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giovedì 2 dicembre 2010

La morte in diretta

E' successo... mentre ero sulla banchina della stazione di Modena, esattamente di fronte a me, sul binario opposto, mentre arrivava un Eurostar, ho visto un uomo che si buttava volontariamente davanti al treno in arrivo. Dalla mia posizione ho potuto vedere chiaramente non solo il corpo che veniva centrato in pieno dalla motrice, ma anche la sua caduta ed il rotolamento sulle rotaie sotto il treno.

Non era la prima volta che assistevo a scene drammatiche. Pochi mesi fa vidi l’investimento di una bambina che attraversava la strada sulle strisce pedonali, per raggiungere il fratello che l’aspettava tendendole la mano, da parte di uno scooterista che disse poi di non averla vista.
Fu travolta così in pieno che pensai sarebbe morta, ma fortunatamente pur dolorante e piangente, zoppicando ha corso fino a casa sua, seguita dal fratello sotto shock e dai passanti increduli ed esitanti perché non voleva essere toccata da nessuno.

Qualche mese addietro invece mi toccò di assistere all’investimento di una ragazza in bici che attraversava sulle strisce, sempre da parte di un altro scooterista che, invece di fermarsi in coda all’auto che aveva dato la possibilità alla ragazza di attraversare, senza minimamente rallentare aveva superato l’auto investendo la bici quasi in pieno, facendo rovinosamente volare la ragazza per terra, dove ci restò fino all’arrivo dei soccorsi. Allora pensai che se invece della bici ci fosse stato un passeggino con un neonato la moto l’avrebbe ucciso ed ero furioso con il centauro spericolato anche perchè nei millisecondi che precedettero l’impatto avevo già intuito quanto sarebbe accaduto, ma non ho potuto fare nulla.

Molti anni fa invece, mentre ero in una sala d’attesa uno dei presenti ebbe un infarto. Non so se si sia salvato, pur ricevendo l’immediato soccorso di qualcuno che, evidentemente preparato, gli tirò fuori la lingua per impedirgli di soffocare finchè non arrivò l’ambulanza.

Altre due volte ho visto persone svenire, cascare per terra improvvisamente, ma ancora semi coscienti, in attesa di soccorsi.

Infine ancora più indietro mentre per lavoro camminavo su di un traliccio orizzontale, ad una quindicina di metri dal suolo, vidi un mio collega sparire improvvisamente. Ebbe i riflessi pronti e riuscì ad aggrapparsi in tempo per non cadere giù.

A parte poi l’aver sentito la pelle di mio padre fredda come il marmo alla fine di una lunga malattia, esperienza che fa riflettere davvero su cosa c'è dopo la vita, direi di non aver più avuto contatti con la morte o il suo rischio.

La scena del suicida è stata surreale. Infatti, abituati ai film, scene simili sono già state viste centinaia di volte. Ma viverle nella realtà lascia una strana sensazione di dissonanza. Da una parte quasi normalità, dall’altra la consapevolezza di aver assistito, per la prima volta nel mio caso, ad una morte violenta. Più forte dello shock poi era la voglia di capire se era scivolato o era stato spinto o si fosse gettato intenzionalmente.

Nella nostra relativamente tranquilla società, raramente capita di vedere la morte dal vivo. E quel che più mi ha colpito, ancora una volta, è la constatazione, come per alcuni miei colleghi vittime di malattie o infarti, che la morte è un processo irreversibile. Sembra scontato, ma una cosa è dirlo, un'altra viverlo.

Colpisce che una persona, che pochi minuti o giorni prima era viva, respirava, parlava, aveva emozioni, ricordi, con cui potevi discutere… all’improvviso non c’è più. Come nel caso del suicida, diventa un corpo inerte, immobile, a parte gli spasmi muscolari che facevano pensare fosse solo ferito e incosciente.

La morte è irreversibile, questo rende più consapevoli di quanto abbia valore la vita, gli affetti, le relazioni… e nel caso di quel pover’uomo, che chissà per quale motivo ha deciso di porre fine alla sua vita, rimane un’amara certezza: che se questa società fosse giusta come dovrebbe, se desse alle persone, alla solidarietà, all’amore l’importanza che invece attribuisce al denaro, al potere, all’apparire... tante morti, tanto dolore e sofferenza si potrebbero evitare.

In questo siamo tutti responsabili, ed una cosa ho “sentito” e capito ieri: ogni volta che muore un essere umano, vicino o lontano che sia, conosciuto o meno, muore una parte di noi. Non lo possiamo comprendere, ma in qualche modo noi siamo tutti connessi e ciò che accade nel mondo, nel bene e nel male anche se in maniera sottile ed incomprensibile, influisce in ognuno di noi...

domenica 18 aprile 2010

Agorà, la vera natura della chiesa cattolica

Ipazia di Alessandria, SPELLATA VIVA dai parabolani, CRISTIANI
che, come ronde naziste, attaccavano pagani, ebrei e cristiani. La vera
anima della CHIESA, che spiega l'intolleranza verso chi non si adegua al
suo volere. Pretende di dirci che dio seguire, chi, come e quando fare
sesso e amare, come curarci e morire. Sono personalità malate, con il
potere di una istituzione millenaria che ha IMMANI CRIMINI sulla coscienza...

lunedì 9 febbraio 2009

Dio, Englaro e il nostro futuro

Credere in Dio non significa credere nella Chiesa.
(In questo post parlo della Chiesa come "istituzione di potere" separata dai cattolici. Rispetto Gesù e condivido molti suoi insegnamenti dei vangeli apocrifi)
La Chiesa Cattolica è una istituzione di potere millenaria, molto più potente e senza scrupoli di quel che crediamo, che sfrutta abilmente la buona fede di milioni di persone per i suoi scopi di potere.
Non è riconosciuta come Stato, è formata da soli maschi, molti dei quali hanno grossi condizionamenti, repressioni, deviazioni.
Nella storia la Chiesa ha le maggiori responsabilità nel dividere l'individuo, reprimendone gli istinti innati, nel mettere contro uomini e donne, le genti, i popoli, le nazioni, appoggiando e innescando guerre e violenze.
E' androcentrica, omofobica, autoritaria, e svela la sua mania di onnipotenza quando pretende di scegliere per tutti gli esseri umani.
Vuole decidere per ognuno di noi cosa è giusto e cosa è sbagliato, e quando possiamo provare piacere o dolore, vivere o morire.
Con che diritto?
In base a che principio?
Come può pretendere di stabilire cosa è bene e cosa è male?
Di stabilire quando fare sesso e godere, quando vivere con una persona e quando lasciarla, quando avere figli e come educarli, di impedirci di scegliere di morire se riteniamo che la nostra non è più “Vita"?
Con che autorità può anche solo pensare di limitare i nostri diritti, di entrare nel nostro personale, nel nostro intimo, nella nostra vita, in quella di chi ci è caro? Di inserirsi così arrogantemente nella vita politica del nostro paese?
Questo non è certo volere di un Dio buono e giusto, ma frutto di persone completamente fuori dalla normalità, disadattate, prive di buon senso e incapaci di amore, senza alcuna empatia nei confronti del prossimo, ambiziose di potere.
Dio ci ha dato il libero arbitrio, la Chiesa ce lo vuole togliere.
Io non vi chiedo certo di pensarla come me, sono agnostico e pagano, lascio libertà perchè pretendo libertà. Rispetto chi la pensa diversamente, finchè rispetta me. Qui non si tratta di vita o di morte o di etica e morale, ma di persone che desiderano, come è sacrosanto che sia, vivere nella libertà; e di persone che invece desiderano imporre la loro volontà sugli altri. E' prepotenza, è violenza.
Vi invito ad usare la vostra capacità di giudizio. Che siate cattolici o di qualunque altra fede, usate la vostra testa, guardate cosa è la Chiesa come qualunque altra istituzione o persona, da ciò che fa e dimostra di essere, non da ciò che dice.
E' ora di cominciare a chiamare le persone per quello che sono.
Chi vive senza lavorare solo perchè fa parte di una gerarchia religiosa, basata su dogmi e scritture prive di veridicità storica vecchie di millenni, imponendola agli altri ha una personalità malata.
Chi passa la propria esistenza arricchendosi oltre ogni limite immaginabile, togliendo le risorse a gran parte dell'umanità che a stento sopravvive o muore ha una personalità malata.
Chi fa politica sfruttando le debolezze e i bisogni della gente per acquisire sempre più potere, perseguendo interessi personali e di lobby economiche a discapito della nazione ha una personalità malata.
Chi sa usare solo la violenza e la sottomissione per rapportarsi con gli altri, inquinando le società civili con massonerie, mafia, camorra e sistemi coercitivi, ha una personalità malata.
Questi individui dalla personalità disturbata decidono della nostra vita e di quella delle persone a noi care, minacciano il futuro del pianeta, limitano la nostra libertà, il nostro sviluppo, ci impediscono di vivere nell'amore, in pace ed armonia.
Il mondo potrebbe essere un paradiso. Abbiamo tutto ciò che ci occorre per risolvere ogni problema materiale, adesso dobbiamo sviluppare la consapevolezza di essere tutti fratelli e sorelle: una sola grande famiglia, l'Umanità.
La Terra è nostra Madre, il cielo è nostro Padre. Noi siamo fatti di Terra, alla Terra torneremo: la Terra ci nutre. Inquinando la Terra avveleniamo noi stessi.
E' il momento di capire tutto ciò e di agire di conseguenza, sviluppando senso critico, di analisi, capacità di affiliazione; unendoci per cambiare le cose, modificando lentamente ma inesorabilmente i nostri comportamenti per vivere meglio, conquistare la libertà e far si che l'umanità progredisca come mai è stato fatto finora.
09/2/2009 Germano Caputo

mercoledì 28 gennaio 2009

Insieme possiamo tutto

E l'invito, sostegno a continuare in ciò che facciamo avendo fiducia e a rifiutare la paura che ci viene versata addosso, in ogni contesto.
Come suggerisce la "Guida galattica per autostoppisti": Don't panic!!!
Umore: ispirato :)


Questa crisi è la fine di un'era di travolgente e incontrollata crescita materiale a cui non ha corrisposto un eguale sviluppo sociale: abbiamo tecnologie da Star Trek ma siamo ingabbiati in una sorta di medioevo culturale.


Il progresso scientifico e cognitivo dell'umanità è infatti ormai arrivato a fornire una chiara comprensione di come le cose funzionano e la tecnologia che ne deriva permette di poter realizzare qualunque nostra idea. I risultati della ricerca sui meccanismi di funzionamento della psiche e della fisica confermano quanto tramandato da millenni dai ricercatori spirituali, portano alle stesse conclusioni:
siamo fatti di energia, di vibrazioni che danno illusione di realtà, in cui la mente ed il pensiero hanno il potere di incidere.
Le cause reali dei problemi che affliggono l'umanità adesso non sono più di ordine materiale o dipendenti dal caso o dalla Natura, ma politiche, morali, umane.

La domanda da farsi non è più: - Come possiamo risolvere i grandi problemi dell'umanità? - Ma: - Perché ancora non lo stiamo facendo?

Una risposta è che non ci amiamo abbastanza, che non abbiamo ancora compreso di non essere individui isolati, ma vite che dipendono da altre vite, e soprattutto che la Terra non è un oggetto inanimato, come sanno bene i nativi d'America rinchiusi nelle riserve e tutte le popolazioni tribali che vogliamo ardentemente "educare alla democrazia".
La Terra è
un'entità vivente e noi siamo una delle sue infinite anime, una delle sue manifestazioni più evolute e per questo più potenti e instabili.

I principi che regolano adesso la società: gerarchia di potere, competizione, uso della forza; il considerarsi individui separati dal resto e trattare esseri viventi, natura e ambiente alla stregua di oggetti sono frutto di una visione dominatrice, autoritaria, androcentrica, che ci sta portando verso la distruzione della vita, alla morte del pianeta.

La ricerca della stabilità e della pace come specie garantirà l'evoluzione dell'umanità e del pianeta nell'Universo. E la pace della famiglia umana dipende dalla pace interiore di ognuno di noi. Ecco perché la priorità in questo momento storico diventa lo sviluppo delle potenzialità umane e la crescita interiore di ogni individuo, secondo principi di amore, libertà, rispetto, cooperazione, solidarietà; queste basi garantiranno la Vita.
- Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo - ... ma non basta...

Il cambiamento deve essere condiviso e diffuso, portare all'unione.
Da soli possiamo poco, insieme possiamo tutto.