro uomini e donne, le genti, i popoli, le nazioni, appoggiando e innescando guerre e violenze.
E' androcentrica, omofobica, autoritaria, e svela la sua mania di onnipotenza quando pretende di scegliere per tutti gli esseri umani.
Vuole decidere per ognuno di noi cosa è giusto e cosa è sbagliato, e quando possiamo provare piacere o dolore, vivere o morire.
Con che diritto?
In base a che principio?
Come può pretendere di stabilire cosa è bene e cosa è male?
Di stabilire quando fare sesso e godere, quando vivere con una persona e quando lasciarla, quando avere figli e come educarli, di impedirci di scegliere di morire se riteniamo che la nostra non è più “Vita"?
Con che autorità può anche solo pensare di limitare i nostri diritti, di entrare nel nostro personale, nel nostro intimo, nella nostra vita, in quella di chi ci è caro? Di inserirsi così arrogantemente nella vita politica del nostro paese?
Questo non è certo volere di un Dio buono e giusto, ma frutto di persone completamente fuori dalla normalità, disadattate, prive di buon senso e incapaci di amore, senza alcuna empatia nei confronti del prossimo, ambiziose di potere.
Dio ci ha dato il libero arbitrio, la Chiesa ce lo vuole togliere.
Io non vi chiedo certo di pensarla come me, sono agnostico e pagano, lascio libertà perchè pretendo libertà. Rispetto chi la pensa diversamente, finchè rispetta me. Qui non si tratta di vita o di morte o di etica e morale, ma di persone che desiderano, come è sacrosanto che sia, vivere nella libertà; e di persone che invece desiderano imporre la loro volontà sugli altri. E' prepotenza, è violenza.
Vi invito ad usare la vostra capacità di giudizio. Che siate cattolici o di qualunque altra fede, usate la vostra testa, guardate cosa è la Chiesa come qualunque altra istituzione o persona, da ciò che fa e dimostra di essere, non da ciò che dice.
E' ora di cominciare a chiamare le persone per quello che sono.
Chi vive senza lavorare solo perchè fa parte di una gerarchia religiosa, basata su dogmi e scritture prive di veridicità storica vecchie di millenni, imponendola agli altri ha una personalità malata.
Chi passa la propria esistenza arricchendosi oltre ogni limite immaginabile, togliendo le risorse a gran parte dell'umanità che a stento sopravvive o muore ha una personalità malata.
Chi fa politica sfruttando le debolezze e i bisogni della gente per acquisire sempre più potere, perseguendo interessi personali e di lobby economiche a discapito della nazione ha una personalità malata.
Chi sa usare solo la violenza e la sottomissione per rapportarsi con gli altri, inquinando le società civili con massonerie, mafia, camorra e sistemi coercitivi, ha una personalità malata.
Questi individui dalla personalità disturbata decidono della nostra vita e di quella delle persone a noi care, minacciano il futuro del pianeta, limitano la nostra libertà, il nostro sviluppo, ci impediscono di vivere nell'amore, in pace ed armonia.
Il mondo potrebbe essere un paradiso. Abbiamo tutto ciò che ci occorre per risolvere ogni problema materiale, adesso dobbiamo sviluppare la consapevolezza di essere tutti fratelli e sorelle: una sola grande famiglia, l'Umanità.
La Terra è nostra Madre, il cielo è nostro Padre. Noi siamo fatti di Terra, alla Terra torneremo: la Terra ci nutre. Inquinando la Terra avveleniamo noi stessi.
E' il momento di capire tutto ciò e di agire di conseguenza, sviluppando senso critico, di analisi, capacità di affiliazione; unendoci per cambiare le cose, modificando lentamente ma inesorabilmente i nostri comportamenti per vivere meglio, conquistare la libertà e far si che l'umanità progredisca come mai è stato fatto finora.
09/2/2009 Germano Caputo

mercoledì 28 gennaio 2009

Insieme possiamo tutto

E l'invito, sostegno a continuare in ciò che facciamo avendo fiducia e a rifiutare la paura che ci viene versata addosso, in ogni contesto.
Come suggerisce la "Guida galattica per autostoppisti": Don't panic!!!
Umore: ispirato :)


Questa crisi è la fine di un'era di travolgente e incontrollata crescita materiale a cui non ha corrisposto un eguale sviluppo sociale: abbiamo tecnologie da Star Trek ma siamo ingabbiati in una sorta di medioevo culturale.


Il progresso scientifico e cognitivo dell'umanità è infatti ormai arrivato a fornire una chiara comprensione di come le cose funzionano e la tecnologia che ne deriva permette di poter realizzare qualunque nostra idea. I risultati della ricerca sui meccanismi di funzionamento della psiche e della fisica confermano quanto tramandato da millenni dai ricercatori spirituali, portano alle stesse conclusioni:
siamo fatti di energia, di vibrazioni che danno illusione di realtà, in cui la mente ed il pensiero hanno il potere di incidere.
Le cause reali dei problemi che affliggono l'umanità adesso non sono più di ordine materiale o dipendenti dal caso o dalla Natura, ma politiche, morali, umane.

La domanda da farsi non è più: - Come possiamo risolvere i grandi problemi dell'umanità? - Ma: - Perché ancora non lo stiamo facendo?

Una risposta è che non ci amiamo abbastanza, che non abbiamo ancora compreso di non essere individui isolati, ma vite che dipendono da altre vite, e soprattutto che la Terra non è un oggetto inanimato, come sanno bene i nativi d'America rinchiusi nelle riserve e tutte le popolazioni tribali che vogliamo ardentemente "educare alla democrazia".
La Terra è
un'entità vivente e noi siamo una delle sue infinite anime, una delle sue manifestazioni più evolute e per questo più potenti e instabili.

I principi che regolano adesso la società: gerarchia di potere, competizione, uso della forza; il considerarsi individui separati dal resto e trattare esseri viventi, natura e ambiente alla stregua di oggetti sono frutto di una visione dominatrice, autoritaria, androcentrica, che ci sta portando verso la distruzione della vita, alla morte del pianeta.

La ricerca della stabilità e della pace come specie garantirà l'evoluzione dell'umanità e del pianeta nell'Universo. E la pace della famiglia umana dipende dalla pace interiore di ognuno di noi. Ecco perché la priorità in questo momento storico diventa lo sviluppo delle potenzialità umane e la crescita interiore di ogni individuo, secondo principi di amore, libertà, rispetto, cooperazione, solidarietà; queste basi garantiranno la Vita.
- Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo - ... ma non basta...

Il cambiamento deve essere condiviso e diffuso, portare all'unione.
Da soli possiamo poco, insieme possiamo tutto.

lunedì 26 gennaio 2009

Modello Mutuale e Modello Dominatore (Riane Eisler)

Tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Riane_Eisler vedi anche: http://isd.olografix.org/faq/faq_uomo-donna.htm

Modello Mutuale e Modello Dominatore
Secondo Riane Eisler esistono e sono esistiti nella storia e nella protostoria (neolitico ed epipaleolitico) due modelli base di società: quello Dominatore e quello Mutuale. Quello Mutuale si basa sul "potere di attuazione" creativo, crea la vita che si rigenera, si ispira al concetto di unione, è equilibrato. Quello Dominatore è basato sul potere distruttivo (guerra, imposizione violenta, sfruttamento, gerarchia), toglie la vita, sviluppa in modo prioritario le tecnologie del dominio quali la guerra e la schiavitù, è squilibrato.

In definitiva la società Dominatore descritta da Riane Eisler è una società gerarchizzata basata in ultima istanza sulla paura o sulla forza. Elemento chiave di questo tipo di società è la posizione subordinata e discriminata delle donne, sia nella famiglia che nello stato. Si tratti della società nazista o di quella khomeinista o in culture precedenti dove la violenza cronica e la regola autoritaria erano la norma.

Questa discriminante (la posizione della donna nella società e nella sua cultura) è un principio di analisi che Riane Eisler propone per superare e rendere superflue schematizzazioni secondo lei obsolete quali: religiosità versus laicismo, destra versus sinistra, capitalismo versus comunismo, Occidentale versus Orientale, industriale versus pre-industriale o post-industriale.

Riane Eisler analizza le "androcrazie" (società a dominio maschile) dei popoli indoeuropei (i popoli Kurgan di Marija Gimbutas) e di altre società. A queste società contrappone il modello Mutuale (o "collaborativo") delle società pre-indoeuropee dell'antica Europa del neolitico come prospettato dalla M. Gimbutas.

Un altro importante esempio di società mutuale secondo Riane Eisler è la società minoica dell'antica Creta prima dell'inizio del predominio degli Achei indoeuropei provenienti da Micene. Un punto fondamentale in questa teorizzazione è che non si "contrappone" un modello "patriarcale" (società indoeuropee) ad un modello "matriarcale". Ma un modello in cui un elemento domina sull'altro (che sia il maschio sulla femmina o la femmina sul maschio non fa differenza), ad un modello "equilibrato" che Riane Eisler propone di chiamare "gilanico" dall'unione dei termini greci di maschile e femminile ("gil" ed "an").

Questo è in linea con la sua proposta di un pensiero "non-duale", di una logica e di una psicologia in cui la categoria mentale della contrapposizione viene sostituita da quella della trasformazione.

A supporto che è esistita una società "gilanica" senza predominio di un sesso sull'altro, Riane Eisler utilizza le ricerche archeologiche di Marija Gimbutas, James Mellaart, Nicolas Platon, Vere Gordon Childe. Altre fonti utilizzate sono i Vangeli gnostici ed il poeta dell'antica Grecia Esiodo. L'uso dello schema mutuale/dominatore (patnership/domination in inglese) viene esteso alle società contemporanee analizzando campi che vanno dalla politica alla religione, all'economia, al mondo degli affari, all'educazione.

La trasformazione culturale
Dall'osservazione della protostoria e della storia consegue che l'evoluzione non sembrerebbe seguire uno schema lineare. Ma periodi di regresso possono seguire a fasi di notevole progresso. I passaggi da un periodo all'altro sembrerebbero in genere di tipo "caotico", quali il periodo che attualmente vivono le varie società contemporanee.

Riane Eisler collega l'evoluzione culturale da lei descritta anche ai lavori di Ilya Prigogine e di Stephen Jay Gould sulla auto-organizzazione e sull'evoluzione degli organismi viventi rispettivamente.

Opere ed attività
Il best-seller internazionale The Chalice and The Blade: Our History, Our Future, stampato in italiano come "Il Calice e la Spada" dalle edizioni Saggi Frassinelli, è stato tradotto in 22 lingue tra cui cinese, russo, coreano, ebraico, giapponese, arabo. È stato definito dall'antropologo Ashley Montagu come il libro più importante da l' Origine delle specie di Charles Darwin.

Questo libro ha ispirato il Professor Min Jiayin dell'Istituto of Filosofia della Accademia Cinese di Scienze Sociali che ha pubblicato nel 1995, per conto della Casa Editrice Cinese di Scienze Sociali, il libro "Il Calice e la Spada nella cultura cinese". In questo lavoro viene provata la teoria della trasformazione culturale di Riane Eisler con la importante scoperta che anche nella preistoria in Asia era avvenuto il passaggio da una cultura di collaborazione (o mutuale) ad una cultura di dominio (o cultura Dominatore). Il suo nuovo libro The Real Wealth of Nations: Creating a Caring Economics è stato salutato dall'Arcivescovo Desmond Tutu come "un modello per il mondo migliore che stiamo con tanta urgenza cercando" e propone un nuovo approccio all'economia che dia priorità alla più importante attività umana: l'attività di prendersi cura delle persone, dell'ambiente, del pianeta.

La mia curiosità

Una delle mie caratteristiche innate fin da piccolo è stata la curiosità, unita all’osservazione di chi mi stava intorno e me stesso: emozioni, pensieri, sentimenti, atteggiamenti. Ho sviluppato empatia e compassione, nei limiti delle mie possibilità di sopportazione e quando lo ritenevo opportuno. Anche riguardo cosa mi circondava: ho sviluppato la conoscenza di macchine, funzionamenti, meccanismi.
Mi sono sempre chiesto il perché di ogni cosa, e non mi sono mai accontentato di risposte vaghe o superficiali. So che ci sono cose che non potremo mai capire con la mente, ma intuire e comprendere con il cuore si. Altre rimarranno con un punto interrogativo, ma non ci impediranno certo di essere felici e andare avanti! Ma moltissime cose se lo si desidera possono facilmente essere comprese, non è necessario essere dei geni, chi cerca trova, soprattutto nel web. Occorre anche il coraggio di guardare la realtà, per quanto brutta e scomoda possa essere, e superare i tanti momenti di sconforto, tristezza, abbattimento che per forza di cose ci colpiranno; la realtà è anche peggiore di quanto si possa immaginare, ma la sofferenza, le ingiustizie, le violenze non rappresentano tutto l’esistente, ne sono solo una parte. Esistono la felicità, la bellezza, la promessa di un futuro migliore scolpita nel nostro DNA. E se vogliamo sopravvivere e realizzare questo futuro è a quella visione che dobbiamo rivolgere il nostro sguardo e il nostro cuore. Riceveremo la forza necessaria per attuarla. Come potremo riceverla dallo stare insieme, dalla condivisione di emozioni, esperienze, speranze, paure. Maturerà una certezza: cambiare è possibile. Realizzare i sogni è possibile. Dipende da noi, ne abbiamo il potere, sta a noi comprenderlo e decidere di usarlo. Da soli possiamo poco, insieme possiamo tutto.
Ho selezionato alcune frasi di A. Einstein, che rendono bene ciò in cui credo fermamente e di cui mi piacerebbe parlare più avanti:
- Solo chi è così pazzo da credere di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero. - I problemi non possono essere risolti con lo stesso atteggiamento mentale che li ha creati.
- Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo 'universo', una parte limitata nel tempo e nello spazio.
Sperimenta se stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una sorte di prigione che ci limita ai nostri desideri personali e all'affetto per le poche persone che ci sono più vicine. Il nostro compito è quello di liberarci da questa prigione, allargando in centri concentrici la nostra compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza.
Quest’ultima riflessione oltre ad essere stata formulata da un geniale scienziato è la stessa a cui è giunta la fisica quantistica di recente, e corrisponde alla visione di Unità delle tradizioni orientali e dei nativi d’America. E' stupefacente constatare come due metodi diametralmente opposti, quello teorico, razionale e scientifico, e quello pratico, intuitivo e spirituale giungano alle stesse conclusioni. Non è abbastanza per capire che quella indicata è la strada giusta? Che con questa visione possiamo colmare lo spaventoso vuoto lasciato dal fallimento di tutte le ideologie finora conosciute, da quelle religiose, al capitalismo/consumismo e al comunismo? E nel contempo scoprire come sia possibile rimediare ai catastrofici danni da loro arrecati? Osho, come Goleman, il Dalai Lama e tantissimi altri ricercatori su di un diverso uso della nostra mente e del nostro cuore, indicano nella sintesi tra oriente ed occidente, nel corretto uso dei due diversi approcci e in un nuovo paradigma culturale la strada per sviluppare pienamente le nostre potenzialità, finora usate solo sporadicamente. Ed è questa sintesi che vorrei usare per ipotizzare un futuro possibile, ben diverso da quello finora conosciuto e indicato dal “Sistema”, dalla pubblicità o dai romanzi di fantascienza. Tutti cambiano forme e dettagli, ma disegnano sempre la stessa umanità, come quella attuale o di migliaia di anni fa, vittima dei suoi difetti e delle sue debolezze, sempre ordinata in gerarchie, in ricchi e poveri, in dominanti e dominati, ancora divisa nel genere maschile/femminile, che pretende di portare pace con la guerra, di ispirare nei cittadini di ogni nazione rispetto degli altri con la violenza e le punizioni, anziché con l’esempio e la disponibilità, come se fosse possibile ispirare amore in qualcuno investendolo di odio. E' l'esempio, il comportamento, il metodo che conta, che viene appreso, non il messaggio; se il metodo è violenza, come può trasmettere pace?