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giovedì 22 aprile 2010

CRISI: domande per trovare soluzioni

Mentre i nostri politici litigano, tanto sono lautamente pagati e godono di privilegi e pensioni garantite dopo due anni di legislatura, l’Italia è divisa in chi ha poco o nulla, chi ha abbastanza (entrambi destinati ad avere sempre meno) e una minoranza di eletti che ha già troppo e continuerà ad arricchirsi oltre ogni misura. Vi sono poi una miriade di ulteriori divisioni: di genere, di sessualità, religione, colore, regione, partito, ecc.

Si delinea un fosco futuro per la stragrande maggioranza di noi. Arriva la guerra dei poveri, la lotta per la sopravvivenza, la legge dei più forte, come hanno fatto in modo che sia i nostri politici, tutti.

Ciò che vorrei fosse chiaro è che questa crisi, con i suoi effetti, è una fase di transizione voluta, calcolata, strutturale, ricorrente di questo modello economico e di sviluppo.

E questo modello, a sua volta, è la conseguenza sociale di un paradigma culturale che tutti noi adottiamo; in parte coscientemente, in parte indotto dai media e dal sistema, da quelle persone che realmente hanno potere nel mondo, che non sono politici o cittadini comuni, ma una ristretta cerchia di eletti che possiedono la quasi totalità del denaro, reale e virtuale, circolante nel mondo.

Grazie a questa fase di recessione il loro potere aumenterà esponenzialmente, i nostri diritti e conquiste civili diminuiranno, i beni pubblici, le terre, il pianeta stesso e persino la vita (brevettabile) e tutto ciò che è bene comune o per il bene comune, diventerà proprietà privata.
Una ristretta cerchia di persone diventerà, a breve, padrona del mondo, letteralmente e legalmente.
Questo è la nuda realtà. Per quanto sia dura, triste, scomoda, non è ignorandola che ognuno di noi può sentirsi meglio o al sicuro dal subirne le conseguenze.
Ma io non scrivo per offrire soluzioni, bensì per sollecitare a porvi delle domande, di cui potrei anche conoscere le risposte, che però non hanno valore se mostrate, ognuno deve trovarle da sè.
Chi sono le persone che davvero hanno potere nel mondo, che decidono della nostra vita e sulla nostra pelle?Qual è il loro paradigma culturale?
Come vedono il mondo e chi ci abita?E perché agiscono in questo modo, perché sono così desiderose di denaro e potere?

Queste sono domande importanti. Ma ve ne sono altre. Bisogna capire qual'è il problema, non cercare il colpevole.

Chi siamo noi, come individui, cittadini e umanità intera?
Quale la nostra vera storia recente e remota?
Intendo quella in cui non vengono censurate le donne che hanno contribuito quanto gli uomini alla scienza e ai progressi sociali, quella di quanti hanno compiuto opere straordinarie per amore e altruismo e non le solite sanguinose lotte di potere che insegnano a scuola.
Sono esistiti modelli sociali diversi, pacifici, solidali, rispettosi della vita, dell’ambiente, della Natura?
E come mai quelle persone che hanno il potere riescono, oltre a costringere con la forza, l’inganno, il bisogno, lo sfruttamento, anche a contagiare con la loro visione malata così tanta gente?
Addirittura a far credere alle stesse vittime del sistema che questo sistema economico, sociale, politico è il migliore dei sistemi possibili?
Come è possibile convivere in armonia nonostante le diversità, imparando ad coglierne le opportunità di crescita che offrono?
Come possiamo essere l’un l’altro amorevoli e solidali?
Dalla semplice ricerca di risposte a queste domande scaturiranno infinite possibili soluzioni ai nostri comuni problemi e alle molteplici ingiustizie e violenze che caratterizzano la visione imperante nel mondo adesso: quella dominatrice, gerarchica, competitiva, di separazione e divisione, di crescita senza fine.

La forza di chi adesso ci manipola infatti deriva dalla inconsapevolezza e ignoranza di chi siamo, di quale è il nostro immenso potere, dalla incapacità nel porsi queste domande e di trovare delle risposte.

Oltre alla ignoranza chi ci governa si ispira all’antico detto latino: “Divide et impera”. Per spezzare le catene che
ci tengono imprigionati da millenni è necessario quindi applicare esattamente l’opposto: anziché “Dividi e domina”, “Unisci e lascia liberi”.

E' il momento di ribaltare la situazione, di far emergere il nostro spirito combattivo e ribelle, di ritornare Liberi e ridare Potere alla Vita, all'Amore, a Madre Terra.
Vi Veri Veniversum Vivus Vici

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